CELENTANO, BELEN E TWITTER… OVVERO: ECCO SANREMO!
Qualche lettore del blog ci ha scritto in privato chiedendoci: “Ma perché non parlate di Sanremo?”. “Cosa c’è da dire su Sanremo?”, abbiamo risposto. “Celentano, Belen, Occupy Ariston e poi Twitter. Sì perché su Twitter non si parla d’altro che di Sanremo, dei vestiti dei concorrenti, dei brani musicali, delle prime esclusioni…”, ci hanno suggerito. Così siamo andati a leggerci il testo del sermone recitato dall’ex molleggiato, a vedere le foto scosciate di Belen, ad ascoltare qualche canzone e a scorrere un po’ di cinguettii su Twitter. L’ultima è quasi un’impresa disperata perché ormai sono decine di migliaia ed è impossibile raccapezzarcisi. Comunque: “Ecco Sanremo!”
Celentano ha parlato del paradiso e se l’è presa con Famiglia Cristiana e con l’Avvenire perché di paradiso ne masticano poco! La verità è che Celentano ha capito da tempo di non essere più il ragazzo della via Gluck e i ragazzi quando invecchiano cominciano a temere la morte. Se riflettere sul paradiso è il suo modo di venirne fuori, di superarne la paura è un problema suo. Caso mai dovremmo chiederci perché partecipare a cotante elaborazioni senili e, soprattutto, perché la RAI lo ha pagato con i nostri soldi. Direte: “Ma è un professionista e poi devolverà il compenso in beneficenza“. Sì va bene! Ma vi siete mai chiesti quanto incasserà solo di SIAE con gli ascolti record della prima serata di Sanremo? Fatelo! Vi anticipo che è una cifra da capogiro!
Le polemiche? In questo Paese polemizzare è un vizio antico! “Lei”, “Lui”, gli altri, un gara tra somari al “raglio” più forte. Chi se ne frega delle polemiche! Non ci abbiamo trovato nulla di interessante!
Belen ha un bel tatuaggio sull’inguine, anche se la seconda serata del Festival l’hanno visto in pochi. Lo sguardo è andato altrove! Dalle foto non si capisce se aveva le mutandine oppure no! Ma il testosterone italico è comunque schizzato alle stelle! L’Annunziata ha colto la palla, pardon, lo spacco al balzo e si è detta scandalizzata non tanto per la fugace visione, ma perché Belen l’avrebbe fatta vedere in una “fascia protetta”. Solerti blogger hanno riempito la rete di ingrandimenti maniacali del particolare… che poi è niente più di una vaga macchiolina scura e ancora altre polemiche e tante chiacchiere inutili.
Twitter in “italiano” (inteso come lingua) è lo specchio del Paese! Naturalmente con alcune straordinarie eccezioni! Dire di non stare davanti la televisione a guardare il Festival è cool (isomma fa figo), però commentarlo è trendy. Allora accade che nessuno ammette di aver passato cinque serate seduto a lurkare Sanremo, però tutti a scriverne su Twitter. D’altra parte oggi come oggi “cinguettare” va di moda tra i “riciclati” in cerca di un’altra chance. E sì che all’inizio ci aveva fatto venire in mente gli anni ’60, quando le famiglie si riunivano per vedere Sanremo attorno ai pochi televisori disponibili… e ci era piaciuto! Abbiamo avuto l’impressione di tanta gente che tweetta ossessivamente senza leggere gli altri (consigliamo il neologismo “twittarsi addosso” per la prossima edizione del Devoto Oli) , o di commentare solo i tweet di quelli che “contano”, con il fine evidente di farsi notare. “Ma se dite che è #insopportabile, perché continuate a guardarlo?“, abbiamo cinguettato. Nessuna risposta! Poi abbiamo avuto la sensazione di perdere tempo ed abbiamo smesso di leggere le soavi banalità dedicate al Festival.
Per fortuna Twitter è un’altra cosa.
Occupy Ariston? “Ma mi faccia il piacere!“, avrebbe sbottato il signore della pernacchia e si sarebbe allontanato alzando le spalle. Citando invece Jacovitti, Occupy Ariston merita di diritto un: “Raglia, raglia giovane Italia“.
Poi ci sono gli esclusi della gara canora! La verità è che non tutti possono permettersi di affittare un paio di Call Center…
E le canzoni? Stendiamo un velo pietoso…


Come l’avrebbe raccontata il Catenacci di altogradimentiana memoria:
Pare proprio che il nostro divino sia in odore di santità. Tal Girolamo Cipelletti da Agrate Brianza, si era recato a Sanremo per vedere da vicino il suo idolo. Dopo i sermoni era rimasto folgorato dalle parole del novello vate, e soffrendo di una cataratta nell’occhio destro, gli era parsa cosa buona e ragionevole fargli una supplica per riacquistare la vista. All’uscita del salone delle feste riuscì ad afferrarlo per un braccio econ voce rotta dall’emozione gridò “Adrià, tu che puoi tutto ridammi la vista!”. Il molleggiato lo guardò fisso negli occhi per un quarto d’ora, poi lo toccò sulla testa e senza proferire alcuna parola si accomiatò.
La gente intorno si era commossa alla scena e qualcuno cominciava a gridare “Miracolo, Miracolo”.
A quel punto il Cipelletti si fece largo tra la folla e urlò “Ma miracolo un c…o, adesso ho la cataratta anche all’occhio sinistro!”.
Che gente ingrata che c’è a ‘sto mondo, aha aha..
kicojocojo
22 febbraio 2012 alle 00:57
grande “Catenacci”! umorismo amaro… grazie kicojocojo
colas
22 febbraio 2012 alle 11:46