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Appunti brevi (ma anche meno brevi) di politica & altro

Posts Tagged ‘Nicole Minetti

MINETTI: “SEI TREMENDO… NON MI VERGOGNO!”

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“C’È LA ZOCCOLA, C’È LA SUDAMERICANS CHE NON PARLA ITALIANO E VIENE DALLA FAVELAS, C’È QUELLA UN PO’ PIÙ SERIA, C’È QUELLA VIA DI MEZZO TIPO BARBARA FAGGIOLI E POI CI SONO IO CHE FACCIO QUELLO CHE FACCIO”

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“C’è la zoccola, c’è la sudamericans che non parla italiano e viene dalla favelas, c’è quella un po’ più seria, c’è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quello che faccio”. Vabbé lo avevamo già letto… ma sentirlo dalla “viva voce” è tutta un’altra cosa! Ha proprio ragione Crozza: se gli italiani non fossero pecoroni…

BONI… STATE “BONI”!

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Diceva il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni (Lega) all’indomani della vittoria elettorale del l’aprile 2008: “Noi c’eravamo sempre su tutti i problemi reali”. Come dargli torto… Lui sui problemi concreti e reali c’è stato – se la Procura di Milano ha ragione – “almeno un milione di volte”.

Dopo le inevitabili polemiche seguite all’accusa di “aver incassato tangenti”, invece di Davide Boni, si dimette Dario Ghezzi, già suo capo della segreteria. Restano le immagini della seduta del Consiglio regionale della Lombardia del 13 marzo 2012. “Drammatica” a sentire il commentatore, anche se il clima – a guardare le immagini –  sembra quello degli ultimi giorni di Pompei

Scritto da colas

4 aprile 2012 alle 13:35

NICOLE MINETTI SOLA… IN FONDO ALLA SALA

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C’era anche Nicole Minetti al congresso di Milano del Pdl. La consigliera regionale è rimasta da sola in fondo alla sala, più preoccupata dalle telecamere che dagli interventi e si è poi allontanata prima del discorso di Berlusconi…

CHI HA PORTATO RUBY AD ARCORE?

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Maurizio Crozza a Ballarò del 19 04 2011 “Dove porta la politica italiana?”

UNA SERATA DI ORDINARIA FOLLIA (AD ARCORE)

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Ambra Battilana e Chiara Danese raccontano le raffinate serate di Arcore.

Ambra: «…Entriamo in casa e ci troviamo di fronte il presidente Silvio Berlusconi. Tiene in mano due vassoietti. Sopra ci sono degli anelli. Lui dice che sono di Tiffany, ma io mi accorgo che è semplice bigiotteria. Berlusconi li offre in dono. In quel momento arrivano tantissime ragazze. Noto Roberta Bonasia. Tutte cominciano a prendere i doni dai vassoietti, le ragazze hanno un atteggiamento molto confidenziale con il presidente. Sono elettrizzate. Il presidente si presenta a me e a Chiara e si mostra contento di vederci. Ci dice che siamo belle. Ci ricopre di complimenti. Chiede qualcosa della nostra vita personale. È evidente l´attrazione che Berlusconi ha per me e Chiara. È così evidente che Emilio Fede gli dice, infastidito: “Tu mangia nel piatto tuo che io mangio nel piatto mio”. Ci è chiaro che per Fede io ero destinata a Berlusconi, Chiara a lui».

Chiara: «La serata prosegue con la cena. Ci sediamo tutti a tavola, siamo più o meno quindici. Con Fede e Berlusconi, me e Ambra, ricordo Roberta Bonasia; Maristhell Polanco che avevo visto in televisione a “Colorado cafè”; le due gemelline napoletane (Eleonora e Imma De Vivo), che avevo visto all´Isola dei Famosi; una ragazza che si presenta con il nome di Lisa, di origine cubana, subito mostra un´attenzione omosessuale nei miei confronti; una signora bionda alta e riccia, che durante la serata canta; una signora prosperosa; una ragazza mora abbastanza alta, quella che ho poi riconosciuto essere Nicole Minetti; due ragazze nere, piuttosto volgari e abbigliate in modo indecente, quando le ho viste ho subito pensato che fossero due prostitute; un signore piuttosto alto che non ci fu presentato; un altro ragazzo che suonava una pianola e un´altra signora non giovanissima, di circa 50 anni. Ambra poi mi disse che Lisa le confidò subito di essere lesbica».

Ambra: “Ambra: «Berlusconi guarda insistentemente me e Chiara. Ci dedica canzoni che interpreta lui stesso, in francese e in italiano. Ci chiama “bimbe” e suscita il visibile risentimento di Roberta Bonasia, che gli si butta continuamente addosso baciandolo. Quella sera il presidente non mangia niente e racconta molte barzellette particolarmente sconce, così sconce che io mangio di malavoglia, tanto era irritante il contenuto. Ma tutti ridevano a crepapelle e, a un certo punto, parte la canzoncina “E meno male che Silvio c´è” e tutte le ragazze cominciano a ballare e cantare intorno al tavolo. Io e Chiara ci guardiamo imbarazzate, come per dirci: “Ma dove siamo finite?”. E dire che il peggio deve ancora arrivare perché dopo quindici minuti che siamo seduti a tavola, alcune delle ragazze scoprono i seni, li offrono al bacio di Berlusconi. Toccano il presidente nelle parti intime. Si fanno toccare. Anche Roberta Bonasia tocca ripetutamente nelle parti intime Berlusconi. Mentre accade questo, le ragazze cantano ancora “meno male che Silvio c´è”, chiamano il presidente “papi” e Berlusconi chiama tutte noi “le mie bambine, le mie bimbe”».

Chiara: «Dopo l´ennesima barzelletta oscena, Berlusconi fa portare una statuetta. É uno specie di guscio. Dal guscio esce un omino con un pene grosso. La statuetta ha dimensioni di una bottiglietta d´acqua da mezzo litro. Il pene è visibilmente sproporzionato. Berlusconi fa girare la statuetta tra le ragazze. E chiede loro di baciarne il pene. Le ragazze cominciano a far girare la statuetta. Ne baciano il pene e simulano un rapporto orale. O se lo avvicinano ai seni scoperti. Tutti ridono. Io e Ambra non ci prestiamo al gioco indecente. Ci sorprende che anche la Bonasia, che il presidente ha presentato a tutti come la sua fidanzata, si presti. È in quel momento che la serata prende una direzione molto diversa da come l´ho immaginata. Le ragazze, visibilmente allegre, cominciano ad avvicinarsi al presidente, si fanno baciare i seni, lo toccano. È una specie di girotondo, le ragazze si dimenano, lo toccano di nuovo, lo stesso fanno con Emilio Fede. A un certo punto il presidente, visibilmente contento, chiede: “Siete pronte per il bunga bunga?”. Le ragazze in coro urlano: “Siii”. Io e Ambra non sappiamo che cosa sia questo bunga bunga, anche se dopo la statuina lo intuiamo. Sono agitata, mi sento male…».

La ricostruzione completa della serata di Ambra e Chiara è possibile leggerla qui e qui.

DON GIORGIO, LA PREGHIERA E L’ICTUS…

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Don Giorgio De Capitani

Oggi “Libero” dedica la prima ed una pagina interna a Don Giorgio De Capitani, un prete che davanti alle telecamere del programma “Exit“, de La7, ha detto a proposito di B.: “Prego il Padre Eterno che gli mandi un ictus e… chiuso il discorso“. In verità Giorgio De Capitani ha detto tante altre cose nella sua intervista, parlando di “ipocrisia” e affermando: “Tutta la politica di B. è contro il Vangelo“. Ad ogni modo “Libero” ci va giù pesante ed affida a ben tre “firme”, Caterina Maniaci, Andrea Morigi e Antonio Socci menare randellate sul povero parroco di Monte di Rovagnate in provincia di Lecco. In effetti qualche scalpore anche dentro la Chiesa la sua “battuta” deve averlo suscitato, tanto che Don Giorgio ha sentito il bisogno di registrare un lungo chiarimento sul suo canale You Tube. Ma non ritratta nulla ed anzi aggiunge che Carlo Giovanardi, presente alla trasmissione “Exit”, sarebbe un “politico puttaniere”, ovvero un politico che ha cambiato tanti partiti.

Cosa penso? Sono un uomo pieno di dubbi, in fatto di Fede. Tuttavia credo che ognuno possa pregare per quello che vuole, la preghiera è un atto intimo, privato. Credo che ognuno possa chiedere quello che si sente. Tanto alla fine sarà Lui (penso al Padreterno e non a B.) a decidere.

by COLAS

LE TRE TELEFONATE DI B. “DIMENTICATE” NEGLI ATTI DELLA PROCURA

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citate

Telefonate dimenticate nei faldoni dell’inchiesta, telefonate inedite. B. parla con la Minetti, con Raissa, con Marysthelle. Veniamo così a sapere che ad agosto 2010 il premier sapeva molto dell’indagine “bunga bunga”, che in Italia ha operato un nuovo “distributore” di “benzina”, chiamato Spinelli, una sola pompa, ma sempre aperta e che il premier si vanta con Marysthelle di averle procurato un casting con Pingitore. Scopriamo infine che Aris Espinoza fa sentire ad un suo spasimante la voce di B. durante una notte di “bunga”.

«INDAGANO SU RUBY»
Telefonata dell’1 agosto
Berlusconi: «Come sta la mia consigliera bravissima? Mi parlano tutti così bene di te, amore. Tutti, quelli della Lega, i nostri (…) Così poi quando ci sono le elezioni vieni in Parlamento» (…)
Nicole Minetti : «Ma lo sai che l’altro giorno è venuto da me in Consiglio regionale Giuliante a parlarmi della storia della Ruby?».
Berlusconi: «E Giuliante chi è?».
Minetti: «Giuliante è l’avvocato del Pdl nonché di Lele (Mora, ndr), è venuto in Consiglio e praticamente m’ha raccontato tutta la storia, che c’è questo pm di nome Forno che sta seguendo il caso (…) e che secondo lui, non adesso, ma a settembre (il pm Forno, ndr) mi chiamerà perché comunque sia la Ruby che l’altra str… della Michelle hanno fatto il mio nome. Hanno aperto un’indagine su questa Michelle, perché in effetti è vero che la Ruby l’ha denunciata».
Berlusconi: «Cioè, la Ruby ha denunciato Michelle?».
Minetti: «Sì, per induzione alla prostituzione».
Berlusconi: «Una si dà la patente di puttana?».
Minetti: «Te lo giuro» (ride).
Berlusconi: «Ma roba da matti».
(…)
Berlusconi: «Vabbeh, quello che è importante è che ci siano diverse persone che testimonino come a noi (Ruby, ndr) aveva detto che aveva l’età diversa da quella che aveva insomma. Una volta che succede quello, non succede più niente. L’abbiamo soltanto aiutata perché ci faceva pena».
Minetti: «Si, perché (Giuliante, ndr) m’ha detto che ‘sto Forno c’ha anche delle foto in mano, che gli ha dato la Michelle».
Non è vero. Si è ora capito che era la bugia che Ruby raccontava a Giuliante quasi per giustificarsi del fatto di non aver potuto negare nei verbali le proprie presenze alle notti di Arcore. Ma già la sola prospettiva di foto, benché non vera, incrina la sicurezza del premier. Il brogliaccio lo segnala ammutolito: «5 secondi di silenzio».
Berlusconi: «Ho capito. Mmh, vabbeh, speriamo che non venga fuori un casino. Sai, basta poco perché quando si tratta di me, eh, tutti i giornali son contenti…va beh, comunque noi non abbiamo fatto niente di male, eh…».

LA SEGERETRIA DEL PREMIER: «C’È DA COSTRUIRE UN VERBALE»
Telefonata del 22 ottobre 2010 partita da Palazzo Grazioli (residenza romana del premier) per Barbara Faggioli
Segretaria: «Buongiorno, è la segreteria del presidente Berlusconi, noi la volevamo convocare perché è veramente indispensabile la sua presenza per cercare di costruire e verbalizzare le normalità delle serate del presidente Berlusconi… Lunedì 25 a Milano presso lo studio Vassalli alle 17».
Faggioli: «Vengo da sola?».
Segretaria: «Si presenta da sola e deve chiedere dell’avvocato Niccolò Ghedini».
Faggioli: «Ah, Ghedini».
Segretaria: «Sì, sì, sempre lui».

RAISSA: «HO FINITO LA BENZINA». SILVIO: «OK VAI DA SPINELLI»
Telefonata del 26 settembre 2010. Raissa Skorkina, ospite russa delle notti di Arcore, chiama Villa San Martino e in 31 secondi le viene passato il presidente.
Raissa: «Amore ciao ciao, tutto bene, e tu?».
Berlusconi: «Abbastanza, sono pieno delle cose politiche che è una cosa pazzesca».
Raissa: «Eh, immaginato. Però ho tanta voglia di parlarti, ti prego! (…) E poi volevo chiederti… mi stanno finendo la benzina».
Berlusconi: «Come?».
Raissa: «Mi sta finendo la benzina».
Berlusconi: «Ah, ho capito. Va bene, lo dico a Spinelli. Va bene?».

IL CASTING TV DI MARYSTHELLE: «TE L’HO PROCURATO IO»
Telefonata del 4 ottobre 2010 con la dominicana Marysthelle Polanco.
Marysthelle: «Sono a Roma, oddio sono venuta a fare il casting con Pingitore. Ti ricordi?».
Berlusconi: «Sì, quella che ti ho procurato io, no?».
Marysthelle: «Sì, amore» (ride).
Berlusconi: «Adesso mi hanno chiesto se possono fare qualche numero per le nostre reti. Sto tentando di convincere mio figlio».

E UNO DEI BUNGA BUNGA VA IN VIVAVOCE
Telefonata del 25 settembre. Uno spasimante di Aris Espinoza le chiede qualcosa di molto particolare.
Spasimente: «Io ti chiamo. Tu rispondimi senza parlare, in modo che possa ascoltare… quando sei con lui».
Aris Espinoza: «Ok»

Annotano gli investigatori: «Come richiesto nel sms, l’interlocutore chiama e l’utente (la ragazza, ndr) risponde senza parlare. In sottofondo si sente Iris Berardi che dice “sono già ubriaca”, Aris le chiede “hai bevuto?”, poi si sente la voce in sottofondo di un uomo, presumibilmente Silvio Berlusconi».

IL MEDIATORE

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Ecco come all’estero la satira trattale capacità di mediatore internazionale del nostro presidente del Consiglio. Ma non c’è da meravigliarsi troppo se una delle sue preferite, tale Nicole, rilascia interviste dove ipoteca il posto di ministro degli Esteri.

Scritto da colas

30 marzo 2011 alle 13:10

RUBY: “IO HO PARLATO CON SILVIO, GLI HO DETTO CHE NE VOGLIO USCIRE ALMENO CON QUALCOSA… CIOÈ MI DA 5 MILIONI”

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STRANI AMORI

La rete attorno a Ruby si stringe presto, quando ancora nessuno la conosce, mesi prima che scoppi lo scandalo della minorenne che rivela il bunga-bunga di Arcore. È una rete fatta di persone (l’impresario Lele Mora, l’avvocato Luca Giuliante, il “fidanzato” Luca Risso, la “consigliera ministeriale” Nicole Minetti) e di soldi, tanti soldi. E, sopra tutti, Niccolò Ghedini, che veglia silenzioso sulle sorti del presidente del Consiglio.
La rete di protezione e di contenimento scatta dopo la notte in questura, il 27 maggio 2010, quando a tirar fuori dai guai Ruby (ma soprattutto Silvio Berlusconi) viene mandata Nicole Minetti.
Poi scattano Mora, Giuliante, Risso. Il culmine dell’”attività inquinatoria” è raggiunto nella notte del 6 ottobre 2010, quando Karima El Mahrough, in arte Ruby, viene “interrogata”, e non dai magistrati. Ora le carte depositate dalla procura di Milano rivelano chi l’ascolta, quella notte, e la interrompe quando arriva “alle scene hard con il Pr…”: l’avvocato Giuliante, alla presenza di Lele Mora, dell’”emissario di Lui” e di una donna che verbalizza.
Ma andiamo per ordine. L’avvocato Giuliante “protegge” Ruby già nel luglio 2010. Ecco che cosa scrivono in un loro rapporto del 31 luglio 2010 i responsabili della comunità genovese Kinderheim Sant’Ilario, dove Ruby aveva l’obbligo di risiedere: “Venerdì 23 luglio 2010, Karima esce e rientra in Kinderheim con l’avvocato Giuliante intorno alle ore 19 (…). Scaricano valigie con indumenti dalla macchina, le dà danari imprecisati e dice che nei bagagli c’è l’oro della ragazza. Karima viene ripetutamente invitata a consegnare i gioielli in Direzione per metterli in cassaforte, ma la ragazza tergiversa e non li consegna. Mette le valigie in camera e lascia gli indumenti sparsi per terra senza ordinarli nell’armadio. Rubi esce e non torna per la notte, rientra il 26/7 accompagnata dall’avvocato Giuliante intorno alle ore 21“.
Continua la relazione: “Precedentemente l’Avv. aveva telefonato assicurando il suo interessamento per riportare la ragazza. Karima sale in camera mentre le educatrici (…) sono con l’Avv. La ragazza dice di aver trovato la porta rotta e che sono spariti i suoi oggetti d’oro. L’Avvocato consola la ragazza dicendole che la signora Diana Mora glieli avrebbe ricomprati ancora più belli. (…) Karima (…) viene invitata a sporgere denuncia formale presso il comando dei Carabinieri di Nervi, nel pomeriggio alle ore 16 insieme alla responsabile. Karima esce dicendo di dover andare dall’estetista e che sarebbe venuta autonomamente dai Carabinieri. Non si presenta. Si presenta dai Carabinieri in data 29/7/10 e fa la sua denuncia“.
I responsabili della comunità notano una sorta di “conversione” verso la fine del mese: “Dal 27/7/10 non è più uscita di sera. Esce con una ragazza regolare. Chiede di poter cucinare il shushi per tutte le ragazze. Invece di andare al cinema, come consentito, ritorna con due film in cassetta, ‘per risparmiare’. Mostra alla responsabile le fotografie del suo fidanzato siciliano con il quale ha convissuto per quattro anni e dice che intendono sposarsi alla fine di novembre“.
La scena cambia in autunno. Ruby frequenta a Genova le discoteche Fellini e Albikokka e ha stretto un rapporto con Luca Risso, che le gestisce. “Se io vengo lì e lo sa qualcuno, son rovinato“. È il primo settembre 2010. Il caso Ruby scoppierà soltanto un mese e 26 giorni dopo. Ma Risso è già preoccupato. Karima El Mahrough, in arte Ruby, gli chiede di passare la notte con lei. “Se io vengo lì, e lo sa qualcuno, io perdo due milioni di euro“.
Forse è preoccupato che lo venga a sapere la sua fidanzata, Serena, a cui ha intestato le sue proprietà. Ma Ruby lo rassicura: “Eh… dato che ho avuto una notizia non bella, ma bellissima… Visto che il mio caro Silvio mi darà altri soldi, te li posso anche dare due milioni di euro… Basta che la lasci, cazzo“. Luca frena: “No, non posso“. E Ruby, allora: “Scherzo… no, sto scherzando… No, non lo viene a sapere nessuno, non ti preoccupare“. Luca. “No Ruby, io ti giuro, io verrei, mi farebbe veramente piacere. Io ho paura però che tu poi tu mi scleri, tu ciocchi, tu lo dici a qualcuno“. Ruby: “Ma minchia, l’hai visto, sto cercando di cambiare in tutti i modi“. Luca: “Questo è vero, su questo son d’accordo, hai ragione questo è vero“. Ruby ride: “Grazie, ah meno male, dai ti sto aspettando, ciao“. Luca: “Arrivo tra un quarto d’ora, venti minuti“.
Ruby, all’inizio del settembre 2010, è dunque sicura che “il mio caro Silvio” le darà soldi, molti soldi. Otto giorni dopo, il 9 settembre, la ragazza chiede a Risso di portarla a Milano: deve riscuotere. “Lunedì… lunedì mi devi accompagna… Ahò! Mi fai parlare? Mi devi accompagnare“. Luca: “Dove?“. Ruby: “A Milano“. Luca: “A cosa fare?“. Ruby: “Eh, mi devono dare i soldi“. Luca: “Eh amore, io lunedì… A che ora?”. Ruby: “Lunediiiiii… l’importante è che sia dalla fascia delle otto del mattino fino alle cinque di pomeriggio. Hai tempo? L’ufficio della segreteria di Silvio è aperto in questo orario. deve dare 7 mila euro, sinceramente, e mi servono, perciò ci andiamo. E in treno non ci posso andare perché ci sono sempre i controllori, non voglio rischiare un cazzo“.
Intanto i “guardiani” di Ruby si danno da fare. Il 3 ottobre l’avvocato Giuliante chiede a Luca Risso di mandargli articoli di giornale su Ruby e s’informa se è stato citato anche Lele Mora. Due giorni dopo, Giuliante fissa a Risso un incontro da Lele Mora, per le ore 19 del giorno seguente: “Ciao Luca, domani alle 19 in viale Monza 9: se possibile ti chiederei di venire solo”.
La mattina del 6 ottobre, Risso chiede di anticipare l’incontro alle ore 17. Ma poi arriva in viale Monza alle 17.45 e avvisa subito, Giuliante. Alle 18.47 Ruby chiama Luca Risso e gli dice di essere arrivata anche lei a Milano. Si danno appuntamento per andare insieme da Giuliante.
Scrivono gli investigatori: “Luca chiede a Ruby dove si trova e con chi e aggiunge di essere anche lui a Milano e che tra mezz’ora passa a prenderla. Ruby di essere con Sana in corso Buenos Aires e Luca le dice che l’amica non può stare con loro quindi deve farle prendere un treno e mandarla a casa. Ruby replica che Sana non lo farà e comunque lei sa tutto. Luca le chiede cosa sa e poi aggiunge che deve smetterla. Ruby dice che l’ha visto e a quel punto Luca, che pensava altre cose, si tranquillizza. Luca dice che questa sera si devono vedere con Giuliante. Si sente Ruby che parla in arabo. Poi Luca dice a Ruby di vedersi in piazzale Loreto all’inizio con via Monza“.
Si avviano così alla riunione cruciale. Raccontata in diretta da Risso, via sms e poi al telefono, alla sua fidanzata ufficiale, Serena. Alle 23.42 Risso scrive: “Io sono ancora qui… È sempre peggio quando ti racconterò (se potrò) ti renderai conto… Siamo solo a gennaio 2010 e in mezzo ci sono pezzi da 90“. Poi, alle 22.43, le spiega meglio al telefono. Risso: “Sono nel mezzo di un interrogatorio allucinante… Ti racconterò ma è pazzesco!“. Serena: “Stai attento… ricordati grano“.
Alle 23.47 Serena chiede, via sms: “Ma dove sei? Perche stanno interrogando Ruby? E perché tu ascolti tutto? C’è Lele o solo l’avvocato?“. Risso risponde: “C’è Lele, l’avv., Ruby, un emissario di Lui, una che verbalizza… Cmq tranquilla, è tutto molto tranquillo. Sono qui perché pensano che io sappia tutto“.
Alle 12.39, Luca Risso chiama Serena. “Sono ancora qua. Ora sono sceso un attimino sotto, sono venuto a far due passi… Lei è su, che si son fermati un attimino perché siamo alle scene hard con il Pr… con con una… con la persona… Sì, si, guarda, ti racconterò tutto“. Serena: “Va bè, non dirmelo per telefono“. Luca: “No no, infatti, brava brava, perfetto“.
Il 22 ottobre, i pm Forno e Sangermano scrivono che a stare addosso a Ruby è anche Lele Mora: “I brani dialogici finora captati rendono evidente come la minore parte lesa Ruby sia oggetto di una frenetica attività di interessamento e pressione condotta nei suoi confronti da terzi, di cui uno degli epicentri è Mora Dario inteso Lele, ovvero il soggetto che si ipotizza possa averla indotta alla prostituzione. La natura di questa attività, la eventuale partecipazione ad ‘interrogatori’ della minore di soggetti controinteressati rispetto alla tutela delle ragioni della stessa (e rispetto alla tutela della stessa integrità morale della minore), quali l’indagato Lele Mora o imprecisati ‘emissari’ ivi inviati da terze persone, evidentemente preoccupate per il patrimonio di conoscenze detenuto dalla parte lesa, lascia ipotizzare che sia in atto una pregnante attività inquinatoria. Tale attività di inquinamento probatorio, di cui è ragionevole ipotizzare la sussistenza stante gli elementi sopra dedotti, influisce significativamente sulla veridicità delle dichiarazioni rese dalla minore a questa Autorità Giudiziaria; ciò perché, evidentemente, chi si attiva, nella ipotesi indiziaria quivi percorsa, per ‘inquinare’ la prova, è bene a conoscenza, sia del tenore delle dichiarazioni rese dalla minore a questa Autorità Giudiziaria, ovvero si preme su di lei per conoscerne il contenuto, sia del loro fondamento, atteso che in caso contrario, non sarebbe necessario assumere condotte così pregnanti nei confronti della sunnominata parte lesa“.
In agosto, Ruby continua a essere accudita da Giuliante e Mora. L’8 agosto parla con Diana, la figlia di Mora che ha già tentato di averla in affido, per “liberarla dalla comunità dove parla troppo. Ruby “riferisce alla Diana che Giugliante viene a prenderla il 18 con la Giulia e vanno a Portofino. Diana conferma l’appuntamento per il 18 o il 19, dipende da quello che dice Gugliante.
Ruby dice alla Diana che tanto loro due si vedono mercoledì”.
Ruby: “Minchia ma mi sta rompendo i coglioni quelli del dottor Forno“. Diana: “Ancora?“. Ruby: “Minchia, torna il 18, cioè manco a Ferragosto ti fa stare bene questo giudice del cazzo ou, poi si chiude nella stanza dalle 8 fino alle 8, sembra che ci ha l’orario che è apposta per me fatto per lavorare quello, ou minkia non vedo l’ora che vada in pensione“. Diana: “Va be, dai, porta pazienza“. Ruby: “Ma poi non vuole arrivare a me, cioè lui il suo interesse non è arrivare a sapere cosa faccio io, lui vuole arrivare a colpire Silvio Berlusconi, che per lui è diventata una tragedia, e Lele Mora, capito?“.
A un’amica, Ruby il 26 ottobre confessa: “È venuto il mio avvocato, ha detto: Ruby, dobbiamo trovare una soluzione… è un caso che supera quello della D’Addario e della Letizia, perché tu eri proprio minorenne… Adesso siamo tutti preoccupatissimi“.
E in un’altra conversazione: “Il mio caso è quello che spaventa più di tutti… Il mio avvocato se n’è appena andato… gli ho detto: io ho parlato con Silvio, gli ho detto che ne voglio uscire di almeno con qualcosa… cioè mi da 5 milioni“.
Ma alla fine entra in scena lui, Niccolò Ghedini. È l’avvocato di Silvio Berlusconi, ma Ruby lo considera anche il suo difensore. Lo dice apertamente a un collaboratore di Luca Risso, Marco Proverbio, che organizza “eventi” al Fellini. Ruby: “Ma guarda… guarda, tra lui e Raoul, li sto, li stooo, li sto io messa incaricati due avvocati, perchè io c’ho due avvocati migliori di Milano“. Marco: “Ma va?“. Ruby spiega: “Uno è Dinoia, quello che era diii… l’avvocato di Di Pietro, e l’altro è Ghedini, che sarebbe anche l’avvocato diiii, di Silvio“.

Gianni Barbacetto e Antonella Mascali per “il Fatto Quotidiano

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