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Appunti brevi (ma anche meno brevi) di politica & altro

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NON HO UN GRILLO PER LA TESTA

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La sinistra ha vinto in 15 capoluoghi di provincia su 26. Questo è un dato! Se poi si prendono come riferimento i comuni con più di 15 mila abitanti, la vittoria appare ancora più evidente: il centrodestra ne amministrava 98, il centrosinistra 56, ora è l’opposto: il centrosinistra governa 95 città, il centrodestra solo 34. Il PD ha strappato alla destra le roccaforti di Como, Monza, Lucca e Taranto. Nella città simbolo de L’Aquila, una città distrutta dal terremoto e letteralmente abbandonata dal centrodestra, il sindaco Cialente del PD ha vinto con il 59% dei voti.

Nessuno può negare la vittoria del PD, della sinistra, del centrosinistra. Quelli che lo fanno sono in malafede.

È finito un ciclo, su questo non c’è alcun dubbio, anche se non ne è iniziato un altro.

Il PD, la sinistra,il centrosinistra hanno vinto, anche se non si può “cantare vittoria”. Ma non perché il PD ha perso a Parma, piuttosto perché il sistema politico italiano, in coma irreversibile, non vuole saperne di morire e il “nuovo” che dovrebbe sostituirlo è ancora di là da venire.

A chi dovremmo affidare la bandiera del cambiamento? A Grillo, il demagogo qualunquista? Alla sinistra antagonista che vuole uscire dall’euro? Al PD che ha vinto le elezioni di primavera, ma è ancora avviluppato in una melassa andata a male? Ho molte domande e poche certezze.

Una cosa però la so: Grillo non mi piace! Voi accomodatevi se volete, a me non interessa. Però qualche domanda ve la voglio fare. Voi vi fidereste di uno che ha dato della “puttana” a Rita Levi-Montalcini, che ha incoraggiato tanti disgraziati, disperati, malati di cancro, a mettersi in cura con Di Bella, che ha dichiarato che l’Aids è una invenzione delle multinazionali del farmaco e che in realà non esiste?

Nell’ultima sparata ha chiesto a Bersani di andare a lavorare, poi ha ripreso ad urlare. Per carità è legittimo incoraggiare gli altri a lavorare.

Ma da che pulpito viene la predica? Grillo vive e paga le tasse in Svizzera, in franchi svizzeri. In franchi svizzeri incassa, vendendo i dvd delle sue performance. In franchi svizzeri si paga le vacanze nei migliori resort di lusso in compagnia di Briatore. Sarà per questo che continua a gridare che l’Italia deve uscire dall’euro? Forse vuole esortarci a godere della vita pagando in franchi svizzeri? Vuole convincerci ad abbandonare l’Italia prendendo la residenza nel paese degli orologi e del cioccolato? Un comico al governo l’ho già sopportato per troppo tempo, l’idea di dovermene sorbire un altro mi fa venire il voltastomaco.

by Colas

SABATO AQUILANO

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L’edicola in piazza @thefrenchbo

Tra la gente, durante la passeggiata del sabato mattina nel centro storico de L’Aquila. Le frasi che ascolto, come in una vecchia litania, girano attorno alle solite parole. Terremoto. Alluvioni. Case. Alternative.

Palco in Piazza Duomo @thefrenchbo

Il mercato a Piazza Duomo non c’è più, prima del terremoto c’era tutti i giorni. Ascolto però il suono delle campane della Chiesa delle Anime Sante ed ingenuamente chiedo, mentre prendo il caffè in un bar, se le abbiano rimesse a posto. “Quelle sono registrate“, mi risponde qualcuno del posto, “le campane di prima non ci sono più“.

Le bancarelle della festa in Piazza Duomo @thefrenchbo

Esco. Non c’è verso di distrarli, penso. Mi colpisce una frase di un gruppo accanto a me: “La notte del terremoto io c’ero!” Un’altra del gruppo, dall’accento siciliano, commenta: “Io sono sopravvissuta a due terremoti!“. Passeggiano intorno al muro di cinta del Forte Spagnolo (il Castello). Turismo delle macerie. Visioni Spettrali. Che tristezza, penso. Nonostante le cifre sciorinate dagli enti pubblici, va tutto a rilento.

Turismo delle macerie @thefrenchbo

A piazza Duomo stanno allestendo un palco, casse, amplificatori, luci. Iniziano a  montare bancarelle di noccioline e zucchero filato. Un venditore ambulante chiama in causa il buon Gesù, bestemmia a più riprese mentre cerca di riparare la piastra delle crepes. Stasera alla vigila delle elezioni, ci sarà un concerto gratuito, sponsorizzato dal comune dell’Aquila, con il Teatro degli Orrori,  gruppo rock italiano, il cui nome è ispirato  al “Teatro della crudeltà” di Antonin Artaud.

Castello @thefrenchbo

Qualche istante dopo apprendo la notizia delle tre bombole fatte esplodere con un timer davanti l’ Istituto Professionale di Brindisi. Resto muta, mentre sale la rabbia contro l’odio e la crudeltà. Bye Bye L’Aquila. @thefrenchbo

LA SCONFITTA DELLA ZONA FRANCA

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Cialente al termine del comizio di chiusura ieri sera a L’Aquila @thefrenchbo

La diatriba tra Regione Abruzzo e il Comune aquilano per la gestione dei contributi europei disponibili per lo sviluppo economico e il risanamento dell’Aquila, si è conclusa con il ritiro della notifica sulla zona Franca Urbana avanzata dal governo Monti all’Unione Europea. Ritiro che ha suscitato numerose polemiche alla vigilia della campagna elettorale, perché la richiesta era stata inoltrata e fortemente voluta da Gianni Chiodi (PdL), Governatore dalla Regione Abruzzo, dunque una sconfitta dal “sapore” politico che si è ripercossa anche sul candidato di destra De Matteis. In contrapposizione a tutto questo c’è la richiesta alla Comunità Europea dell’ex-sindaco Cialente, di finanziamenti chiamati De minimis, che invece continueranno il loro percorso soprattutto se verrà rieletto

Tuttavia, la presenza di 700 candidati, 22 liste civiche, durante il primo turno delle elezioni, ha mostrato il disagio, la frammentazione sociale e la sfiducia nei confronti delle istituzioni politiche e amministrative.

Sede elettorale di Giorgio De Matteis @thefrenchbo

Domani, domenica 20 maggio si voterà ancora nel capoluogo abruzzese. Il ballottaggio è tra due concorrenti, entrambi con un passato professionale da medici: il sindaco uscente Massimo Cialente, , candidato PD, che raccoglie i voti del centro sinistra e Giorgio de Matteis, vice presidente del consiglio regionale, candidato di centro destra, del movimento L’Aquila Citta Aperta .

Ieri sera durante il comizio di chiusura, l’ex sindaco Massimo Cialente, ha ringraziato i suoi sostenitori, circa un centinaio, presenti a Piazza Duomo, con promesse e speranze. Grandi progetti per i prossimi cinque anni: L’Aquila Smart City, riportare allo splendore il centro storico, occuparsi delle periferie, dei piccoli comuni dell’entroterra, sviluppare il turismo, l’economia locale e i progetti eco-sostenibili.

Le idee non mancano, i soldi ci sono, vedremo come sono andate le cose fra cinque anni!  @thefrenchbo

TRA LA ZONA ROSSA E LA CHIESA DELLE ANIME SANTE

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La zona rossa by @thefrenchbo

La zona rossa a L’Aquila, un cunicolo di vie, piazzette e viuzze, transennate è ancora lì.

La zona rossa by @thefrenchbo

Accesso al centro storico sorvegliato by @thefrenchbo

Se riesci ad accedere, anche solo per pochi metri eludendo la sorveglianza delle jeep militari, ti rendi immediatamente conto che c’è ancora molto da fare. Rispetto al 2010 c’è una parvenza di ordine, meno cumuli di  macerie, meno silenzio inquietante nei vicoli.

Passaggio in corso Federico II by @thefrenchbo

Le botteghe, i negozi, il cinema, i locali del vecchio centro storico sono ancora picchettati, pericolanti e disabitati, la desolazione è interrotta dalla presenza  di uomini issati su elevatori, operai con le scale in spalla e dal rumore delle macchine per l’edilizia. Nonostante l’ora tarda del pomeriggio, il centro storico è un cantiere in movimento.

Chiesa delle anime Sante by @thefrenchbo

Piazza Duomo, by @thefrenchbo

A piazza Duomo accanto alla Chiesa delle Anime Sante, stanno allestendo il palco per il comizio di Massimo Cialente, il sindaco uscente della città.

L’orologio fermo by @thefrenchbo

Certo, impressiona ancora  l’orologio sotto i portici della piazza fermo alle tre meno un quarto. Il sisma di magnitudo 6,3 del 6 aprile 2009 c’è stato invece alle 3,32, probabilmente era mal regolato.

manifesto by @thefrenchbo

Un manifesto ricorda i 309 morti del terremoto, più di 1600 i feriti, 65.000 gli sfollati.

vicolo by @thefrenchbo

L’eccesso di burocrazia ha rallentato il processo di ricostruzione. I troppi regolamenti hanno generato complicazioni, ritardi sul recupero degli immobili a rischio fuori e dentro il centro storico della città. Per non parlare poi dei contributi e finanziamenti erogati a singhiozzo.  @thefrenchbo

La vecchia gelateria by @thefrenchbo

Questi sono alcuni dati ufficiali del comune de L’Aquila che si riferiscono al processo di ricostruzione, aggiornati ad aprile 2012.

“Gli uffici comunali hanno concesso 12.355 contributi definitivi a fronte delle 18.562 richieste pervenute a Fintecna (edifici B, C ed E). Due terzi delle domande sono state accolte in tre anni. Il 66,5%, mentre la ricostruzione in Umbria e Marche, a 15 anni dal sisma, si attesta al 50% e in Molise, a 10 anni dalla calamità, è al di sotto di quella percentuale”.

macerie in piazza by @thefrenchbo

“Fintecna ha dato 14.647 pareri favorevoli sulle richieste di contributo per la ricostruzione; la Municipalità, come detto, ha dato il via libera a 12.355 pratiche, cioè l’84,35% delle richieste che materialmente poteva esaminare. Senza considerare che 1.310 pratiche non possono essere esaminate dagli uffici perché si tratta di condomini in cui non è ancora terminata l’istruttoria”.

colori by @thefrenchbo

colori by @thefrenchbo

L’AQUILA TORNERÀ A VOLARE

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by @thefrenchbo

L’Aquila risorgerà! Era una città confusa, arrabbiata, nella precarietà e nella sospensione che il destino aveva scelto di affibbiarle dopo il terremoto del 2009. Dopo l’ultima volta che ci sono stata, era il 2010, ho visto meno gru che svettano a vista, più costruzioni, più attività commerciali, insomma più vita rispetto all’abbandono che traspariva allora. Fra due giorni ci sarà il ballottaggio per le amministrative, per l’elezione del sindaco, importante per questa città che ha bisogno di essere sostenuta ancora e a lungo prima di riprendere a volare!  @thefrenchbo

Scritto da colas

18 maggio 2012 alle 16:32

QUELLI CHE…

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Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, foto scattata a Palermo da Tony Gentile nel marzo del 1992

In Italia ci sono quelli che con la mafia hanno stipulato un patto di Stato e, ancora in giro nella politica, sono tuttora impuniti.
In Italia ci sono quelli che i mafiosi li hanno pagati e se li sono portati in casa camuffati da stallieri in cambio di “protezione”.
In Italia ci sono quelli che alla mafia continuano a pagare il pizzo, che con i voti della mafia governano regioni e città, che con la mafia fanno affari.
In Italia ci sono quelli che la mafia l’hanno combattuta e ancora la combattono. Molti di loro sono morti.
In Italia c’erano Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e “Nini” Cassarà, abbandonati nella palude, lasciati da soli a combattere. Accadeva 20 anni fa.

ALFANO: “ABBIAMO PERSO!” – B.: “ABBIAMO PERSO? MA QUANDO MAI!”

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Abbiamo perso“, commenta a caldo Angelino Alfano.

Non sono di questo avviso - lo “corregge” subito B. - . Ora che c’è il festival dell’antipolitica pensavo ci fosse un’affluenza più bassa e più penalizzante per noi. I risultati sono andati al di là delle aspettative. Abbiamo avuto quattro o cinque città al primo turno come il Pd, così mi hanno detto, e siamo in ballottaggio in altri 13 Comuni. Siamo andati come pensavamo. Ora dobbiamo lavorare ad una grande confederazione di tutti i moderati, di tutti quelli che non si riconoscono nella sinistra. Se restiamo uniti possiamo anche vincere le prossime elezioni“.

E il povero Alfano deve cambiare versione: ”Non è stata una catastrofe. Basta vertici ABC (gli incontri Alfano, Casini e Bersani): non servono a nulla! “, dice senza riuscire a nascondere l’amarezza.

Lo stile non è acqua! B. non si smentisce mai. Abbiamo perso? Non mi risulta! E manda una “velina” ad Angelino. Ora è il tempo dell’antipolitica. Ma passerà presto (per ottobre dovrebbe essere tutto a posto). E’ colpi mia? Ma quando mai! Colpa di Grillo, colpa del nostro appoggio a Monti, colpa della controinformazione “comunista”. Vedrete – lascia intendere B. – tornerò presto. Giusto il tempo di di fare bisboccia con Putin e “ghe pensi mi”. “Roma rinascerà più bella e più superba che pria…”.

Nerone: Stupidi… Ignobile plebaja! Così ricompensate i sacrifici fatti per voi? Ritiratevi, dimostratevi uomini e domani Roma rinascerà più bella e più superba che pria…
Voce: Bravo!
Nerone: Grazie. (rivolgendosi a Egloge e a Poppea) E’ piaciuta questa parola… pria… Il popolo quando sente delle parole difficili si affeziona… Ora gliela ridico… Più bella e più superba che pria.
Voce: Bravo!
Nerone: (sempre più affrettatamente, quasi cercando di sorprendere il popolo) Più bella e più superba che pria…
Voce: Bravo!
Nerone: Più bella… grazie!
Voce: Bravo!
Nerone: …Zie.
Voce: Bravo!
Nerone (facendo il gesto di dire la parola pria, senza però dirla)
Voce: Bravo!
Nerone: Bravo!
Voce: Grazie!
Nerone: Lo vedi all’urtimo come è il popolo? Quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai gnente, sei sempre bravo!

Se non fosse un dramma (la situazione di crisi che stiamo vivendo), ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate!

VOTA ANTONIO

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Scritto da colas

6 maggio 2012 alle 11:46

IL CANDIDATO CHE PARLAVA DA SOLO

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Scritto da colas

6 maggio 2012 alle 11:35

TORRE ANNUNZIATA: QUEL CHE RESTA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

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Scritto da colas

6 maggio 2012 alle 11:30

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