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TORRE ANNUNZIATA: QUEL CHE RESTA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE
LA COSTA CROCIERE CONOSCEVA, TOLLERAVA E ANZI INCORAGGIAVA GLI “INCHINI” DEL COMANDANTE SCHETTINO?
“La manovra del comandante Schettino non è approvata e autorizzata dalla Costa“, questo ha affermato la compagnia dopo l’incidente! Più o meno contemporaneamente dal blog di Costa crociere, scompariva un post datato 26 settembre 2010. Vi si leggeva: “La Costa Concordia che per la stagione estiva sta effettuando la crociera Profumi di Mediterraneo (…) il 30 agosto 2010, prima dell’arrivo a Napoli previsto per le 13.00, ha omaggiato con il suo saluto e con la sua breve sosta nella rada della Corricella, l’isola di Procida, tutto ciò grazie al comandante Francesco Schettino, di Meta di Sorrento”. Alcuni blogger però hanno ripescato il post nella memoria di Google e lo hanno rilanciato sul web. La Costa, forse per evitare polemiche, lo ha immediatamente ripubblicato. Certamente si tratta di uno strano comportamento che fa nascere sospetti. La compagnia conosceva, tollerava e anzi incoraggiava gli “inchini” del comandante Schettino? Sarebbe interessante avere una risposta.
COSENTINO IN GALERA?
Nicola Cosentino in galera? Ci crederò solo quando gireranno la chiave. Nonostante l’intenzione annunciata dai due rappresentanti della Lega in Commissione di votare a favore dell’arresto, alla fine conterà solo il voto in aula. E la strada è ancora lunga… e irta di ostacoli. Intanto il Corriere della Sera pubblica in esclusiva le foto che lo incastrano.
DRAGHI RIBELLI A NAPOLI
Lavoratori, studenti e precari si “indignano” anche a Napoli. La protesta ha avuto il suo fulcro in via Cervantes, dove si trova la sede regionale della Banca d’Italia. Gli slogan di Napoli hanno ripreso quelli di Roma e Bologna: “Noi la crisi non la paghiamo”, “Occuperemo Roma”.
NAPOLI BRUCIA
A Napoli un’altra notte di passione: decine i cassonetti dati alle fiamme.
ADDIO LETIZIA!
La foto l’ho trovata sul sito de Il Fatto Quotidiano. Purtroppo non era indicato l’autore. Credo che sia una delle foto più belle fatte in questi giorni, molto più di quella dell’arcobaleno a Piazza del Duomo. A parte l’evidente citazione delle opere di Mimmo Rotella credo che esprima meglio di qualsiasi commento quello che è accaduto a Milano (ma anche a Napoli e in altre decine di città andate al ballottaggio). La stratificazione di manifesti strappati apre uno squarcio sul falso mondo dell’apparire. Cosa c’è di più falso di un manifesto elettorale? Ma nella foto c’è qualcosa di più. Quello che è accaduto in questi ultimi giorni ha del “meraviglioso”. E’ crollata la cittadella dell’apparire, la roccaforte della fiction politica, quella attraverso la quale B. ha conquistato l’egemonia. Non penso ad un luogo fisico preciso, ad una città, ma al Paese tutto, addormentato dal gran giullare attraverso l’incantesimo colorato e ovattato della televisione. E’ crollato il castello di carta del mondo della vita catodica, falsa e volgare, ed è rinato quello della passione, della vita vera.
INDIGNAMOCI!
Il mondo sta cambiando.
Nel Medio Oriente le rivolte arabe hanno spazzato via rais famelici come vampiri, padri padroni della patria crudeli e capaci solo di succhiare il sangue dei loro figli. Certo, ogni rivolta scoppiata, ogni rivolta che esploderà ancora ha una storia diversa da tutte le altre, ma il vento è lo stesso e, statene certi, non si fermerà sulle coste orientali del Mediterraneo. Le piazze di Spagna rigurgitano di giovani senza prospettive, senza speranze per il futuro e “garbatamente” protestano indignati. In Grecia stanno addirittura pensando di tornare alla “dracma” per sfuggire agli assurdi ricatti della finanza internazionale che prima concede e poi riprende senza badare a quante vite saranno gettate sul lastrico, a quanto futuro verrà annullato, a quali conseguenze ci saranno sulle esistenze di milioni di individui. Intanto il Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa si rifiutano di accettare le stanche ritualità atlantiche e chiedono a gran voce, spalleggiati da un coro molto più vasto, che il nuovo direttore del Fondo Monetario Internazionale venga scelto “non europeo”. Dietro questa richiesta c’è molto di più del destino di una candidatura. C’è il fallimento dell’ideologia del “libero mercato efficiente e razionale“, ci sono le tante domande sul futuro del mondo dopo la peggiore crisi economico finanziaria attraversata dal capitalismo, c’è la voglia di svincolarsi dal destino degli Stati Uniti e dell’Europa.
Mentre tutto questo accade nel Bel Paese si scopre che un quarto degli italiani (il 24,7% della popolazione, più o meno 15 milioni) sperimenta il rischio di povertà o di esclusione sociale, che oltre la metà delle pensioni erogate dall’Inps, precisamente il 50,8%, non arriva a 500 euro al mese, che siamo l’economia europea cresciuta di meno nell’intero decennio, con un tasso medio annuo pari allo 0,2%, contro l’1,1% dell’Ue, che tra il 2009 ed il 2013 avremo bruciato 160 miliardi di euro a causa della Grande Recessione, che l’impatto della crisi sull’occupazione nel biennio 2009-2010 ha provocato la perdita di 532 mila posti di lavoro, che gli abbandoni scolastici prematuri si aggirano intorno al 18,8 %. Ma non andava tutto bene “madama la marchesa”?
A fronte di ciò dobbiamo continuare ad assistere alla pantomima messa in scena da B&B sulla questione dei ministeri a Milano soltanto per fottere Pisapia. E noi a stargli dietro, a riportarne puntualmente ogni battuta. Ma come si fa a non capire che si tratta di una messinscena? Come è possibile continuare a prestare attenzione al gioco delle parti tra B&B finalizzato a recuperare qualche voto leghista? Così, mentre riesplode, a Genova e a Castellamare di Stabia, la protesta operaia per i licenziamenti in Fincantieri, mentre finanche Monsignor Bregantini, Presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro avverte: “La rivolta è il simbolo di una rabbia che c’è nel cuore della gente e che non è più contenibile“, noi dobbiamo continuare a sorbirci le scenette dei ministri governativi sguinzagliati tra Milano e Napoli a fare promesse indecenti. Ma come si può andare avanti così? L’unica azione degna di nota messa in campo dal Governo B&B è rintracciabile nel decreto omnibus, un poutpourri di interventi e proroghe nel quale sono state inserite decretazioni per cassare i referendum. Insomma, dopo il danno anche la beffa! Ma che stiamo aspettando? INDIGNAMOCI!
RE MIDA NON RIESCE PIÙ A TRASFORMARE IN ORO TUTTO QUELLO CHE TOCCA!
Ho guardato alcuni dati reali nei comuni del Nord, del Centro e del Sud. Molti sono ancora parziali, ma da qualche parte hanno finito di “contare”. L’impressione che se ne ricava è netta! In valori assoluti si tratta del peggior risultato della destra italiana da quando Silvio Berlusconi è sceso in politica. Da Trieste a Cagliari, da Milano a Napoli, da Montecastello a Triggiano il dato è inequivocabile. Pisapia ha rischiato di vincere al primo turno (a Milano Pd e Pdl sono appaiati intorno al 29%). Lettieri ha preso una batosta che non dimenticherà facilmente, nonostante si sia mosso tutto il Pdl campano ad appoggiarlo. Ma soprattutto le liste civiche in centinaia di piccole e medie città del Nord sbaragliano la Lega. Re Mida non riesce più a trasformare in oro tutto quello che tocca!
QUALCOSA STA CAMBIANDO?
Sembra che qualcosa stia cambiando anche in questo Paese addormentato! I dati sono molto incerti (le proiezioni in Italia hanno collezionato troppi svarioni per essere certi del loro responso), ma una tendenza sembrano indicarla. L’Italia è sempre divisa su questo non c’è dubbio, tuttavia i partiti storici segnano il passo, PD e Pdl non riescono ad essere decisivi nella raccolta del consenso. La signora Moratti andrà al ballottaggio con Pisapia? Se dovesse accadere sarebbe un segnale di non poco conto per il presidente del Consiglio, capolista. E qualche domanda sospettosa nel centrodestra si porrà già da domani mattina: Come si sono orientati gli elettori della Lega? E che faranno nel ballottaggio? De Magistris se la vedrà con Lettieri a Napoli? Se dovesse accadere significherebbe che ha prevalso nella sinistra la volontà di azzerare tutto, di mandare a casa la nomenclatura “nascosta” nelle liste che appoggiavano Morcone. Merola dovrà andare al ballottaggio con Bernardini? Se fosse vero vorrebbe dire che il PD non è più in grado di intercettare il “brodo” della sinistra nella città “simbolo” tra tra quelle che ha sempre governato, o quasi. Fassino passerà al primo turno? Se fosse vero sarebbe il segno di un solco profondo lasciato da Sergio Chiamparino, una eredità ancora ricca di frutti prelibati.
Poi bisognerà vedere cosa è accaduto nel resto d’Italia! Ad ogni modo se si dovessero confermare i risultati ipotizzati dalle proiezioni vorrebbe dire che B. non sarà più così sicuro di rivincere le prossime “politiche”.
UN SINDACO PER NAPOLI
Spot della campagna di comunicazione per le elezioni a sindaco di Napoli di Raimondo Pasquino, candidato del Terzo Polo, con lo slogan: “dare ascolto alle mille città di Napoli”. Realizzato con la consulenza del massmediologo Klaus Davi e del suo braccio destro Luca Cipriano. A mio parere troppo lungo il video, troppo astrusi i concetti espressi, soprattutto in considerazione della situazione di “emergenza” nella quale si è svolta la campagna elettorale.
Spot della campagna di comunicazione per le elezioni a sindaco di Napoli di Luigi De Magistris, candidato dell’IdV. Il video è troppo lungo e “lento” e non rende giustizia alla “passione” di De Magistris che appare quasi “distaccato”, più “magistrato” che “candidato”. Sbagliata – a mio avviso – anche la musica utilizzata come colonna sonora del filmato.
Spot della campagna di comunicazione per le elezioni a sindaco di Napoli di Gianni Lettieri, candidato del centro destra. Realizzato con la consulenza di Claudio Velardi e di Reti. Il video è realizzato in modo impeccabile: riprese brevi, attenzione quasi maniacale alla “luce”, alle inquadrature, agli stacchi, al montaggio. La figura quasi “aristocratica” tratteggiata dalle immagini risulta però in contraddizione con il messaggio di sindaco del “Rione Sanità” che lo spot vorrebbe accreditare.
Spot della campagna di comunicazione per le elezioni a sindaco di Napoli di Mario Morcone, candidato del PD e del centro sinistra. Realizzato con la consulenza di Proforma. Va premesso che lo spot fa parte di una serie di tre dove cambia il “soggetto” a cui è destinato il messaggio e il messaggio stesso. Ottima la scelta finale di una ripresa in primissimo piano del volto del candidato proprio nel momento in cui lancia il messaggio. Essenziale il montaggio, ma tuttavia essenziale e coinvolgente. Al di là di come andrà a finire, mio parere quelli di “Proforma” hanno fatto un ottimo lavoro.





