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Appunti brevi (ma anche meno brevi) di politica & altro

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MINETTI: “SEI TREMENDO… NON MI VERGOGNO!”

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“C’È LA ZOCCOLA, C’È LA SUDAMERICANS CHE NON PARLA ITALIANO E VIENE DALLA FAVELAS, C’È QUELLA UN PO’ PIÙ SERIA, C’È QUELLA VIA DI MEZZO TIPO BARBARA FAGGIOLI E POI CI SONO IO CHE FACCIO QUELLO CHE FACCIO”

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“C’è la zoccola, c’è la sudamericans che non parla italiano e viene dalla favelas, c’è quella un po’ più seria, c’è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quello che faccio”. Vabbé lo avevamo già letto… ma sentirlo dalla “viva voce” è tutta un’altra cosa! Ha proprio ragione Crozza: se gli italiani non fossero pecoroni…

BERLUSQUE BURLESQUE

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Scritto da colas

24 aprile 2012 alle 16:38

BERLUSQUE

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Scritto da colas

21 aprile 2012 alle 10:19

IL GRANDE INCASSATORE

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B.

L’Iva sale dell’1%, i prezzi anche del 7%. Altri arricchimenti “facili” sono in arrivo. Speculatori e profittatori già sfregano le mani soddisfatti dell’ennesimo regalo di questo Governo da operetta. Intanto gli italiani “poveri” crescono di numero e stentano a sopravvivere. B., oltre a preoccuparsi finanziariamente della famiglia di Gianpi (la signora, poverina, non si può mica vendere le borse di Gucci e di Hermes che si è comprata negli ultimi anni!), spinge il suo partito ad approvare la “legge bavaglio”, litiga con Tremonti e Bossi sulla successione a Draghi e “incassa” senza troppi danni l’uno due di Confindustria e CEI. Ferrara difende Lavitola paragonandolo ad un “vitellone”. Una deputata del PdL chiama in causa Casanova (non mi risulta che il grande libertino veneziano avesse attorno procacciatori di “carne fresca”). Letta dice che son giorni difficili e Veltroni, che sembra appena sbarcato da Marte, invita il premier a fare un passo indietro. A volte mi sembra di essere rimasto prigioniero di un brutto sogno, invece, purtroppo, si tratta di un vero incubo.

Scritto da colas

30 settembre 2011 alle 09:38

“NON CI STA UNA PERSONA AL MONDO CHE NON PENSA CHE SIANO PUTTANE”

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Brogliaccio delle telefonata tra Tarantini e Lavitola riportato nell’ordinanza del gip. Stanno parlando della consapevolezza o meno del presidente del consiglio di aver fatto sesso con delle “puttane”.

“(…) Gianpaolo lo interrompe dicendo: “NO, LUI DICE CHE SI EVINCE CHIARAMENTE CHE C’E’ IL REATO DI FAVOREGGIAMENTO” Valter dice: “da parte tua”, Gianpaolo conferma e prosegue dicendo: “PERO’ POI IO GLI CONFERMO CHE QUELLO…PERCHE’ FAVOREGGIAMENTO VUOL DIRE CHE TU FAVORISCI UNA PROFESSIONE CHE E’ LA PROSTITUZIONE, QUINDI IO GLI CONFERMO CHE QUELLE PUTTANE CHE ANDAVANO LI, PURE AD ARCORE, ERANO…” Valter ribatte: “MA LUI NON LO SAPEVA! HAI CAPITO? DALLE INTERCETTAZIONI EMERGE IL REGALO, NON IL REGALO…NON EMERGE MAI CHE TU GLI DICI: ‘DAMMI 2.000 EURO CHE GLIELI DO A QUELLA SENNO’ NON SCOPA’”.

Ma Gianpaolo ribatte: “SI, IN ALCUNE SI. MI CHIAMANO LORO. DICO: IO NON VADO SE NON TU NON MI DAI SOLDI” Valter dice: “ma loro a te ti chiamano, no tu a lui” Gianpaolo conferma dicendo: “no, a me, a me” quindi Valter dice: “E ALLORA, LUI CHE NE SA” Gianpaolo riprende dicendo: “SUL FATTO CHE LUI NON LO SAPEVA, SI. PERO’ SICCOME ALCUNE SONO COINVOLTE A MILANO, CONFERMANO IL FATTO CHE ERANO PUTTANE” e Valter riprende affermando: “MA L’HO CAPITO GIANPAOLO! MA CHE ERANO PUTTANE, ORAMAI…ANZITUTTO NON E’ REATO E SECONDA COSA L’HANNO CAPITO TUTTO IL MONDO CHE SONO PUTTANE, NON CI STA UNA PERSONA AL MONDO CHE NON PENSA CHE SIANO PUTTANE”.

RICATTATO!

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B.

Se le accuse a Giampi Tarantini, ad Angela Devenuto (la consorte dell’imprenditore barese), e a Valter Lavitola si riveleranno fondate, allora avremo la “prova” che il Presidente del Consiglio è stato ricattato. Non che ce ne fosse bisogno, lo immaginavamo da tempo che S. B. fosse circondato da personaggi senza scrupoli, preoccupati solo di approfittare di ogni situazione per riempirsi le tasche di euro, o di chissà cos’altro. Quindi anche capaci di ricattare.

Dobbiamo tenere sulla corda il presidente Berlusconi fino a metterlo con le spalle al muro“. E ancora: “Dobbiamo metterlo in ginocchio“, “andargli addosso“, “tenerlo sotto pressione“. Queste alcune delle frasi contenute nelle conversazioni intercettate tra Tarantini e Lavitola. Frasi inequivocabili. Così 500mila euro sono transitati dai conti di B. a quelli di Tarantini e quindi a quelli di Lavitola. Anzi, pare che Lavitola si sia preso per il disturbo 400mila euro (ovviamente già spariti all’estero).

Di fronte a questa situazione è legittimo chiedersi: “Quante altre volte è stato ricattato B.?”; “Da chi è stato ricattato?”; e soprattutto: “Può un Presidente del Consiglio ricattabile restare in carica?”

La risposta è evidente: “No!”. Provate ad immaginare che potrebbe accadere se il ricatto venisse messo in atto non da quattro imbroglioni da strapazzo quali sembrano essere Tarantini e Lavitola, ma da intermediari senza scrupoli di gruppi affaristici, o peggio da un “paese straniero”? Decisioni cruciali per il nostro futuro e per quello dei nostri alleati potrebbero essere influenzate in modo decisivo, con conseguenze drammatiche.

B. deve dimettersi! Non c’è un’altra soluzione.

by COLAS

Scritto da colas

1 settembre 2011 alle 12:53

IL MASSONE DI ANIENE

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Scritto da colas

12 giugno 2011 alle 22:19

“HA RAGIONE VERONICA, È MALATO. PERCHÉ UNO NORMALE NON FA ‘STE ROBE QUI”.

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Il 7 aprile, alle 19.33, Flavio Briatore e Daniela Santanché affrontano vari argomenti e cominciano dall´economia.

S: «Ieri sono andata da Geronzi. Questo casino che è successo, Della Valle contro Montezemolo».

B: «C´è anche Tremonti, che gli ha dato una mano. Come azionista Generali, Geronzi voleva fare un po´ il politico, il papà della cupola, no?».

S: «Geronzi mica finisce così. E mica questi penseranno che lui sta lì, senza colpo ferire».

B. «No, no, ma ha 75 anni».

S: «Bollorè è con lui. E non credo che Bollorè molli Geronzi».

B: «Non fidarti mai dei francesi. Quando c´è bisogno, non ci sono mai (…) Insomma Tremonti ha dato la spallatina finale, eh?».

S: «Senza i suoi tre voti non era così».

B: «A mio feeling, Geronzi non rientra in Mediobanca».

S: «Ma vuol dire che perde Berlusconi. Il vicepresidente di Mediobanca si chiama Marina Berlusconi».

B: «Dani, io ti dico un´altra roba. Se il presidente continua a fare che cosa fa…».

S: «Ah, non dirmi niente!».

B: «Siamo nelle mani di Dio qui, eh? Perché ieri sera, l´altra sera, ho saputo che c´era stata un´altra grande festa lì, eh?».

S: «Ma tu pensa!? E che cazzo dobbiamo fare!?».

B: «Ha ragione Veronica, è malato. Perché uno normale non fa ‘ste robe qui. Adesso Lele, che gli continua a portare, a organizzare questo, è persino in imbarazzo lui! E dice: “Ma io che cazzo devo fare?”».

S: «Va beh, ma allora qua crolla tutto».

B: «Daniela, qui parliamo di problemi veramente seri di un Paese che deve essere riformato. Se io fossi al suo posto non dormirei di notte. Ma non per le troie. Non dormirei per la situazione che c´è in Italia».

S: «E con il clima che c´è, uno lo prende di qua, l´altro che scappa di lì».

B: «Brava, il problema è che poi la gente comincia veramente a tirar le monete».

S: «Stanno già tirando», e insultano pure.

Ma tutto sommato a Santanché non va malissimo, spiega all´amico come sta acquistando peso e prestigio:

S: «E Berlusconi ha fatto fare a me l´accordo. Ho fatto l´accordo con Masi, e quindi tra il 7 e il 9 aprile viene nominata Lei, perché sai, una mia carissima amica… ».

B: «Bene, meglio avere qualche amico in più».

S: «In un mondo… ».

B: «Di merda, guarda!».

“TUTTO COME PRIMA, NON È CAMBIATO UN CAZZO. STESSI ATTORI (…) STESSO FILM, PROIETTATO IN UN CINEMA DIVERSO (…)”

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Sono le 14.53 del 3 aprile, Briatore e Santanché discutono del prossimo sindaco di Cuneo, poi Briatore sbotta:

B: «Sai chi è venuto a trovarmi a Montecarlo? Lele Mora. Non bene di salute, e mi ha detto: “Tutto continua come se nulla fosse”».

S: «Roba da pazzi!».

B: «Non più lì (ad Arcore), ma nell´altra villa (Villa Gernetto, a Lesmo nei pressi di Monza, di proprietà del premier). Tutto come prima, non è cambiato un cazzo. Stessi attori (…) stesso film, proiettato in un cinema diverso (…). Come prima, più di prima. Stesso gruppo, qualche new entry, ma la base del film è uguale, il nocciolo duro, “Cento vetrine”».

S: «Ma ti rendi conto? E che cosa si può fare?».

B: «Lele è stato da me due ore, mi fa pena. Dice. “Fla, mi hanno messo in mezzo. E sono talmente nella merda che l´unico che mi può aiutare è lui (Berlusconi), sia con la televisione, sia con tutto. Faccio quello che mi dicono, faccio quello che mi chiedono”. E poi quella roba di Fede! È indecente».

B: «(Fede) non ha più parlato con il Presidente», è stato tenuto in quarantena e «sembra che abbia comprato delle case alla Zardo (Manuela Zardo, presentatrice tv, amica di Fede, già coinvolta in un´inchiesta passata sulla prostituzione, presentatrice al concorso di bellezza di Sant´Alessio Siculo, dove tra le concorrenti apparve «Ruby Eyek, egiziana, sedici anni», e cioè Ruby Rubacuori) con tutti ‘sti soldi. Ma pensa che deficiente (…) Mora era in estrema difficoltà e Fede gli ha preso il cinquanta per cento dei soldi (del prestito che l´agente in crisi economica aveva ottenuto da Berlusconi)».

S: «Madonna mia!»

B: «E poi (Fede) è andato a dire al presidente: “Erano i soldi che gli ho prestato”. Invece non è vero, figlio di puttana”».

S: «Che gentaglia».

Scritto da colas

11 giugno 2011 alle 21:40

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