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Appunti brevi (ma anche meno brevi) di politica & altro

Posts Tagged ‘Lele Mora

“C’È LA ZOCCOLA, C’È LA SUDAMERICANS CHE NON PARLA ITALIANO E VIENE DALLA FAVELAS, C’È QUELLA UN PO’ PIÙ SERIA, C’È QUELLA VIA DI MEZZO TIPO BARBARA FAGGIOLI E POI CI SONO IO CHE FACCIO QUELLO CHE FACCIO”

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“C’è la zoccola, c’è la sudamericans che non parla italiano e viene dalla favelas, c’è quella un po’ più seria, c’è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quello che faccio”. Vabbé lo avevamo già letto… ma sentirlo dalla “viva voce” è tutta un’altra cosa! Ha proprio ragione Crozza: se gli italiani non fossero pecoroni…

“MI FA STRANO È CHE IL PRESIDENTE L’HA MESSA LÌ”

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Bisi

Sarà pure vero che quando si parla al telefono con familiarità il linguaggio non è quello dettato dalle convenzioni. Qualche termine un tantino colorito ci può scappare e magari anche qualche battuta feroce. Ma l ‘immagine della “casa delle libertà” che viene fuori dalle conversazioni di Bisi e dei suoi confidenti è quella di un luogo dove gli odi prevalgono su qualsiasi altro sentimento e i giudizi impietosi si alternano a false dichiarazioni di affetto e stima. Nella “casa dei rancori e delle falsità” l’apparenza nasconde uno squallido intreccio di relazioni basate sulla convenienza.

Daniela Santanché prima viene “aiutata” nella sua corsa ad un posto di Governo e poi “scaricata” . Luigi Bisignani la liquida con giudizi sferzanti, Flavio Briatore si dichiara suo amico e la chiama per raccontargli le confidenze di Lele Mora su B. e poi privatamente ne parla come di una arrampicatrice priva di scrupoli: “Quello che mi fa strano è che il presidente l’ha messa lì“. Salvo poi approfittare dell’ennesima telefonata alla Santanchè per parlare male di Ignazio La Russa, amico storico di entrambi: “È stata una cosa brutta la sua, molto brutta!“. Ancora Briatore e la Santanché liquidano Scajola senza appello: “Ma figurati! Ma Figurati se Scajola ritorna…“, e lui: “No, ma… ma non c’è niente da stupirci lì, eh…”, e ancora “Danielona”: “Ma scherzi?! Ma che dici?! Non possiamo farlo! I nostri ci mandano… l’80 per cento della nostra gente non lo vuole!“.

Michela Brambilla viene affondata da Bisi senza pietà: “Una stronza, brutta come un mostro, mignotta come poche“. Vittorio Feltri viene sputtanato da Enrico Cisnetto in una conversazione con Bisignani: “Lui ha in testa di candidarsi in politica appena Berlusconi schioda. Secondo me alcuni passaggi che lui fa sono pienamente finalizzati a creare problemi a Berlusconi, perché poi, quando si è messo a tavola a parlare di Berlusconi, ne parlava talmente male… Se avessi avuto un registratore mandavo la cassetta al Cavaliere. Sarebbe svenuto. Cosa non ha detto!“. In questo contesto Feltri è quello che ne esce meglio. Lui almeno le stilettate al Cavaliere le aveva date pubblicamente: “Io, se devo scopare, non ho mica bisogno della claque“. La sintesi del marcio che scorre sotto l’apparenza prezzolata di questi individui è contenuta in una confidenza di Scaroni a Bisi: “Eh, lo so, oggi Draghi mi ha detto delle cose pazzesche di Giulio… e non so se ripeterle perchè ho paura che glielo dica“.

“HA RAGIONE VERONICA, È MALATO. PERCHÉ UNO NORMALE NON FA ‘STE ROBE QUI”.

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Il 7 aprile, alle 19.33, Flavio Briatore e Daniela Santanché affrontano vari argomenti e cominciano dall´economia.

S: «Ieri sono andata da Geronzi. Questo casino che è successo, Della Valle contro Montezemolo».

B: «C´è anche Tremonti, che gli ha dato una mano. Come azionista Generali, Geronzi voleva fare un po´ il politico, il papà della cupola, no?».

S: «Geronzi mica finisce così. E mica questi penseranno che lui sta lì, senza colpo ferire».

B. «No, no, ma ha 75 anni».

S: «Bollorè è con lui. E non credo che Bollorè molli Geronzi».

B: «Non fidarti mai dei francesi. Quando c´è bisogno, non ci sono mai (…) Insomma Tremonti ha dato la spallatina finale, eh?».

S: «Senza i suoi tre voti non era così».

B: «A mio feeling, Geronzi non rientra in Mediobanca».

S: «Ma vuol dire che perde Berlusconi. Il vicepresidente di Mediobanca si chiama Marina Berlusconi».

B: «Dani, io ti dico un´altra roba. Se il presidente continua a fare che cosa fa…».

S: «Ah, non dirmi niente!».

B: «Siamo nelle mani di Dio qui, eh? Perché ieri sera, l´altra sera, ho saputo che c´era stata un´altra grande festa lì, eh?».

S: «Ma tu pensa!? E che cazzo dobbiamo fare!?».

B: «Ha ragione Veronica, è malato. Perché uno normale non fa ‘ste robe qui. Adesso Lele, che gli continua a portare, a organizzare questo, è persino in imbarazzo lui! E dice: “Ma io che cazzo devo fare?”».

S: «Va beh, ma allora qua crolla tutto».

B: «Daniela, qui parliamo di problemi veramente seri di un Paese che deve essere riformato. Se io fossi al suo posto non dormirei di notte. Ma non per le troie. Non dormirei per la situazione che c´è in Italia».

S: «E con il clima che c´è, uno lo prende di qua, l´altro che scappa di lì».

B: «Brava, il problema è che poi la gente comincia veramente a tirar le monete».

S: «Stanno già tirando», e insultano pure.

Ma tutto sommato a Santanché non va malissimo, spiega all´amico come sta acquistando peso e prestigio:

S: «E Berlusconi ha fatto fare a me l´accordo. Ho fatto l´accordo con Masi, e quindi tra il 7 e il 9 aprile viene nominata Lei, perché sai, una mia carissima amica… ».

B: «Bene, meglio avere qualche amico in più».

S: «In un mondo… ».

B: «Di merda, guarda!».

“TUTTO COME PRIMA, NON È CAMBIATO UN CAZZO. STESSI ATTORI (…) STESSO FILM, PROIETTATO IN UN CINEMA DIVERSO (…)”

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Sono le 14.53 del 3 aprile, Briatore e Santanché discutono del prossimo sindaco di Cuneo, poi Briatore sbotta:

B: «Sai chi è venuto a trovarmi a Montecarlo? Lele Mora. Non bene di salute, e mi ha detto: “Tutto continua come se nulla fosse”».

S: «Roba da pazzi!».

B: «Non più lì (ad Arcore), ma nell´altra villa (Villa Gernetto, a Lesmo nei pressi di Monza, di proprietà del premier). Tutto come prima, non è cambiato un cazzo. Stessi attori (…) stesso film, proiettato in un cinema diverso (…). Come prima, più di prima. Stesso gruppo, qualche new entry, ma la base del film è uguale, il nocciolo duro, “Cento vetrine”».

S: «Ma ti rendi conto? E che cosa si può fare?».

B: «Lele è stato da me due ore, mi fa pena. Dice. “Fla, mi hanno messo in mezzo. E sono talmente nella merda che l´unico che mi può aiutare è lui (Berlusconi), sia con la televisione, sia con tutto. Faccio quello che mi dicono, faccio quello che mi chiedono”. E poi quella roba di Fede! È indecente».

B: «(Fede) non ha più parlato con il Presidente», è stato tenuto in quarantena e «sembra che abbia comprato delle case alla Zardo (Manuela Zardo, presentatrice tv, amica di Fede, già coinvolta in un´inchiesta passata sulla prostituzione, presentatrice al concorso di bellezza di Sant´Alessio Siculo, dove tra le concorrenti apparve «Ruby Eyek, egiziana, sedici anni», e cioè Ruby Rubacuori) con tutti ‘sti soldi. Ma pensa che deficiente (…) Mora era in estrema difficoltà e Fede gli ha preso il cinquanta per cento dei soldi (del prestito che l´agente in crisi economica aveva ottenuto da Berlusconi)».

S: «Madonna mia!»

B: «E poi (Fede) è andato a dire al presidente: “Erano i soldi che gli ho prestato”. Invece non è vero, figlio di puttana”».

S: «Che gentaglia».

Scritto da colas

11 giugno 2011 alle 21:40

CHI HA PORTATO RUBY AD ARCORE?

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Maurizio Crozza a Ballarò del 19 04 2011 “Dove porta la politica italiana?”

CARLO FERRIGNO, EX PREFETTO DI NAPOLI, EX COMMISSARIO ANTIUSURA, È STATO ARRESTATO. PROMETTEVA AGEVOLAZIONI, PRETENDEVA “PRESTAZIONI”

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L’ex prefetto Carlo Ferrigno è stato arrestato su ordine del gip di Milano per millantato credito, perché avrebbe ricevuto prestazioni sessuali millantando agevolazioni nella pubblica amministrazione. Ferrigno, che è stato Commissario nazionale ‘antiusura’ fino al 2006 e prima Prefetto di Napoli, è anche indagato per prostituzione minorile, perché avrebbe compiuto atti sessuali con alcune minorenni (ANSA).

Lele Mora parla di Carlo Ferrigno

Scritto da colas

11 aprile 2011 alle 15:17

LE TRE TELEFONATE DI B. “DIMENTICATE” NEGLI ATTI DELLA PROCURA

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citate

Telefonate dimenticate nei faldoni dell’inchiesta, telefonate inedite. B. parla con la Minetti, con Raissa, con Marysthelle. Veniamo così a sapere che ad agosto 2010 il premier sapeva molto dell’indagine “bunga bunga”, che in Italia ha operato un nuovo “distributore” di “benzina”, chiamato Spinelli, una sola pompa, ma sempre aperta e che il premier si vanta con Marysthelle di averle procurato un casting con Pingitore. Scopriamo infine che Aris Espinoza fa sentire ad un suo spasimante la voce di B. durante una notte di “bunga”.

«INDAGANO SU RUBY»
Telefonata dell’1 agosto
Berlusconi: «Come sta la mia consigliera bravissima? Mi parlano tutti così bene di te, amore. Tutti, quelli della Lega, i nostri (…) Così poi quando ci sono le elezioni vieni in Parlamento» (…)
Nicole Minetti : «Ma lo sai che l’altro giorno è venuto da me in Consiglio regionale Giuliante a parlarmi della storia della Ruby?».
Berlusconi: «E Giuliante chi è?».
Minetti: «Giuliante è l’avvocato del Pdl nonché di Lele (Mora, ndr), è venuto in Consiglio e praticamente m’ha raccontato tutta la storia, che c’è questo pm di nome Forno che sta seguendo il caso (…) e che secondo lui, non adesso, ma a settembre (il pm Forno, ndr) mi chiamerà perché comunque sia la Ruby che l’altra str… della Michelle hanno fatto il mio nome. Hanno aperto un’indagine su questa Michelle, perché in effetti è vero che la Ruby l’ha denunciata».
Berlusconi: «Cioè, la Ruby ha denunciato Michelle?».
Minetti: «Sì, per induzione alla prostituzione».
Berlusconi: «Una si dà la patente di puttana?».
Minetti: «Te lo giuro» (ride).
Berlusconi: «Ma roba da matti».
(…)
Berlusconi: «Vabbeh, quello che è importante è che ci siano diverse persone che testimonino come a noi (Ruby, ndr) aveva detto che aveva l’età diversa da quella che aveva insomma. Una volta che succede quello, non succede più niente. L’abbiamo soltanto aiutata perché ci faceva pena».
Minetti: «Si, perché (Giuliante, ndr) m’ha detto che ‘sto Forno c’ha anche delle foto in mano, che gli ha dato la Michelle».
Non è vero. Si è ora capito che era la bugia che Ruby raccontava a Giuliante quasi per giustificarsi del fatto di non aver potuto negare nei verbali le proprie presenze alle notti di Arcore. Ma già la sola prospettiva di foto, benché non vera, incrina la sicurezza del premier. Il brogliaccio lo segnala ammutolito: «5 secondi di silenzio».
Berlusconi: «Ho capito. Mmh, vabbeh, speriamo che non venga fuori un casino. Sai, basta poco perché quando si tratta di me, eh, tutti i giornali son contenti…va beh, comunque noi non abbiamo fatto niente di male, eh…».

LA SEGERETRIA DEL PREMIER: «C’È DA COSTRUIRE UN VERBALE»
Telefonata del 22 ottobre 2010 partita da Palazzo Grazioli (residenza romana del premier) per Barbara Faggioli
Segretaria: «Buongiorno, è la segreteria del presidente Berlusconi, noi la volevamo convocare perché è veramente indispensabile la sua presenza per cercare di costruire e verbalizzare le normalità delle serate del presidente Berlusconi… Lunedì 25 a Milano presso lo studio Vassalli alle 17».
Faggioli: «Vengo da sola?».
Segretaria: «Si presenta da sola e deve chiedere dell’avvocato Niccolò Ghedini».
Faggioli: «Ah, Ghedini».
Segretaria: «Sì, sì, sempre lui».

RAISSA: «HO FINITO LA BENZINA». SILVIO: «OK VAI DA SPINELLI»
Telefonata del 26 settembre 2010. Raissa Skorkina, ospite russa delle notti di Arcore, chiama Villa San Martino e in 31 secondi le viene passato il presidente.
Raissa: «Amore ciao ciao, tutto bene, e tu?».
Berlusconi: «Abbastanza, sono pieno delle cose politiche che è una cosa pazzesca».
Raissa: «Eh, immaginato. Però ho tanta voglia di parlarti, ti prego! (…) E poi volevo chiederti… mi stanno finendo la benzina».
Berlusconi: «Come?».
Raissa: «Mi sta finendo la benzina».
Berlusconi: «Ah, ho capito. Va bene, lo dico a Spinelli. Va bene?».

IL CASTING TV DI MARYSTHELLE: «TE L’HO PROCURATO IO»
Telefonata del 4 ottobre 2010 con la dominicana Marysthelle Polanco.
Marysthelle: «Sono a Roma, oddio sono venuta a fare il casting con Pingitore. Ti ricordi?».
Berlusconi: «Sì, quella che ti ho procurato io, no?».
Marysthelle: «Sì, amore» (ride).
Berlusconi: «Adesso mi hanno chiesto se possono fare qualche numero per le nostre reti. Sto tentando di convincere mio figlio».

E UNO DEI BUNGA BUNGA VA IN VIVAVOCE
Telefonata del 25 settembre. Uno spasimante di Aris Espinoza le chiede qualcosa di molto particolare.
Spasimente: «Io ti chiamo. Tu rispondimi senza parlare, in modo che possa ascoltare… quando sei con lui».
Aris Espinoza: «Ok»

Annotano gli investigatori: «Come richiesto nel sms, l’interlocutore chiama e l’utente (la ragazza, ndr) risponde senza parlare. In sottofondo si sente Iris Berardi che dice “sono già ubriaca”, Aris le chiede “hai bevuto?”, poi si sente la voce in sottofondo di un uomo, presumibilmente Silvio Berlusconi».

DIETRO IL “SIPARIO”

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Raffaella Zardo

Strane coincidenze temporali e, soprattutto, un’informativa della polizia. Due indagini che si intrecciano – entrambe riguardano giri di sesso a pagamento tra giovani donne e clienti facoltosi – e due nomi che ritornano. Uno è quello di Karima el Marough, detta Ruby. L’altro è quello di Raffaella Zardo, bionda soubrette di Rete 4 già finita agli arresti domiciliari nel ’96 (nell’inchiesta a luci rosse che coinvolse Valerio Merola e Gigi Sabani) con l’accusa di aver indotto alla prostituzione tre giovani vallette (fu prosciolta dopo due anni di indagini). È un nuovo retroscena del caso Ruby. Parte da una relazione di servizio del 9 luglio 2010 (all’epoca la giovane marocchina, ancora minorenne, aveva già frequentato assiduamente villa San Martino ad Arcore). Secondo la questura di Milano c’è un gruppo di escort che, grazie anche alle “dritte” di alcuni receptionist di due lussuosi hotel del centro, adescano clienti facoltosi durante convegni, congressi e incontri di lavoro.

Le ragazze, sostiene la polizia, fanno tutte capo a Raffaella Zardo. È lei, l’ex meteorina di Emilio Fede e attuale conduttrice di Sipario, sempre su Rete 4, la donna che viene “informata periodicamente dell’attività di meretricio sessuale delle stesse ragazze e anche di altre”. Chi sono queste escort? I poliziotti elencano cinque nomi. Le serbe Andrea Stojanovic e Slavica Knezevic -  quest’ultima residente a casa di Lory Del Santo -  la vicentina Roberta Bregolin, l’australiana Christina Gabbay. E la marocchina Karima El Marough. Tra i clienti delle ragazze all’hotel Exedra ce n’è uno particolarmente intraprendente e dalla fedina penale non proprio lucida: si chiama Giovanni Calabrò, calabrese residente nel Regno Unito. È stato arrestato per bancarotta fraudolenta, truffa, estorsione, fatture false. Sempre nell’informativa si dice che l’uomo d’affari  -  la sua guardia del corpo, Bruno Minghetti, è indagato in Calabria per inosservanza delle norme sul soggiorno  -  ha “contatti lavorativi con esponenti politici dell’attuale governo e lavorerebbe per l’Eni“.

Ma torniamo a Ruby. Nei mesi che precedono l’informativa  -  da febbraio a maggio 2010  -  la giovane è ospite nella dimora del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ben 13 volte. È lo stesso arco temporale nel quale viene “inquadrata” l’attività delle escort di lusso collegate a Raffaella Zardo. È il periodo in cui Ruby si vanta coi suoi frequentatori per i gioielli ricevuti in regalo da Berlusconi. Arcore e Milano, dunque. Karima  -  dicono le celle telefoniche  -  è stata sia all’Exedra che al Four Season. In un’intervista televisiva ad Alfonso Signorini raccontò che proprio in una stanza del Four Season aveva tentato  -  una sola volta  -  di vendere il suo corpo. Ma poi si tirò indietro. Seconda nota. Se, come sostiene la questura, le giovani prostitute facevano capo alla Zardo, a questo punto è possibile ipotizzare che ci fosse almeno una persona  -  la stessa soubrette veneta  -  a conoscenza di alcune sfaccettature della vita di Ruby. È un dato non trascurabile visto che tutti i protagonisti del Ruby gate  -  Mora, Fede, Berlusconi, Minetti  -  ufficialmente hanno sempre negato di sapere che Ruby facesse la escort (Mora se lo lascia scappare solo in un’intercettazione).

C’è poi un altro allaccio, almeno logistico, tra Ruby e Raffaella Zardo. Ai primi di luglio 2009 la giovane marocchina (all’epoca sedicenne) sfila a Sant’Alessio Siculo (Messina) al concorso “Una ragazza per il cinema“. Fra i giurati c’è il direttore del Tg4 Emilio Fede (che a scandalo scoppiato dirà prima di non ricordarsi di Ruby “forse perché era bruttina”, poi di aver provato simpatia per lei quando gli confidò il suo sogno di entrare nei carabinieri). A condurre la serata, come riferì il sito Adgnews24, è la Zardo. I due insomma  -  Fede e Zardo  -  conoscono Ruby quando aveva 16 anni (“Emilio non si ricorda di me? forse è vecchio e ha perso la memoria”; così lei a Repubblica-tv). A novembre del 2009, appena diciassettenne, Karima sbarca a Milano. Finita sotto le ali protettrici di Lele Mora, il 14 febbraio è per la prima volta ad Arcore. Dei bunga bunga molto si è saputo. Ma la Zardo? E gli hotel di lusso? E le altre ragazze finite nel rapporto della questura? In un’intervista televisiva del 17 gennaio 2011, la soubrette di Rete 4 nega di conoscere Ruby. Forse la memoria le si era appannata.

di PAOLO BERIZZI per La Repubblica

RUBY: “IO HO PARLATO CON SILVIO, GLI HO DETTO CHE NE VOGLIO USCIRE ALMENO CON QUALCOSA… CIOÈ MI DA 5 MILIONI”

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STRANI AMORI

La rete attorno a Ruby si stringe presto, quando ancora nessuno la conosce, mesi prima che scoppi lo scandalo della minorenne che rivela il bunga-bunga di Arcore. È una rete fatta di persone (l’impresario Lele Mora, l’avvocato Luca Giuliante, il “fidanzato” Luca Risso, la “consigliera ministeriale” Nicole Minetti) e di soldi, tanti soldi. E, sopra tutti, Niccolò Ghedini, che veglia silenzioso sulle sorti del presidente del Consiglio.
La rete di protezione e di contenimento scatta dopo la notte in questura, il 27 maggio 2010, quando a tirar fuori dai guai Ruby (ma soprattutto Silvio Berlusconi) viene mandata Nicole Minetti.
Poi scattano Mora, Giuliante, Risso. Il culmine dell’”attività inquinatoria” è raggiunto nella notte del 6 ottobre 2010, quando Karima El Mahrough, in arte Ruby, viene “interrogata”, e non dai magistrati. Ora le carte depositate dalla procura di Milano rivelano chi l’ascolta, quella notte, e la interrompe quando arriva “alle scene hard con il Pr…”: l’avvocato Giuliante, alla presenza di Lele Mora, dell’”emissario di Lui” e di una donna che verbalizza.
Ma andiamo per ordine. L’avvocato Giuliante “protegge” Ruby già nel luglio 2010. Ecco che cosa scrivono in un loro rapporto del 31 luglio 2010 i responsabili della comunità genovese Kinderheim Sant’Ilario, dove Ruby aveva l’obbligo di risiedere: “Venerdì 23 luglio 2010, Karima esce e rientra in Kinderheim con l’avvocato Giuliante intorno alle ore 19 (…). Scaricano valigie con indumenti dalla macchina, le dà danari imprecisati e dice che nei bagagli c’è l’oro della ragazza. Karima viene ripetutamente invitata a consegnare i gioielli in Direzione per metterli in cassaforte, ma la ragazza tergiversa e non li consegna. Mette le valigie in camera e lascia gli indumenti sparsi per terra senza ordinarli nell’armadio. Rubi esce e non torna per la notte, rientra il 26/7 accompagnata dall’avvocato Giuliante intorno alle ore 21“.
Continua la relazione: “Precedentemente l’Avv. aveva telefonato assicurando il suo interessamento per riportare la ragazza. Karima sale in camera mentre le educatrici (…) sono con l’Avv. La ragazza dice di aver trovato la porta rotta e che sono spariti i suoi oggetti d’oro. L’Avvocato consola la ragazza dicendole che la signora Diana Mora glieli avrebbe ricomprati ancora più belli. (…) Karima (…) viene invitata a sporgere denuncia formale presso il comando dei Carabinieri di Nervi, nel pomeriggio alle ore 16 insieme alla responsabile. Karima esce dicendo di dover andare dall’estetista e che sarebbe venuta autonomamente dai Carabinieri. Non si presenta. Si presenta dai Carabinieri in data 29/7/10 e fa la sua denuncia“.
I responsabili della comunità notano una sorta di “conversione” verso la fine del mese: “Dal 27/7/10 non è più uscita di sera. Esce con una ragazza regolare. Chiede di poter cucinare il shushi per tutte le ragazze. Invece di andare al cinema, come consentito, ritorna con due film in cassetta, ‘per risparmiare’. Mostra alla responsabile le fotografie del suo fidanzato siciliano con il quale ha convissuto per quattro anni e dice che intendono sposarsi alla fine di novembre“.
La scena cambia in autunno. Ruby frequenta a Genova le discoteche Fellini e Albikokka e ha stretto un rapporto con Luca Risso, che le gestisce. “Se io vengo lì e lo sa qualcuno, son rovinato“. È il primo settembre 2010. Il caso Ruby scoppierà soltanto un mese e 26 giorni dopo. Ma Risso è già preoccupato. Karima El Mahrough, in arte Ruby, gli chiede di passare la notte con lei. “Se io vengo lì, e lo sa qualcuno, io perdo due milioni di euro“.
Forse è preoccupato che lo venga a sapere la sua fidanzata, Serena, a cui ha intestato le sue proprietà. Ma Ruby lo rassicura: “Eh… dato che ho avuto una notizia non bella, ma bellissima… Visto che il mio caro Silvio mi darà altri soldi, te li posso anche dare due milioni di euro… Basta che la lasci, cazzo“. Luca frena: “No, non posso“. E Ruby, allora: “Scherzo… no, sto scherzando… No, non lo viene a sapere nessuno, non ti preoccupare“. Luca. “No Ruby, io ti giuro, io verrei, mi farebbe veramente piacere. Io ho paura però che tu poi tu mi scleri, tu ciocchi, tu lo dici a qualcuno“. Ruby: “Ma minchia, l’hai visto, sto cercando di cambiare in tutti i modi“. Luca: “Questo è vero, su questo son d’accordo, hai ragione questo è vero“. Ruby ride: “Grazie, ah meno male, dai ti sto aspettando, ciao“. Luca: “Arrivo tra un quarto d’ora, venti minuti“.
Ruby, all’inizio del settembre 2010, è dunque sicura che “il mio caro Silvio” le darà soldi, molti soldi. Otto giorni dopo, il 9 settembre, la ragazza chiede a Risso di portarla a Milano: deve riscuotere. “Lunedì… lunedì mi devi accompagna… Ahò! Mi fai parlare? Mi devi accompagnare“. Luca: “Dove?“. Ruby: “A Milano“. Luca: “A cosa fare?“. Ruby: “Eh, mi devono dare i soldi“. Luca: “Eh amore, io lunedì… A che ora?”. Ruby: “Lunediiiiii… l’importante è che sia dalla fascia delle otto del mattino fino alle cinque di pomeriggio. Hai tempo? L’ufficio della segreteria di Silvio è aperto in questo orario. deve dare 7 mila euro, sinceramente, e mi servono, perciò ci andiamo. E in treno non ci posso andare perché ci sono sempre i controllori, non voglio rischiare un cazzo“.
Intanto i “guardiani” di Ruby si danno da fare. Il 3 ottobre l’avvocato Giuliante chiede a Luca Risso di mandargli articoli di giornale su Ruby e s’informa se è stato citato anche Lele Mora. Due giorni dopo, Giuliante fissa a Risso un incontro da Lele Mora, per le ore 19 del giorno seguente: “Ciao Luca, domani alle 19 in viale Monza 9: se possibile ti chiederei di venire solo”.
La mattina del 6 ottobre, Risso chiede di anticipare l’incontro alle ore 17. Ma poi arriva in viale Monza alle 17.45 e avvisa subito, Giuliante. Alle 18.47 Ruby chiama Luca Risso e gli dice di essere arrivata anche lei a Milano. Si danno appuntamento per andare insieme da Giuliante.
Scrivono gli investigatori: “Luca chiede a Ruby dove si trova e con chi e aggiunge di essere anche lui a Milano e che tra mezz’ora passa a prenderla. Ruby di essere con Sana in corso Buenos Aires e Luca le dice che l’amica non può stare con loro quindi deve farle prendere un treno e mandarla a casa. Ruby replica che Sana non lo farà e comunque lei sa tutto. Luca le chiede cosa sa e poi aggiunge che deve smetterla. Ruby dice che l’ha visto e a quel punto Luca, che pensava altre cose, si tranquillizza. Luca dice che questa sera si devono vedere con Giuliante. Si sente Ruby che parla in arabo. Poi Luca dice a Ruby di vedersi in piazzale Loreto all’inizio con via Monza“.
Si avviano così alla riunione cruciale. Raccontata in diretta da Risso, via sms e poi al telefono, alla sua fidanzata ufficiale, Serena. Alle 23.42 Risso scrive: “Io sono ancora qui… È sempre peggio quando ti racconterò (se potrò) ti renderai conto… Siamo solo a gennaio 2010 e in mezzo ci sono pezzi da 90“. Poi, alle 22.43, le spiega meglio al telefono. Risso: “Sono nel mezzo di un interrogatorio allucinante… Ti racconterò ma è pazzesco!“. Serena: “Stai attento… ricordati grano“.
Alle 23.47 Serena chiede, via sms: “Ma dove sei? Perche stanno interrogando Ruby? E perché tu ascolti tutto? C’è Lele o solo l’avvocato?“. Risso risponde: “C’è Lele, l’avv., Ruby, un emissario di Lui, una che verbalizza… Cmq tranquilla, è tutto molto tranquillo. Sono qui perché pensano che io sappia tutto“.
Alle 12.39, Luca Risso chiama Serena. “Sono ancora qua. Ora sono sceso un attimino sotto, sono venuto a far due passi… Lei è su, che si son fermati un attimino perché siamo alle scene hard con il Pr… con con una… con la persona… Sì, si, guarda, ti racconterò tutto“. Serena: “Va bè, non dirmelo per telefono“. Luca: “No no, infatti, brava brava, perfetto“.
Il 22 ottobre, i pm Forno e Sangermano scrivono che a stare addosso a Ruby è anche Lele Mora: “I brani dialogici finora captati rendono evidente come la minore parte lesa Ruby sia oggetto di una frenetica attività di interessamento e pressione condotta nei suoi confronti da terzi, di cui uno degli epicentri è Mora Dario inteso Lele, ovvero il soggetto che si ipotizza possa averla indotta alla prostituzione. La natura di questa attività, la eventuale partecipazione ad ‘interrogatori’ della minore di soggetti controinteressati rispetto alla tutela delle ragioni della stessa (e rispetto alla tutela della stessa integrità morale della minore), quali l’indagato Lele Mora o imprecisati ‘emissari’ ivi inviati da terze persone, evidentemente preoccupate per il patrimonio di conoscenze detenuto dalla parte lesa, lascia ipotizzare che sia in atto una pregnante attività inquinatoria. Tale attività di inquinamento probatorio, di cui è ragionevole ipotizzare la sussistenza stante gli elementi sopra dedotti, influisce significativamente sulla veridicità delle dichiarazioni rese dalla minore a questa Autorità Giudiziaria; ciò perché, evidentemente, chi si attiva, nella ipotesi indiziaria quivi percorsa, per ‘inquinare’ la prova, è bene a conoscenza, sia del tenore delle dichiarazioni rese dalla minore a questa Autorità Giudiziaria, ovvero si preme su di lei per conoscerne il contenuto, sia del loro fondamento, atteso che in caso contrario, non sarebbe necessario assumere condotte così pregnanti nei confronti della sunnominata parte lesa“.
In agosto, Ruby continua a essere accudita da Giuliante e Mora. L’8 agosto parla con Diana, la figlia di Mora che ha già tentato di averla in affido, per “liberarla dalla comunità dove parla troppo. Ruby “riferisce alla Diana che Giugliante viene a prenderla il 18 con la Giulia e vanno a Portofino. Diana conferma l’appuntamento per il 18 o il 19, dipende da quello che dice Gugliante.
Ruby dice alla Diana che tanto loro due si vedono mercoledì”.
Ruby: “Minchia ma mi sta rompendo i coglioni quelli del dottor Forno“. Diana: “Ancora?“. Ruby: “Minchia, torna il 18, cioè manco a Ferragosto ti fa stare bene questo giudice del cazzo ou, poi si chiude nella stanza dalle 8 fino alle 8, sembra che ci ha l’orario che è apposta per me fatto per lavorare quello, ou minkia non vedo l’ora che vada in pensione“. Diana: “Va be, dai, porta pazienza“. Ruby: “Ma poi non vuole arrivare a me, cioè lui il suo interesse non è arrivare a sapere cosa faccio io, lui vuole arrivare a colpire Silvio Berlusconi, che per lui è diventata una tragedia, e Lele Mora, capito?“.
A un’amica, Ruby il 26 ottobre confessa: “È venuto il mio avvocato, ha detto: Ruby, dobbiamo trovare una soluzione… è un caso che supera quello della D’Addario e della Letizia, perché tu eri proprio minorenne… Adesso siamo tutti preoccupatissimi“.
E in un’altra conversazione: “Il mio caso è quello che spaventa più di tutti… Il mio avvocato se n’è appena andato… gli ho detto: io ho parlato con Silvio, gli ho detto che ne voglio uscire di almeno con qualcosa… cioè mi da 5 milioni“.
Ma alla fine entra in scena lui, Niccolò Ghedini. È l’avvocato di Silvio Berlusconi, ma Ruby lo considera anche il suo difensore. Lo dice apertamente a un collaboratore di Luca Risso, Marco Proverbio, che organizza “eventi” al Fellini. Ruby: “Ma guarda… guarda, tra lui e Raoul, li sto, li stooo, li sto io messa incaricati due avvocati, perchè io c’ho due avvocati migliori di Milano“. Marco: “Ma va?“. Ruby spiega: “Uno è Dinoia, quello che era diii… l’avvocato di Di Pietro, e l’altro è Ghedini, che sarebbe anche l’avvocato diiii, di Silvio“.

Gianni Barbacetto e Antonella Mascali per “il Fatto Quotidiano

LE DUE VECCHIE CORNACCHIE

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Le due vecchie "cornacchie"

Gli amici del pollo da spennare sono i miei nemici. E così le due “vecchie cornacchie”, come si auto-definiscono Lele Mora ed Emilio Fede, tramano contro chi intralcia i loro festini e, quindi, i loro affari: l’avvocato del premier Niccolò Ghedini e il suo medico personale Alberto Zangrillo.
Se Lui diminuisce le serate saremo costrette a rubargli in casa“, dicono le Papi-girl intercettate dai magistrati di Milano. Ma non sono le uniche a preoccuparsi per il calo fisiologico di entusiasmo del 74enne presidente del Consiglio. Che ogni tanto, per non perire di bunga bunga, viene messo a riposo forzato da Zangrillo.
È il pomeriggio dell’11 ottobre 2010 quando Emilio Fede si lamenta con Lele Mora: “Niente, io non ho notizie di lui, è stato operato, adesso però non so dov’è ma gli ho mandato un messaggio“. “E?“, chiede Mora. “Bè, poi sai attorno io c’ho due nemici, Ghedini e Zangrillo, capito?“.
Il nemico Zangrillo infatti è inflessibile: a Silvio Berlusconi impone tranquillità assoluta. Niente balli fino all’alba nella discoteca sotterranea di Arcore, basta file per distribuire gioielli e buste di contanti, niente feste con 33 fanciulle per volta. Infermierine sì, ma quelle vere. E “Super-man” Berlusconi, anche detto (dalle ragazze) “Mr. Big” e “Al Caprone“, si trova costretto a vestire il pigiama del convalescente.
La causa è l’operazione ai tendini della mano sinistra che il premier ha subito il giorno prima dell’intercettazione: un intervento di 15 minuti all’Istituto Humanitas di Rozzano, alle porte di Milano. Impegni cancellati per tutta la settimana seguente: “Il presidente è davvero tirato e stanco, ha bisogno di molto riposo – dichiarava all’epoca Zangrillo – è al limite e sfruttiamo questa occasione perché, per tanti motivi, ha bisogno di fermarsi un po’”.
Sulla salute di Berlusconi rovinata dai party, un mese dopo, Wikileaks pubblica 652 documenti. Uno di questi si riferisce all’anno precedente, quando l’ambasciatore americano a Roma, David Thorne, trasmetteva al presidente Barack Obama le preoccupazioni di Gianni Letta sulla salute fisica del Cavaliere. Dai dispacci diffusi sul sito di Julian Assange traspare l’inquietudine della diplomazia statunitense che comincia a considerare Berlusconi un partner poco affidabile dopo “tre collassi ed esami medici disastrosi”, pisolini involontari durante gli incontri ufficiali, problemi familiari che influiscono sulla sua “capacità di prendere decisioni”.
La fragilità fisica del Cavaliere e le attenzioni di Zangrillo sono quindi un rischio concreto per Mora e Fede: niente più prestiti milionari, né creste, né “fortuna sessuale” (parole di Fede). Dunque bisogna “occuparsi dei nemici”, che siano medici, fidanzate troppo possessive (il direttore del Tg4 vuole arginare l’ex miss Roberta Bonasia che “si vuole prendere tutto”), o avvocati. Perché Ghedini non si limita a sequestrare a Berlusconi il cellulare, ma gli ricorda più volte che le amicizie di Lele Mora rappresentano un pericolo.
L’impresario dei vip è un punto di contatto tra lo scandalo Ruby e l’inchiesta sulla ‘ndrangheta a Milano che ha appena portato in carcere 35 uomini delle ‘ndrine. Mora è legato a Paolo Martino, condannato per associazione mafiosa e traffico di droga, e cugino di Paolo De Stefano, boss di Reggio Calabria. Ma per Fede il problema è solo che “Niccolò è troppo severo”.

 

Beatrice Borromeo per “il Fatto quotidiano

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