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Appunti brevi (ma anche meno brevi) di politica & altro

Posts Tagged ‘Partito delle Libertà

PER CHI VOTEREBBERO GLI ITALIANI (PAGNONCELLI DIXIT)

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Scritto da colas

14 marzo 2012 alle 10:24

FORMIGONI ALL’UDC: “INCU..TA LA SINISTRA, FANTASTICO!”

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Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni usa un termine molto esplicito per il suo commento politico. Si consiglia la visione ad un pubblico adulto

Dopo Apicella

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Reblogged from Nomfup:

Appena caricato sull’indirizzo ufficiale del PdL, il nuovo inno berlusconiano fa già discutere. Un po’ per la presenza delle bandiere del Partito Democratico in una immagine al minuto 0.57, come ha fatto notare su Twitter Tommaso Labate. Un po’ per il misterioso musicista che avrebbe scritto, assieme a Berlusconi e alla deputata Mariarosaria Rossi, la canzone: Danilo Mariani.

Si tratta per caso di questo Danilo Mariani?

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QUI la slideshow

Scritto da colas

2 marzo 2012 alle 18:36

COSENTINO IN GALERA?

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LUIGI CESARO, NICOLA COSENTINO E MARIO SANTOCCHIO

Nicola Cosentino in galera? Ci crederò solo quando gireranno la chiave. Nonostante l’intenzione annunciata dai due rappresentanti della Lega in Commissione di votare a favore dell’arresto, alla fine conterà solo il voto in aula. E la strada è ancora lunga… e irta di ostacoli. Intanto il Corriere della Sera pubblica in esclusiva le foto che lo incastrano.

LE SOLITE FACCE

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La solita “guerra” nel PdL romano? Uno scherzo degli avversari politici? Al momento l’autore del manifesto con cui Roma è stata tappezzata negli ultimi giorni resta misterioso, anche se nella rosa dei papabili gira insistentemente il nome del consigliere comunale Fabrizio Santori, attualmente in quota PdL. A rendere più gustosa la faccenda ci ha pensato  Alessandro Gilioli, de L’Espresso. Ha visto il manifesto, ha controllato se il sito stampato in calce era stato registrato e quando si è accorto che era ancora libero lo ha comprato lui! Intanto i dirigenti del PdL sono pronti a denunciare. C’è da capirli… poverini! Rischiano che qualcuno scriva in risposta al manifesto: “C’avete la faccia come il c…”

CAFFÈ FORMIGONI

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“Forcaffè” la nuova rubrica online del governatore della Lombardia è decisamente demenziale… a cominciare dal titolo che vorrebbe essere una associazione del cognome Formigoni con il caffè, mentre invece fa venire in mente il termine “Forca” che, associato alle disgrazie politiche nelle quali il governatore si dibatte (il suo vice presidente del Consiglio Franco Nicoli Cristiani, beccato con il sorcio in bocca… pardon, con 100mila euro di “mazzetta” in casa, sembra destinato a restare in carcere ancora a lungo), evocano ben altri scenari. Dopo i finti tiri di sciabola… ci riprova con la caffeina, ma il risultato è sempre lo stesso. Il “giovanilismo”, che sembra essere l’ossessione di Formigoni, non sembra essere la strada giusta per i sogni di gloria del governatore, soprattutto se declinato in siffatta maniera.

Scritto da colas

4 dicembre 2011 alle 16:07

CHI E MARCO IANNILLI E CHE C’ENTRA CON LA VICENDA FINMECCANICA

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Marco Iannilli ( sentito alle udienze del 9-2-2001 e del 22-2-2002 del processo IMI/SIR Mondadori ) risulta essere all’epoca dei fatti un collaboratore dello Studio Previti a far data dal 1977 .

Diploma di scuola superiore , le sue mansioni specifiche sono quelle di addetto all’ archivio . Eppure , nel 1990 , in piena “ guerra di Segrate “ e prima del lodo arbitrale del Giugno , l’ impiegato all’ archivio dello studio Previti risulta essere stato nominato amministratore unico della Amef ( la Arnoldo Mondadori Editore Finanziaria ) ove erano confluiti, in precedenza, i pacchetti azionari posseduti dai Formenton , da Leonardo Mondadori, dalla CIR di De Benedetti e dalla Fininvest di Berluconi (cfr. esame Iannilli del 22-2-2002 ) . A
chiedergli di accettare la carica era stato Cesare Previti ; e fu lo stesso Previti che , in prossimità
della Pasqua di quell’ anno , lo invitò ad allontanarsi dall’ Italia per un periodo di tempo
indeterminato e di non rientravi fino a nuovo ordine , allo scopo di rendersi irreperibile in un
momento evidentemente molto delicato della c.d. “ guerra di Segrate “ . Cosa che Iannilli
volentieriesegue , recandosi con la fidanzata a Londra e Parigi , per un viaggio di due settimane
tutto pagato dall’ avvocato Previti ( cfr. esame Iannilli del 22-2-2002):

Pm : “ senta, Lei risulta anche che è stato nominato amministratore unico dell’Amef. Ecco, ci
spieghi come è stato possibile che in piena (pp.ii. pronuncia a rettata) Lei diventa amministratore
dell’Amef, chi glielo ha chiesto, che cosa ha fatto…” ;
Iannilli : “Me l’ha chiesto Cesare Previti per… dovevo diventare amministratore dell’Amef e… l’ho
fatto… un giorno di aprile… dunque, nel… ’89 mi pare, nel ’90… no, ’89 forse, no, del ’90. E… era
vicina alla Pasqua comunque. E sono andato da un notaio di Milano, sono stato nominato
amministratore dell’Amef e sono tornato a Roma. Sono stato a Roma un paio di giorni, poi sono
partito per l’estero e sono tornato…”;
Pm – “ Chi gliel’ha chiesto di partire per l’estero?”;
Iannilli –“ Me l’ha chiesto l’avvocato Previti”;…dunque, io sono tornato a Roma, sono andato…
sono tornato nell’u icio e mi è stato chiesto di partire per l’estero per… prima l’Inghilterra e poi per
la Francia” ;
Pm: “ E qual era il motivo di questa partenza improvvisa?” ;

Iannilli : “ Il motivo era che essendo io l’amministratore, non essendo rintracciabile in questi momenti, non potevano far riferimento a me per azioni giudiziarie civile, cioè non potevano farmi notifiche per quanto riguarda sequestri, di… cioè, non sequestro, scusi, per… adesso non mi viene la parola, comunque non potevano notificarmi nessun decreto inerente a queste azioni… Sono stato fuori per… due settimane. Poi fui chiamato dall’onorevole Previti, che mi disse che c’era stata… che era stato notificato il sequestro… il sequestro delle azioni. Al sequestro delle azioni io non mi opponevo e sono tornato… sono tornato a Roma” ( la p.c. CIR contesterà poi le diverse
dichiarazioni rese in istruttoria che però cambiano ben poco la sostanza : “ …faccio presente che durante il mio soggiorno all’estero non ricevetti nel mio domicilio alcuna notifica attinente la restituzione delle azioni. Invece mentre mi trovavo a Parigi da circa una settimana, mi telefonò Previti dicendomi che dovevo rientrare in Italia perché dovevo dare le dimissioni e restituire le azioni, perché a suo dire erano arrivati ad un accordo ed il mio compito finiva lì”).

L’ episodio , che al Tribunale – pur rendendosi conto del contesto dell’ epoca – non sembra particolarmente edificante , è stato confermato dallo stesso Previti in sede di esame 28-9-2002 :
Pm:” Senta, Lei sa che Iannilli è stato nominato amministratore delegato dell’AMEF? La finanziaria legata alla vicenda Lodo-Mondadori?” ;
Previti: “ Se è risultato sì.” ;
Pm : “ Senta, Iannilli ha riferito in dibattimento che nel ’90 fu invitato da Lei ad allontanarsi dall’Italia perché non si doveva fare rintracciare. Vuole spiegare le ragioni che hanno indotto Lei a mandare fuori dall’Italia per un periodo di tempo Iannilli?”
Previti : “ … siccome in quella vicenda ci sono stati anche aspetti, diciamo così, particolarmente movimentati su iniziative molto legate a provvedimenti d’urgenza, qualcuno anche, dalla parte avversa anche in sede… in sede penale, io ricordo per quanto riguarda la faccenda delle azioni AMEF, ehm… c’è stata la necessità di non rendere reperibile Iannilli per alcuni giorni per evitare che gli venisse fatta una certa notifica. È stata una tattica difensiva che abbiamo messo in atto” ;
Pm: “ Ma una tattica difensiva escogitata da Lei o le è stata richiesta da Silvio Berlusconi?”;
Previti : “ No, sicuramente Silvio Berlusconi in questa materia c’entra come cliente, è una tattica difensiva che è venuta fuori dalle scelte degli avvocati” .

A dir la verità , che questa “ tattica “ sia stata elaborata al di fuori del collegio difensivo – a differenza di quanto sostenuto da Previti – appare confermato dallo stupore con il quale l’ avvocato Dotti ( cfr. esame 22-2-2002 ) ha accolto la “notizia“:
…ottenemmo un provvedimento d’urgenza, da parte del Giudice Istruttore, che senza far dichiarare… senza dichiarare d’u icio la decadenza del consiglio, in un certo senso ne congelava i poteri imponendogli di convocare l’assemblea per il rinnovo del consiglio di amministrazione e sul piano pratico era poi la stessa cosa. Infatti in applicazione di questo provvedimento, fu tenuta questa assemblea, venne rinnovato il consiglio e venne nominato un consiglio della nuova maggioranza con le azioni dei Formenton che erano ormai schierati insieme alle azioni del gruppo Fininvest, Moratti, Find e Leonardo Mondadori…ciò avveniva ai primi del 1990 ”;

Pm –“ Chi è… chi era l’amministratore dell’Amef?”:
Dotti -“ C’era un consiglio di amministrazione” ;
Pm. –“ L’amministratore chi era?” ;
Dotti -“ Non me lo ricordo” ;
Pm – “ Era Marco Iannilli in quel periodo. Lei lo conosce Marco Iannilli?”;

Dotti -“Amministratore dell’Amef?” ;
Pm –“ Ma Lei lo conosce Marco Iannilli?”
Dotti: “ Marco Iannilli è un avvocato di Roma… me lo ricordo come di un collaboratore dello studio dell’Avvocato Previti. Però mi sembra che non c’entrasse assolutamente nulla con l’Amef… Comunque scusi in quella fase alla quale mi riferivo con quello che ho detto finora, lo studio Previti e Roma non c’entrano nulla, sono arrivati molto dopo. Cioè la vicenda è stata tutta milanese fino a quando è finita al Collegio Arbitrale” (o almeno così , evidentemente , pensava
l’avvocato Dotti);

Presidente : “ Lei sapeva se questo signore che si chiama Marco Iannilli avesse avuto un qualche ruolo, quale ad esempio quello di amministratore della Amef o di custode delle azioni?” ;
Dotti -“ Io in questo momento non me lo ricordo. La cosa mi sembra però un po’ inverosimile, ecco”.
E , infine , sulla conoscenza della “ fuga “ all’ estero dell’ amministratore Iannilli , così ha risposto:
“No, lo apprendo per la prima volta, non lo so io”.

Breve rassegna stampa per capirne un po’ di più

1. “Si sono messi d’accordo con Alemanno”

2. Lorenzo Cola racconta il “Sistema Finmeccanica-Selex”. Guai in vista per Marina Grossi e Pier Francesco Guarguaglini

3. Carlo Taormina (difensore di Nicola Di Girolamo) a “Report”: “Gennaro Mokbel secondo me è un uomo molto più potente di quanto non si ritenga. E anche ridurlo al rango di…come dire, di riciclatore o di raccoglitore di denaro illecito forse è un po’…è sbagliato. Secondo me Mokbel è alla testa di qualcosa d’importante, dal punto di vista politico”

4. “Report” scuote i vertici di Finmeccanica

5. L’ombra di Mokbel e i verbali di Cola turbano i sonni di Guargaglini

Scritto da colas

22 novembre 2011 alle 11:20

QUEL GATTO DI FERRARA

con 4 commenti

Ieri sera Giuliano Ferrara ha commentato in diretta le dimissioni di B. su La7. La mattina aveva cercato in tutti i modi di evocare lo spettro della democrazia condizionata, riunendo al Teatro Manzoni di Milano gli “smutandati”. La sera, seduto su una poltrona con il gatto traditore del capo della Spectre sulle ginocchia, è sprofondato esausto, dando l’idea di non essere riuscito a sopportare il “colpo”.

Eppure un uomo di buone letture come lui non avrebbe dovuto rinunciare a chiedersi perché l’Italia abbia subito tante “ingerenze straniere” nelle ultime settimane. La totale mancanza di credibilità del “suo” Presidente (per fortuna non più mio) era divenuta palpabile anche ai più distratti. Sospetto, ma anche evanescenza, antipatia, ma anche inadeguatezza, atteggiamenti fastidiosi, ma soprattutto incapacità. Non bastano le barzellette per esorcizzare la profonda crisi del capitalismo liberista, sull’orlo di divorare se stesso. Non bastano le cravatte di Marinella, regalate da B. durante i vertici internazionali organizzati dall’Italia, per conquistare la fiducia dei capi di stato. Non bastano le evocazioni degli improbabili complotti comunisti, delle vendette delle lobby plutocratiche per avere la solidarietà dell’Occidente. Anche se i leader convenuti ai G8 e ai G20, con qualche rara eccezione, soffrono di nanismo intellettuale e politico e fanno diventare giganti personaggi come Helmut Kohl e Francois Mitterand, lui si è dimostrato il più nano di tutti. Solo qualche presidente delle svariate repubbliche delle banane gli ha accordato fiducia, sperando forse di concludere buoni affari. Un po’ poco per il leader della sesta (o settima) potenza industriale del mondo.

Giuliano Ferrara si rifiuta di accettare che il “suo” Principe si è fottuto da solo! Festini, lenoni, intrallazzatori, ceroni e belletti non creano in giro molta fiducia. Se poi sui quotidiani stranieri si legge, a commento delle dimissioni, che finalmente ieri a Palazzo Grazioli c’è stata una festa di popolo e non il solito festino notturno allora si capisce quanta credibilità abbia saputo conquistarsi B. in questi anni, ovvero nessuna!

il gatto di Ferrara

Scritto da colas

13 novembre 2011 alle 14:46

ONOREVOLE SCILIPOTI IL SUO TEMPO È SCADUTO

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Scilipoti durante l'intervento alla Camera del 12 novembre, ultimo giorno del governo B.

 

Guarda il video!

Scritto da colas

12 novembre 2011 alle 16:48

“OGGI B. NON SI DIMETTE! C’HA DA FARE COSE SUE A MILANO”

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Franco Bechis parla al telefono con un certo Mister X , esponente di spicco del del PdL, stamane alle 10.00 (voci distorte per impedire di riconoscere l’interlocutore, anche se in Twitter circola quasi subito il nome di Crosetto))

Sintesi della telefonata: “B. oggi non si dimette perché c’ha cose sue da fare a Milano… lo farà domani“. Bechis diffonde la notizia via Twitter. Nel frattempo però la strategia del PdL cambia a seguito del “consiglio di famiglia” (quella di B.) e Bechis twitta la smentita: “Il Governo chiederà subito fiducia in Senato su maxi-emendamento. Se lì ha i numeri e alla Camera no, elezioni inevitabili…

Grande figuraccia (di Bechis)! Lui si difende sparando il testo della telefonata su youtube e scrivendo: “Io faccio cronaca“. E questo è il suo ultimo tweet: “Perchè sia chiaro a tutti, visto il Giornale: non sento Guido Crosetto da martedì scorso, quando l’ho incontrato alla Camera^fb

Scritto da colas

7 novembre 2011 alle 15:10

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