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MINETTI: “SEI TREMENDO… NON MI VERGOGNO!”
LE 24 ORE DI DSK
Ieri mattina, in un’intervista pubblicata dal quotidiano britannico The Guardian, Dominique Strauss-Kahn ha prospettato la tesi del complotto “organizzato dai servizi segreti francesi ” e culminato con il suo arresto nel maggio 2011, con l’accusa di violenza sessuale, delitto consumato nella stanza dell’albergo della catena francese Sofitel a New York. “Una coincidenza molto strana, a pochi mesi dalla mia candidatura alle primarie socialiste che, sicuramente mi avrebbero portato fino alle elezioni presidenziali in corso“, ha raccontato Strauss-Kahn. La notizia è stata ampiamente ripresa dalla stampa italiana.
Stamattina la smentita dell’entourage di DSK: “Si tratta di una trovata pubblicitaria, Strauss-Khan non è stato intervistato in questi giorni di campagna elettorale francese ma molto prima, le rivelazioni pubblicate ieri dal quotidiano The Guardian, sono in realtà estratte dal libro “Three Days In May : Sex, Surveillance and DSK” del giornalista inglese Edward Jay Esptein, che uscirà fra pochi giorni”. Insomma l’intervista sarebbe un estratto del libro.
Poi scende la sera. Il deputato socialista Julien Dray, festeggia il suo compleanno in un locale a Rue St.Denis, a Parigi. Tra gli invitati anche Ségoléne Royal, Manuel Valls, e Pierre Moscovici, responsabile della campagna elettorale di François Hollande e la giornalista francese Anne Sinclair che, si è presentata insieme al marito Dominique Strauss-Kahn. A questo punto il quartetto, raccontano, pare non abbiano esitato un attimo e appena hanno saputo dell’arrivo di DSK, hanno lasciato la festa. La Royal ha così commentato ad un giornalista dell’agenzia AFP : “raccontare che ho incontrato DSK durante una festa, sarebbe diffamatorio!!“
Stamattina François Hollande, intervistato su Canal +, a solo una settimana dal voto, ha dichiarato chiaro e forte: “Dominique Strauss Khan, non è in nessun modo coinvolto nella vita politica francese, ancor meno durante la campagna elettorale per le presidenziali!“ @thefrenchbo
“C’È LA ZOCCOLA, C’È LA SUDAMERICANS CHE NON PARLA ITALIANO E VIENE DALLA FAVELAS, C’È QUELLA UN PO’ PIÙ SERIA, C’È QUELLA VIA DI MEZZO TIPO BARBARA FAGGIOLI E POI CI SONO IO CHE FACCIO QUELLO CHE FACCIO”
“C’è la zoccola, c’è la sudamericans che non parla italiano e viene dalla favelas, c’è quella un po’ più seria, c’è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quello che faccio”. Vabbé lo avevamo già letto… ma sentirlo dalla “viva voce” è tutta un’altra cosa! Ha proprio ragione Crozza: se gli italiani non fossero pecoroni…
BERLUSQUE BURLESQUE
BERLUSQUE
PERSONA NON GRATA
Battuta di Sarkozy sul treno verso Lylle l’altro ieri: “In realtà i socialisti avrebbero preferito DSK a François Hollande“. Non è una grande scoperta! Il “presidente” cerca di dare l’impressione di non “abbassarsi” a polemizzare sul caso “Carlton” e sui guai giudiziari di Dominique Strauss-Kahn, ma il realtà non perde occasione di chiamare in causa quello che avrebbe dovuto essere il suo vero sfidante. Ieri con una battuta, oggi con un’allusione. Nel frattempo i giornali francesi riportano la notizia di una petizione degli studenti di Cambridge contro DSK, considerato dai firmatari ”persona non grata”.
LIBERO DOMINIQUE STRAUSS-KAHN: L’UOMO CHE AVREBBE POTUTO ESSERE RE
Dominique Strauss-Kahn è stato rilasciato, ma la vicenda continua ad appassionare e a dividere la Francia. In questi ultimi due giorni è venuto fuori di tutto: dalla moglie costretta ad accompagnarlo nei viaggi all’estero per timore che l’ex 64nne direttore del FMI ci “ricascasse”, fino alle dichiarazioni di Anne-Marie, di professione escort, a proposito della brutalità con la quale sarebbe stata trattata in un hotel di Washington nel 2010.
Il dubbio che dietro i vestiti costosi e raffinati si celi in realtà un Barbablù pronto ad abusare di qualsiasi donna gli capiti a tiro è scontato.
Tuttavia questa vicenda, soprattutto i tempi ed i modi con i quali si è consumata, qualche sospetto lo adombra. “Qualcuno” potrebbe aver strumentalizzato ad arte le debolezze dell’uomo già presidente della Francia in pectore e grande detrattore del “dollaro”, troppo instabile finanziariamente, come moneta di riferimento internazionale? Certo! È possibile! Resta il fatto che DSK se l’è andata a cercare!
Intanto il regista americano Abel Ferrara ha confermato, in una intervista a Le Monde, che prima dell’estate girerà un film sulla vicenda “Dsk” con due mostri del cinema francese Gérard Depardieu e Isabelle Adjani.
L’INCOGNITA DSK
Grande concitazione oggi al numero 18 di Rue de la Convention per l’ultimo sondaggio in circolazione. “Calma e sangue freddo! Evitiamo gli sbalzi d’umore causati dai risultati dei sondaggi”. Si è affrettato a tweettare il segretario dell’UMP Sébastien Huyghe. Lo scarto tra François Hollande (28%) e Nicolas Sarkozy (27%) sarebbe ormai dell’ordine di un solo punto. J.F.Copè, sostenitore di Sarkozy non ha resistito all’evidente consegna del silenzio e non ha perso occasione per attaccare duro Hollande: “Si nasconde, non dice nulla d’importante e non sopporta nessun tipo di critica“.
Il clima è un po’ quello della quiete prima della tempesta e la tempesta si chiama Dominique Strauss-Kahn. Gli staff dei candidati stanno predisponendo strategie e contromisure in attesa degli eventi. Nonostante tutti abbiano qualche scheletruccio nell’armadio, la bomba che potrebbe esplodere domani se DSK venisse arrestato avrebbe conseguenze devastanti, suscitando reazioni a catena. Gli uomini del PS attendono in silenzio greve. Nel frattempo va a ruba il libro di Claire Checcaglini, “Bienvenue au Front-Journal d’une infiltrée”, dove la giornalista racconta 8 mesi in incognito tra i militanti del FN. (@thefrenchbo)
CARLTON CONNECTION
(ANSA) – L’ex direttore del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, è dalle 9 di questa mattina in stato di fermo per “sfruttamento della prostituzione” e “appropriazione indebita” nella vicenda delle escort dell’Hotel Carlton di Lille. Lo si è appreso dalla Procura. Il fermo, come previsto dalla legge e concordato con i legali del sospetto, è stato consegnato a DSK al suo arrivo nella ex gendarmeria di Lille per l’interrogatorio, da lui ripetutamente richiesto.
Per la legge francese il fermo è automatico quando le accuse dell’interrogato sono particolarmente gravi. Lo stato di fermo, secondo le norme modificate recentemente del codice penale, rende anche automatica e obbligatoria la presenza dell’avvocato durante l’interrogatorio, una garanzia che in mancanza dello stato di fermo non è dovuta.
Quest’uomo proprio non riesce a fermarsi! E sì che avrebbe potuto diventare il nuovo presidente francese… Ora – al di là dei suoi personali destini – resta da capire quanto la vicenda influirà sulla campagna elettorale… Qui: “Comprendere il caso Carlton in tre minuti“
SE LO DICE LUI…
Il 23 ottobre del 2009, alle 17: 23. Maurizio Farina telefona a Valter Lavitola. I due condividono la passione per la caccia, ma hanno anche avuto affari in comune (per anni l’Avanti! è stato stampato proprio dal gruppo Farina). Insomma hanno un rapporto di grande confidenza. Dopo i saluti di rito finiscono per parlare dei “mercoledì sera” con B.
V – Pronto?
F – Pronto Valter, sono Maurizio.
V – Agli ordini….
F – Agli ordini? Tu sei l’uomo più potente d’Italia! Sei amico di Silvio, scusami!
V – No, no, amico di Mario e Maurizio (fratelli Farina, ndr), eeeh…(ride)
F – Senti, quando andate a scopà il mercoledì sera con Silvio perché non me chiamate qualche volta pure a me?
V – Ma zitto, ma tu scherzi… Invece, una volta quando dicevi che andavi dal presidente era una cosa che ti gratificava… Mò non puoi andare se no (le donne a casa, ndr) ti menano…
F – (ride)
V – Davvero! Ci puoi andare fino all’ora di cena, dopo cena no… (ride)
F – Mettono tutti fuori mettono… (ride). Senti mi dispiace ma per domani non ce la facciamo (ad andare a caccia, ndr) domenica mattina.
V – Va bene, ok mo’ lo chiamo e glielo dico.





