vitaliquida

Appunti brevi (ma anche meno brevi) di politica & altro

Posts Tagged ‘PdL

PALERMO SIAMO NOI

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Scritto da colas

19 aprile 2012 alle 07:55

FORMIGONI ALL’UDC: “INCU..TA LA SINISTRA, FANTASTICO!”

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Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni usa un termine molto esplicito per il suo commento politico. Si consiglia la visione ad un pubblico adulto

NICOLE MINETTI SOLA… IN FONDO ALLA SALA

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C’era anche Nicole Minetti al congresso di Milano del Pdl. La consigliera regionale è rimasta da sola in fondo alla sala, più preoccupata dalle telecamere che dagli interventi e si è poi allontanata prima del discorso di Berlusconi…

Dopo Apicella

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Reblogged from Nomfup:

Appena caricato sull’indirizzo ufficiale del PdL, il nuovo inno berlusconiano fa già discutere. Un po’ per la presenza delle bandiere del Partito Democratico in una immagine al minuto 0.57, come ha fatto notare su Twitter Tommaso Labate. Un po’ per il misterioso musicista che avrebbe scritto, assieme a Berlusconi e alla deputata Mariarosaria Rossi, la canzone: Danilo Mariani.

Si tratta per caso di questo Danilo Mariani?

Continua a leggere... 36 more words, 1 more video

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QUI la slideshow

Scritto da colas

2 marzo 2012 alle 18:36

MARCO CHI?

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Borgogni: ‘Ciao Marco’
Marco: ‘C’hai un secondo Lorenzo?’
B: ‘Sì’
M: ‘Senti mi ha chiamato Filippo’
B: ‘Uhm’
M: ‘Eh, che dice su, su quel discorso che facciamo ogni anno della loro offerta di partito a Milano eccetera…’
B: ‘Di partito?’
M: ‘Si’
B: ‘Del ministero!’
M: ‘Parti…Eh…Beh, del Pd, credo sia una cosa del Pdl, no? dice che te ne ha parlato a te pure?’
B: ‘No’
M: ’Su Milano…Su che di, lui mi ha anche detto che gli hai indicato che non volevi comparire come Finmeccanica ma con una società esterna’
B: ‘Si’
M: ‘Eh’
B: ‘Vabbé, ma se ne parla quando torni dai’
M: ‘E no, questo si ok! no perché lui dice scusami sto all’ultimo con l’acqua alla gola eccetera, perché lui deve parlare con qualcuno dei nostri… Tra oggi e domani’
B: ‘Dai marco maremma puttana Marco’
M: ‘Eh lo so! Lui mi ha chiamato ora! Lo so, lo so’
B: ‘Eh?’
M: ‘Se me lo diceva lo dicevo a Piggiani piuttosto che… Che ne so eh? capito’
B: ‘Ci sentiamo’
M: ‘Ok’”.

Scritto da colas

22 novembre 2011 alle 11:08

QUEL GATTO DI FERRARA

con 4 commenti

Ieri sera Giuliano Ferrara ha commentato in diretta le dimissioni di B. su La7. La mattina aveva cercato in tutti i modi di evocare lo spettro della democrazia condizionata, riunendo al Teatro Manzoni di Milano gli “smutandati”. La sera, seduto su una poltrona con il gatto traditore del capo della Spectre sulle ginocchia, è sprofondato esausto, dando l’idea di non essere riuscito a sopportare il “colpo”.

Eppure un uomo di buone letture come lui non avrebbe dovuto rinunciare a chiedersi perché l’Italia abbia subito tante “ingerenze straniere” nelle ultime settimane. La totale mancanza di credibilità del “suo” Presidente (per fortuna non più mio) era divenuta palpabile anche ai più distratti. Sospetto, ma anche evanescenza, antipatia, ma anche inadeguatezza, atteggiamenti fastidiosi, ma soprattutto incapacità. Non bastano le barzellette per esorcizzare la profonda crisi del capitalismo liberista, sull’orlo di divorare se stesso. Non bastano le cravatte di Marinella, regalate da B. durante i vertici internazionali organizzati dall’Italia, per conquistare la fiducia dei capi di stato. Non bastano le evocazioni degli improbabili complotti comunisti, delle vendette delle lobby plutocratiche per avere la solidarietà dell’Occidente. Anche se i leader convenuti ai G8 e ai G20, con qualche rara eccezione, soffrono di nanismo intellettuale e politico e fanno diventare giganti personaggi come Helmut Kohl e Francois Mitterand, lui si è dimostrato il più nano di tutti. Solo qualche presidente delle svariate repubbliche delle banane gli ha accordato fiducia, sperando forse di concludere buoni affari. Un po’ poco per il leader della sesta (o settima) potenza industriale del mondo.

Giuliano Ferrara si rifiuta di accettare che il “suo” Principe si è fottuto da solo! Festini, lenoni, intrallazzatori, ceroni e belletti non creano in giro molta fiducia. Se poi sui quotidiani stranieri si legge, a commento delle dimissioni, che finalmente ieri a Palazzo Grazioli c’è stata una festa di popolo e non il solito festino notturno allora si capisce quanta credibilità abbia saputo conquistarsi B. in questi anni, ovvero nessuna!

il gatto di Ferrara

Scritto da colas

13 novembre 2011 alle 14:46

“OGGI B. NON SI DIMETTE! C’HA DA FARE COSE SUE A MILANO”

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Franco Bechis parla al telefono con un certo Mister X , esponente di spicco del del PdL, stamane alle 10.00 (voci distorte per impedire di riconoscere l’interlocutore, anche se in Twitter circola quasi subito il nome di Crosetto))

Sintesi della telefonata: “B. oggi non si dimette perché c’ha cose sue da fare a Milano… lo farà domani“. Bechis diffonde la notizia via Twitter. Nel frattempo però la strategia del PdL cambia a seguito del “consiglio di famiglia” (quella di B.) e Bechis twitta la smentita: “Il Governo chiederà subito fiducia in Senato su maxi-emendamento. Se lì ha i numeri e alla Camera no, elezioni inevitabili…

Grande figuraccia (di Bechis)! Lui si difende sparando il testo della telefonata su youtube e scrivendo: “Io faccio cronaca“. E questo è il suo ultimo tweet: “Perchè sia chiaro a tutti, visto il Giornale: non sento Guido Crosetto da martedì scorso, quando l’ho incontrato alla Camera^fb

Scritto da colas

7 novembre 2011 alle 15:10

L’ELEFANTINO RECAPITA UN AVVISO AI NAVIGANTI LITIGIOSI DEL PDL: “FATE ATTENZIONE! IL CAVALIERE (VI) PUÒ MOLLARE”

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Scrive oggi Giuliano Ferrara su il Foglio che ha fatto un sogno. Pensate ha sognato il premier! Ma non si tratta di un sogno fantastico e nemmeno di un sogno erotico, bensì di un sogno premonitore.  B. avrebbe – nel sogno di Ferrara – ipotizzato uno scenario possibile del prossimo futuro. Ecco la premonizione del Cavaliere:

Cari amici consentitemi una fraterna messa in guardia: se continua così, con la stessa rapidità con cui sono sceso in campo me ne torno in tribuna a godermi lo spettacolo. Ho buoni avvocati, e fuori dalla politica, dove sono stato un elemento di disturbo insopportabile per tanti anni, e ancora adesso, diventerei una preda meno ambita dai rapaci delle procure combattenti e delle opposizioni al loro laccio. Me la cavo, state certi. E se proprio fosse necessario, un patteggiamento per levarsi di torno la malagiustizia alla fine non si nega a nessuno, come un sigaro o un’onorificenza di cavaliere al merito. Le mie paure per le scorciatoie giudiziarie sono solo indirettamente personali, in primo piano sta la libertà politica e civile, che viene negata in radice da questa specie di Stato di polizia in cui i magistrati fanno comizi in piazza, le loro avanguardie si sono massicciamente presentate in politica facendosi eleggere in parlamento e fondando partiti dopo avere distrutto quel che c’era prima, con il suo male e con il suo bene“.

Se Ferrara voleva spaventarmi, posso assicurarvi che non c’è riuscito! Ma non credo si tratti di un messaggio “urbi et orbi“. Credo invece sia un “messaggio in codice” rivolto alla litigiosa formazione politica nota come Pdl. Qualcosa del tipo: “Guardate che se continuate così vi lascio in mezzo al guado“. Questo sembra essere un periodo di grande agitazione nel partito del premier. Maurizio Sacconi sembra pensare ad un futuro con Giuseppe Fioroni; Claudio Scajola e i suoi “colombiani” pretendono di guidare il partito; i “nove” ministri ex Forza Italia vogliono Ignazio La Russa (ma anche Scajola) “fora de ball” e chiedono che l’attuale triumvirato (Bondi, La Russa, Verdini) venga sostituito dalla dittatura del premier esercitata attraverso Denis Verdini; Gianfranco Micciché ha già fatto un  altro partito; Giulio Tremonti ha già ridimensionato Gianni Letta ed ha assistito senza battere ciglio (e soprattutto senza avvertire il Presidente del Consiglio) alla defenestrazione di Cesare Geronzi dalle Generali, che vale molto di più di un partitino. Insomma ce n’è da farsi venire il mal di pancia. E Ferrara è accorso in aiuto! Se l’aiuto è stato efficace lo capiremo presto.

by COLAS

LA CENA DEI NOVE: BOLLITO MISTO

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Per sua stessa ammissione – ha scritto oggi su Libero Maurizio Belpietro – sulla testa, senza cioè che qualcuno lo interpellasse, gli è passata la detronizzazione dell’ottavo re di Roma, quel Cesare Geronzi che ha fatto e disfatto la finanza italiana degli ultimi anni. Meglio non è andata con la guerra di Libia e pure con i clandestini sbarcati dalla Tunisia e rimbarcati dalla Francia sulle nostre spalle. Perfino sulla giustizia e sulla sua conduzione in Parlamento c’è una tale confusione che da adito a dubbi e fa temere il peggio. Ma visto che la domanda è lecita e si tratta di capire se Berlusconi sia o meno bollito…

Naturalmente Belpietro conclude il suo fondo scrivendo: “Ma in fondo è ancora il meglio che passa il convento. O se volete, Il meno peggio“! Se lo dice lui sarà sicuramente “falso”. Ma la lunga dimostrazione della necessità di “continuare a tenercelo stretto” curata da Belpietro “dimentica” un’altra “grana” di non poco conto.

Quelli della “vecchia guardia”, ovvero i ministri che provengono da Forza Italia vogliono ridimensionare Ignazio La Russa. Mi riferisco ad Angelino Alfano, a Mara Carfagna, a Ferruccio Fazio, a Raffaele Fitto, a Franco Frattini, a Giancarlo Galan, a Mariastella Gelmini, a Stefania Prestigiacomo e a Paolo Romani. Fosse per loro lo cancellerebbero molto volentieri, ma alla fine si accontenterebbero anche di lasciarlo a fare il ministro della Difesa, purché vada “fora de ball” dal partito. Troppo potere avrebbero – a giudizio dei “ministri” gli ex di AN, i “colonnelli” per intenderci. E lo avrebbero proprio in virtù del posto occupato da Ignazio. Così ieri sera sono andati a cena tutti insieme (Mancava Giancarlo Galan, ma era presente in “spirito”) al Majestic (hotel a cinque stelle di via Veneto) ed hanno discusso a lungo del futuro coordinatore del Pdl. Via La Russa, via Bondi. Resti, invece,come coordinatore unico Denis Verdini. Con tanto di benedizione di Marcello Dell’Utri che nei giorni scorsi non ha mancato di esternare giudizi feroci sul triumvirato alla testa del partito, salvando però Verdini. D’altra parte, come avevo già scritto qui, l’obiettivo dei “ministri” ex Forza Italia è quello di prendere due piccioni con una fava: far fuori il fastidioso Ignazio (Bondi si è fatto fuori da solo) e, al contempo impedire il “ritorno” di Claudio Scajola e dei suoi “colombiani”. Prevedo tempo incerto nelle prossime settimane.

by COLAS

FRANCESCO STORACE: “ATTENTO FINI, CHE SE PONTONE CANTA VINCE PURE SANREMO”

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“ATTENTO FINI, CHE SE PONTONE CANTA VINCE PURE SANREMO”

‘Fini suggerisca prudenza a quelli che gli stanno ancora accanto. Continuare a insinuare che chi se ne va da Fli e’ comprato da Berlusconi, indispone. E se si indispone Pontone, canta e vince pure a Sanremo…’. Lo scrive Francesco Storace sulla sua pagina ‘fan’ di Facebook.

Scritto da colas

18 febbraio 2011 alle 13:15

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