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Appunti brevi (ma anche meno brevi) di politica & altro

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RICORDATEVI DI LORO…

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Assessori Regione Lazio

Questi (pare che siano nientemeno assessori della regione Lazio) andranno in pensione a 55 anni e si cuccheranno 3mila euro mensili! E’ una vergogna “voluta” dal governatore del Lazio alla faccia della crisi! Alla faccia dei sacrifici chiesti al resto dei cittadini italiani (quasi tutti!). Ricordatevi di loro negli anni in cui lavorerete più di quanto era programmato per raggiungere l’età pensionabile e non dimenticate la Polverini!

Scritto da colas

23 dicembre 2011 alle 17:22

CANCELLARE TUTTI I “VITALIZI” DELLA CASTA

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Ecco l’elenco di tutti gli ex consiglieri comunali di Roma che percepiscono un vitalizio. Va precisato che spesso, dopo aver riscaldato i banchi del consiglio comunale 5 o 10 anni (qualcuno anche meno), hanno ottenuto altri incarichi molto remunerativi e che – ancora più spesso – sommano al vitalizio altri redditi, altre “cospicue” pensioni. Mi sembra francamente una vergogna! I comuni mortali per avere molto, ma molto meno devono lavorare per “davvero”, molto, ma molto di più.

Monti ha lasciato intendere che la manovra approvata dal Governo rappresenta il “primo passo” di un percorso lungo. Ovvero – tradotto per il popolo – la cinghia dovrà essere stretta ancora di più. Personalmente penso che fino a quando esisteranno tali ingiustizie non si può pretendere dagli italiani di pagare il conto. Tutto il sistema dei “vitalizi” ( comuni, provincie, regioni, parlamento e quant’altro) maturati grazie alla “politica” deve essere cancellato.  

ABBATE ANTONIO  € 3.150,00
ALAGNA ROBERTO  € 2.380,00
ALBA ROSA  € 5.150,00
ALBERTI EVELINA  € 5.690,00
AMATI MATTEO  € 5.690,00
AMBROSI DE MAGISTRIS RENATO  € 3.150,00
ANDERSON GUIDO  € 3.150,00
ANDERSON MASSIMO  € 5.150,00
ANGELETTI SEVERINO  € 5.150,00
ANTINUCCI RAPISARDO  € 5.690,00
ANTONINI GIOVANNI  € 5.150,00
ANVERSA LUISA  € 3.150,00
ARBARELLO PAOLO  € 5.150,00
BADALONI PIETRO  € 5.150,00
BAFUNDI GIANFRANCO  € 3.150,00
BAGNATO AGOSTINO  € 5.150,00
BARBARANELLI FABRIZIO  € 3.150,00
BATTAGLIA AUGUSTO  € 3.150,00
BENEDETTO RANIERO  € 5.890,00
BERNARDI ENZO  € 5.890,00
BERTI MARIO  € 5.890,00
BETTINI GOFFREDO  € 3.150,00
BONADONNA SALVATORE  € 5.150,00
BONOTEO GIANPIETRO  € 5.150,00
BORGNA GIOVANNI  € 5.150,00
BORGOMEO LUCA  € 3.150,00
BOTTACCIOLI FRANCESCO  € 3.150,00
BRANCATI ANTONIETTA  € 3.150,00
BRIANTI PAOLA  € 3.150,00
BRISCA LIOIA  € 3.150,00
BROCCHIERI GIGLIOLA  € 3.150,00
BRUNI FRANCESCO  € 5.150,00
CACCIOTTI GIOACCHINO  € 5.150,00
CANALI LUIGI  € 3.150,00
CANCRINI LUIGI  € 5.780,00
CAPONEITI CLAUDIO  € 3.150,00
CARAPELLA GIOVANNI  € 3.150,00
GARELLI RODOLFO  € 3.150,00
CAVALLO ANNA ROSA  € 5.610,00
CELESTREANGRISANI LUIGI  € 3.150,00
CELORI LUIGI  € 5.890,00
CERRI UMBERTO  € 5.150,00
CIANGARELLI LUIGI  € 3.150,00
CIANI FABIO  € 3.150,00
CIARALDI WANDA  € 2.850,00
CIARAMELLETTI LUIGI STEFANO PAOLO  € 3.150,00
CIOFFARELLI FRANCESCO  € 3.150,00
CIOFI DEGLI ARI PAOLO EMILIO  € 5.610,00
CIRILLI FABRIZIO  € 3.625,00
COLLEPARDI DANILO  € 5.150,00
COLOMBINI LEDA  € 5.610,00
CORRADI GUERRINO  € 5.150,00
CORRAOI CONSUELO  € 3.150,00
COSTI ROBINIO  € 3.150,00
COVIELLO PASOUALE  € 5.150,00
DAMATA FERNANDO  € 5.150,00
DANESE LUCA  € 2.231,00
DE JORIO FILIPPO  € 5.440,00
DE LUCIA VEZIO EMILIO  € 3.150,00
DE MARCO ANTONIO GIRO  € 3.150,00
DE MAURO TULLIO  € 3.150,00
DELLA ROCCA RICCARDO  € 5.150,00
DELLE FRATTE ANTONIO  € 3.150,00
DELLE MONACHE ANGELO A.  € 3.150,00
DELL’UNTO PARIS  € 5.150,00
DI BARTOLOMEI MARIO  € 5.610,00
DI FRANCESCO TOMMASO  € 3.150,00
DI PAOLA CRESCENZO  € 3.400,00
DI RESTA DOMENICO  € 3.150,00
DI STEFANO ENZO  € 2.231,00
DI TILLO RENATO  € 5.150,00
DIANA LINO  € 4.675,00
DONATO PASOUALE  € 3.150,00
DOVIOIO ANGELO  € 5.150,00
DURSO FILIPPO  € 5.150,00
ERCOLI ROBERTA  € 3.150,00
FAUTTILLI FEDERICO  € 3.150,00
FEDERICO MAURIZIO  € 3.150,00
FERRONI ANDREA  € 5.150,00
FICHERA DANIELE  € 2.231,00
FINESTRAAIMONE  € 5.150,00
FOGLIETTAALESSANDRO  € 5.780,00
FONTANA ENRICO  € 2.530,00
FORLANI ALESSANDRO  € 2.231,00
GAIBISSO GERARDO  € 5.780,00
GALLENZI GIULIO CESARE  € 5.780,00
GALLUCCI DOMENICO  € 3.150,00
GARGANO DOMENICO  € 3.150,00
GARGANO SIMONE  € 5.150,00
GENTILE GIUSEPPE  € 3.150,00
GIOCONDI ROBERTO  € 3.150,00
GIORGI GIOV. BATTISTA  € 3.150,00
GROSSO MARIA ANTONIETTA  € 2.530,00
GUERRA PAOLO EMILIO  € 3.150,00
HERMANIN DE REICHENFELO GIOVANNI  € 5.150,00
LANDI BRUNO  € 5.270,00
LAURELLI LUISA  € 3.150,00
LAZZARO BRUNO  € 5.890,00
LEOPAROI EUGENIO  € 4.340,00
LIBANORI FRANCO  € 5.890,00
LIMIDO GABRIELE  € 4.675,00
LUCIANI ANTONIO  € 3.150,00
LUCIANI ENRICO  € 3.825,00
LUCISANO PIETRO  € 3.150,00
LUMBROSO GIOVANNA  € 3.150,00
LUNA MARIA ANNUNZIATA  € 3.150,00
LUZZI TOMMASO  € 5.890,00
MACERATINI GIULIO  € 5.610,00
MARGIALIS GIUSEPPINA  € 5.150,00
MARIANI GIUSEPPE  € 3.150,00
MARIGLIANI PIERO  € 3.150,00
MARRAZZO PIETRO  € 2.530,00
MARRONI ANGIOLO  € 5.890,00
MASCI GIULIANO  € 3.150,00
MASELLI FRANCESCO  € 5.890,00
MASSIMI ANNA MARIAGRAZIA  € 3.150,00
MASSIMIANI ELIDO  € 5.150,00
MASSOLO ORESTE  € 5.150,00
MASTRANTONI PRIMO  € 5.150,00
MATTONI GUGLIELMO  € 3.150,00
MEZZABOTTA LOREDANA  € 3.150,00
MICELI GIACOMO  € 3.150,00
MINNUCCI BIAGIO  € 5.150,00
MOLINARI ANTONIO  € 5.780,00
MONTALI SEBASTIANO  € 3.825,00
MURATORE ANTONIO  € 5.150,00
NAPOLETANO PASDUALINA  € 4.675,00
NATALINI GIULIANO  € 5.150,00
NISTRI PAOLO EMILIO  € 3.150,00
OSlO ARTURO.  € 3.150,00
PADOVANO RITA  € 2.380,00
PALADINI STEFANO  € 5.890,00
PALIOTTA GIUSEPPE  € 5.150,00
PALLOTTINI LUIGI  € 5.610,00
PANIZZI GABRIELE  € 5.890,00
PASETTO GIORGIO  € 5.150,00
PAZIENZA MICHELE  € 3.150,00
PIETRINI VINCENZO  € 3.150,00
PIGLIACELLI AUGUSTO  € 3.150,00
PINESCHI MASSIMO  € 2.680,00
PIZZOANNA EVELINA  € 3.150,00
PIZZUTELLI VINCENZO  € 3.150,00
PRESTAGIOVANNI BRUNO  € 4.590,00
PROIETTI CARLO  € 3.150,00
QUARZO SALVATORE  € 3.150,00
QUATTRUCCI MARIO  € 5.150,00
RANALLI GIOVANNI  € 5.610,00
REA ROMOLO  € 3.150,00
REDLER ADRIANO  € 5.150,00
RENZI PAOLO  € 2.231,00
RICCI ACHILLE  € 3.150,00
RINALDI VLADIMIRO  € 3.150,00
RDBILDTTA DONATO ROSARIO  € 4.900,00
ROMANO RAFFAELE  € 3.150,00
SANTARELLI GIULIO  € 5.610,00
SANTINI RINALDO  € 5.150,00
SARACENI VINCENZO MARIA  € 5.150,00
SCALABRINI LAURA  € 3.150,00
SCALCHI ADA  € 3.150,00
SCHIETROMA FABIO  € 2.850,00
SCHIETROMA GIAN FRANCO  € 3.150,00
SIGNORE ANTONIO  € 3.150,00
SIMEONE DOMENICO  € 5.150,00
SOCCIARELLI CANDIDO  € 3.150,00
SODANO UGO  € 3.150,00
SPAZZONI RANIERO  € 5.890,00
SPERANZA FRANCESCO  € 3.150,00
SPLENDORI FRANCO  € 5.890,00
TEMPERINI DOMENICO  € 2.231,00
TOLA VITTORIA  € 3.400,00
TROJA GIACOMO  € 5.890,00
TUFFI PAOLO  € 5.150,00
TURINA GIANNI  € 3.150,00
URBANO ETTORE  € 3.150,00
VALENTINI DANIELA  (*)
VERZASCHI MARCO  € 4.463,00
VITELLI ANGELA  € 3.150,00
VITELLI PIETRO  € 5.150,00
ZACCHEO VINCENZO  € 3.150,00
ZANON ANTONIO  € 3.150,00
ZIANTONI VIOLENZIO  € 5.890,00

Scritto da colas

5 dicembre 2011 alle 19:17

CLAUDIO LOTITO: “DI CALCIO E DI DIRITTO”

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Io so tutto di tutto. Vuol parlare di calcio? E io parlo di calcio. Vuoi parlare di diritto? E io le faccio una lezione. Io sò preparato. Capisco che in un Paese d’ignoranti possa lasciare perplessi, ma è così.

Il presidente della Lazio Claudio Lotito, intervistato da Giovanna Vitale per Repubblica, sulle cimici trovate negli uffici di Renata Polverini (Il Post).

 

Scritto da colas

14 aprile 2011 alle 09:31

OGGI LE COMICHE!

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Tragicomico video della presidente della commissione Cultura del Lazio, Veronica Padellaro, dicono molto vicina a Berlusconi, che, rispondendo a una “semplice” domanda sui saldi in regione legge, parola per parola, un foglio messo accanto alla telecamera. Non solo! Legge anche con difficoltà! Quasi ansimando…

CANDIDATO

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Ricordate Luigi Celori? Uomo più di destra che di centro, escluso alle regionali dello scorso anno per la nota vicenda delle liste presentate in ritardo, poi nominato presidente delle Autostrade del Lazio. Attualmente è stato candidato dal PdL a sindaco di Pomezia.  L’intervistatore – evidentemente certo della sua elezione – lo presenta come “futuro sindaco di Pomezia”

Scritto da colas

25 marzo 2011 alle 20:01

VOTA “ORSI”, PAROLA DI SILVIO BERLUSCONI. E ORSI – ELETTO NEL CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA – NON DELUDE LE ATTESE. SI LEGGE NELL’AVVISO DI GARANZIA: “RICICLAGGIO, REIMPIEGO DI PROVENTI FRUTTO DI REATO, CORRUZIONE, CESSIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI IN OCCASIONE DI FESTINI CON PROSTITUTE”

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Forse è solo una coincidenza. O forse no. Ma nelle stesse ore in cui, a Milano, lo tsunami Ruby libera il massimo della sua forza d’urto, la procura di Roma decide di tirare i fili di un affare che tiene insieme un uomo della cerchia stretta del sindaco Gianni Alemanno, la benevolenza politica del presidente del Consiglio e l’amicizia con una sua “dama bianca“, un giro di puttane e cocaina, opachi traffici su conti correnti della Banca Mediolanum, accuse di riciclaggio e corruzione.

È storia di martedì sera. Quando a Francesco Maria Orsi, consigliere comunale del Pdl, già delegato con la prima giunta Alemanno al decoro urbano e all’expo di Shanghai 2010, militari del nucleo di polizia tributaria della Finanza notificano un avviso di garanzia firmato dal pm Paolo Ielo per “riciclaggio, reimpiego di proventi frutto di reato, corruzione, cessione di sostanze stupefacenti in occasione di festini con prostitute“.

Vengono perquisiti gli uffici e l’abitazione di Orsi (per altro, come riferiscono fonti investigative, “convinto sulle prime di dover essere arrestato“). Gli vengono sequestrati computer, agende e documenti sulla dismissione di immobili del patrimonio pubblico, definite “di un certo interesse”.

La “pesca” è improvvisa, dopo cinque mesi di indagini a fari spenti. Su un tipo il cui nome – Francesco Maria Orsi – ai più, dice poco o nulla. E questo, nonostante si dia un gran da fare. Almeno a stare alle carte della pubblica accusa. L’uomo, 45 anni a marzo, è arrivato in Campidoglio dal nulla. Meglio, con 1374 voti, guadagnati nelle elezioni del 2008 dopo essere stato uno dei motori della campagna di Alemanno.

È un ex ufficiale dei carabinieri, riconvertito alla professione di broker assicurativo. Nel 2004, ha fondato una sua società – la “Lloyd Team Broker” – e il suo business è l’immobiliare. Meglio, le aste con cui viene dismesso il patrimonio pubblico. Ha un socio, un tale Vincenzo La Musta. Un “saltafossi” di professione “immobiliarista” che, finito nei guai (ha patteggiato a Roma una condanna per riciclaggio nei giorni scorsi), se lo tira dietro, raccontando che il lavoro dell’ex amico è un altro.

La Musta sostiene infatti che, come peraltro accertato da un’indagine che nasce a Benevento, su una serie di conti (alcuni intestati a nomi fittizi) della filiale di Roma della Banca Mediolanum vengono riciclati denari truffati in Campania a famiglie di disabili e di affetti da malattie per trasfusione di sangue infetto. Complessivamente intorno ai 2 milioni di euro, frutto di risarcimenti civili che le vittime non incassano e che, appunto, prendono la strada di Roma e, in parte (come accerta la Guardia di Finanza), rimangono appiccicati alle mani di Orsi.

Per farne cosa? “Nulla. Perché si tratta di un equivoco“, scrive lui a “l’Unità” che il 7 gennaio scorso solleva il problema di quegli strani conti. “Per partecipare alle aste immobiliari “Scip1″ e “Scip2″ bandite dal ministero del Tesoro“, sostiene l’accusa. Per entrare negli incanti degli alloggi popolari Ater (per i quali, secondo il pm, avrebbe anche corrotto funzionari pubblici). Insomma, per un posto al sole, che, del resto, Orsi certamente ha guadagnato nel 2008. Perché è in quell’anno che – come scrive nell’annunciare la sua candidatura – “Se aiutiamo un sogno, il sogno ci aiuterà“.

Diciamo che ad Orsi dà una mano Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio presta infatti la sua voce per un spot elettorale radiofonico in cui lo si ascolta dire: “Io penso che molti dovrebbero seguire l’esempio di Francesco Orsi e penso che avrà successo, perché è conosciuto a Roma, soprattutto nella Roma che lavora“.

Di più, il presidente cede il suo nome per manifesti personalizzati in cui si legge: “Vota Pdl e scrivi Orsi, parola di Silvio Berlusconi“. È un fatto che, alla fine di giugno dello scorso anno, Berlusconi scende dall’aereo di Stato che lo porta al G8 di Toronto con accanto una misteriosa “dama bianca” di 28 anni, neo assunta alla Regione Lazio dalla governatrice Polverini, che di nome fa Federica Gagliardi e che si “scopre” amica di Orsi (come lui stesso tiene a far sapere al “Corriere della Sera” in quei frangenti).

La circostanza viene rapidamente digerita dalle cronache. Ma l’ex socio La Musta complica la vita di Orsi. Ai pm racconta infatti che il consigliere comunale benedetto da Berlusconi, nel frattempo delegato da Alemanno al “decoro urbano” e all’expo di Shanghai 2010 (vicenda oggetto di un’inchiesta di “Repubblica” nel dicembre scorso), si fa voler bene animando “a Roma, almeno fino al 2009″, “festini con prostitute” in cui - scrive il pm nel decreto di perquisizione – “cede ai presenti cocaina”.

Chi siano gli invitati, al momento, non è dato sapere (la procura sta cercando di ricostruirlo). Sicuramente un “non ancora identificatoufficiale della Finanza che “corrompe” (Orsi, come documentano le intercettazioni telefoniche ha frequenti contatti con il maggiore Luca Berriola, arrestato nella vicenda Mokbel). Altrettanto sicuramente, uomini del suo sistema di relazioni le cui identità, dopo le perquisizioni di martedì e il sequestro di computer e agende, potrebbero presto non essere più un segreto.

Carlo Bonini per “la Repubblica

L’Italia dei veleni. La storia infinita di Malagrotta

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Benvenuti nella «città della monnezza», l’oro che puzza, dicono le malelingue, l’ottavo colle di Roma, per gli amanti della storia, tra cave di tufo e una raffineria di petrolio. Qui hanno raccolto e interrato per 30 anni i rifiuti di Roma su cui svolazzano colonie di gabbiani alla ricerca di cibo. E lì accanto le più moderne tecnologie per il trattamento e lo smaltimento del pattume. Compreso un impianto fotovoltaico di 25 mila quadrati con una potenza di mille chilowatt. Il peggio e il meglio di quello che si può trovare in un fazzoletto di terra di 160 ettari. Che venerdì, ma la data è molto incerta, dovrebbe diventare il «Central park de’ noantri» con la realizzazione di quell’ambizioso progetto chiamato «capping», cioè la copertura della pattumiera più grande d’Europa con 300 mila piante e alberi di macchia mediterranea: sarà questo il risarcimento per i residenti. Ma chi vive qui da 30 anni ha sopportato e sopporta, a seconda di come spira il vento, un olezzo nauseabondo alternato, per fortuna, alla gradevole brezza che viene dal vicino Tirreno.

Il senatore Stefano Pedica (Idv) mercoledì mattina ha effettuato un sopralluogo a Malagrotta, assieme al proprietario della discarica, l’avvocato Manlio Cerroni, l’ad Francesco Rando della società Giovi, che gestisce il sito, l’assessore regionale ai Rifiuti, Pietro Di Paolo (che promette «entro novembre approveremo il nuovo Piano regionale rifiuti»). Con loro anche la presidente del Wwf Lazio, Vanessa Ranieri, e Sergio Apollonio, portavoce dei residenti.

Ai piedi delle montagne artificiali c’è l’area di «trasferenza»: i camion dell’Ama scaricano in una specie di anfiteatro putrido il pattume indifferenziato preso nei cassonetti. Per caso nell’inferno finiscono pure un materasso e alcuni copertoni d’auto «che non dovrebbero essere lì», ammette un operaio. Poi due bracci meccanici lo trasferiscono ai camion del Consorzio. Comincia così l’ultimo viaggio dell’immondizia. Uno stuolo di gabbiani assedia un paio di caterpillar, sulla sommità di una collina che sembra uguale a tante, tra erbacce e fango: sotto, però, c’è vita. La materia si trasforma in gas. E basta fare poche centinaia di metri per entrare in due sale operativa degne della Nasa: nella prima 30 schermi piatti di tutte le dimensioni tengono sotto strettissimo controllo il funzionamento di un gassificatore, un impianto spaziale che ingoia spazzatura sotto forma di «ecoballe», la scioglie a 1.600 gradi e la trasforma in energia elettrica e metano. Nell’altra sala comandi un solo dipendente, in camice bianco, sorveglia i due impianti di «trattamento meccanico biologico», una sorta di enorme selezionatore di rifiuti, che separa vetro, plastica, scarti alimentari e solidi da bruciare poi nel gassificatore. Tutto fatto elettronicamente: gli operai assomigliano a marziani che spostano leve, premono bottoni da enormi quadri pieni di lucine colorate e azionano enormi nastri trasportatori gialli.

Ma quando si esaurirà la discarica? E chi li fa i controlli sulle emissioni?», chiede con malizia il senatore Pedica. «La discarica è satura al 90% e tra circa un anno si potrebbe esaurire — risponde con furbizia Rando— se però aumenta la raccolta differenziata, la discarica può durare anche altri 3 anni…». E i controlli? «Quelli che pubblichiamo su Internet in tempo reale, sono fatti con le nostre apparecchiature tarate su standard internazionali, ma li effettuano pure tecnici e esperti di Arpa, Asl, carabinieri del Noe e degli altri enti. Da gennaio ne hanno completati oltre 30, senza preavviso, e la qualità dell’aria è sempre nei livelli di legge». «Ma se il Wwf volesse affiancarvi nei controlli?», incalza Pedica. «La nostra disponibilità è totale», replica Rando. Fuori dalla discarica, però, spesso i residenti lamentano smog e polveri sottili alle stelle. «È colpa del traffico», taglia corto un ingegnere. «Alemanno, la Polverini e Zingaretti devono darsi una mossa— chiosa Pedica — Qui non ci possiamo permettere di ripetere il disastro di Napoli». Ma in Campania non c’è Malagrotta. (Francesco Di Frischia, La Repubblica – Roma)

 

 

Scritto da colas

11 novembre 2010 alle 14:48

Sanità. Una piccola storia come tante…

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Antonello Baranta è un autore di teatro e di cinema. Ma prima di ogni altra cosa è un caro amico. Un amico che non frequento molto, ma un amico vero! Una di quelle persone (pochissime nella mia vita) che se le cerchi ci sono sempre e se sono “altrove” per qualche motivo, si rendono disponibili appena possibile. Gli ho chiesto di collaborare con vitaliquida e lui ha accettato, con uno dei suoi contagiosi sorrisi. Ieri mi ha scritto una mail. Inizia così: “Come sai il mio ‘mezzo cervello’ fulminato non smette mai di lavorare. A volte vengono fuori cose buone, a volte meno…”. Quella che segue è la piccola storia di un’attesa…

tessera sanitaria... dovrebbe sancire il diritto di ogni cittadino della Repubblica a poter accedere al SSN

Mi è agevole, dopo otto anni di frequentazione forzata con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), per via di una complessa patologia neurologica a seguito di ‘ictus cerebri’, disegnare un piccolo quadro della sanità. Delle sue luci, delle sue ombre. Da un punto di vista nazionale, e da uno regionale. Dopo i primi tempi a ridosso dell’evento , abbandonata la fase acuta della patologia, si entra, là dove è possibile, in un programma di cure chiamate di mantenimento. Il linguaggio burocratico allude alla fase in cui è peraltro possibile un certo, guardingo, processo di recupero riabilitativo.

Molti centri, nella nostra regione, sono considerati de’eccellenza (Fondazione Santa Lucia, San Raffaele Pisana). Infatti sono IRRCCS. A parte due operazioni agli arti, effettuate presso un centro specializzato di neurochirurgia in regione Lombardia, tutto il decorso postcomatoso e la riabilitazione neuro.motoria è avvenuta, con gran successo, negli IRRCS sopramenzionati.

Ultimamente, ed è motivo di reale apprensione, trovo, da parte dei direttori sanitari di molti centri (Villa Immacolata a San Martino al Cimino <Vt>, Santa Maria della Pace, fondazione Don Gnocchi a Roma) una risposta data alla mia richiesta di ricovero, sempre meno pronta e positiva, in qualche modo caratterizzata da senso ostativo addirittura.

Come cittadino sono obbligato a tener conto della crisi economica globale, come invalido civile (al 100%) mi chiedo: “Mi è rimasto qualche diritto, visto che quello di cui ho bisogno è un buon ricovero riabilitativo di almeno 60 giorni canonici e non di un privilegio?

Il dato politicamente rilevante è che, da alcune voci raccolte anche dall’interno dei nosocomi, tale disagio viene direttamente imputato all’attuale amministrazione regionale. Chiunque si informi sa quale situazione ha trovato questo governo regionale, tuttavia mi meraviglio io stesso di come tanti risultati e progetti portati a termine con successo in questo lustro, non godano di voce alta e di orgogliosa visibilità nella comunicazione corrente!

di Antonello BARANTA

Scritto da colas

3 luglio 2010 alle 12:34

Emma ha vinto! Ma non si chiama Bonino… bensì Marrone

con un commento

Emma Marrone, vincitrice di Amici

Emma ha vinto! Ma non si chiama Bonino, bensì Marrone, e non ha partecipato alle elezioni regionali nel Lazio, ma ad Amici.

Ieri sera ho fatto tardi per capire come fosse andato il voto nel Lazio ed in Piemonte. Ho smesso di smanettare tra il portale del Ministero degli Interni e quello de La Repubblica quando un amico mi ha informato con un sms che i seggi mancanti nel Lazio erano quelli di Latina e che le sezioni di Roma ormai erano quasi tutte dentro il calderone dei voti conteggiati. Mercedes Bresso mi ha tenuto con il fiato sospeso per qualche decina di minuti in più di Emma: giusto il tempo di capire che nei quartieri della fascia torinese la Lega è riuscita a guadagnare migliaia di nuovi consensi.

Ieri sera un’altra Italia ha fatto tardi insieme a me guardando Maria De Filippi e il suo geniale programma. Milioni di italiani sono stati alzati fin oltre l’una ed hanno festeggiato la vittoria di Emma (Marrone).  

Prima di addormentarmi ho fatto in tempo ad ascoltare qualche dichiarazione a caldo.

Enrico Letta dichiara: “Il Pd vince la maggior parte delle regioni.». Gli fa il verso Maurizio Migliavacca: “Il Pd è il primo partito nel paese”. Ma figuriamoci! Se il PD continua ad avere dirigenti incapaci di ammettere l’insuccesso, di afferrare al volo che Silvio Berlusconi ha di nuovo vinto le elezioni, forse è arrivato il momento di riflettere seriamente sul futuro di un progetto politico suggestivo, ma troppo rimescolato, troppo dilaniato, troppo precocemente invecchiato.

Qualcuno è riesce anche a farmi sorridere. Un imperturbabile Nicola La Torre (maschera alla Buster Keaton) con lo sguardo fisso nell’obbiettivo della telecamere che lo inquadra afferma serio: “Sette a sei è un successo elettorale del centrosinistra“. Ho sentito la mancanza delle risate registrate, tipiche di certi programmi americani. Nella mia testa comunque c’erano!

Il risveglio mattutino è stato lento. Ho scoltato la rassegna stampa di Radio Radicale d ho scoperto che i commentatori di “destra” hanno già rigirato la storia del regolamento di conti interno al PdL (cavallo di battaglia di quelli di “sinistra” almeno fino a ieri). Ed ho capito in un attimo che a Berlusconi non serve il regolamento di conti, perché non gli serve nemmeno il PdL. Lui ha un rapporto diretto con l’Italia che continua a votarlo! Dopo essermi fatto la barba ho sentito un vecchio amico al telefono. Mi ha detto: “C’è un’Italia incazzata che stavolta, invece di starsene a casa, o disperdere il voto, ha sostenuto le liste di Beppe Grillo, oppure ha di nuovo votato per l’IdV di Di Pietro – De Magistris – Travaglio!” Nonostante fossi ancora assonnato, sono riuscito a balbettare che l’Italia rabbiosa ha “fregato” almeno un candidato del centro sinistra, consegnando nei fatti il Piemonte nelle mani della Lega. Dopo un attimo di silenzio lui mi ha risposto: “E allora?” Vabbé ho capito per chi ha votato!

Accendo il computer e guardo le preferenze. Nel Lazio no comment (almeno il candidato che ho sostenuto ce l’ha fatta ad entrare in Consiglio regionale). In Lombardia Pippo Civati è primo in Brianza. Ha preso diecimiladuecentocinquantasei preferenze. La speranza non muore mai!

by COLAS

Elezioni Regionali. Lazio, la Polverini è in vantaggio

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Ore 23.56 – 10.504 voti di differenza. Renata Polverini è in vantaggio su Emma Bonino. Il buon risultato della provincia premia la candidata del centrodestra!

Scritto da colas

29 marzo 2010 alle 21:48

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