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Appunti brevi (ma anche meno brevi) di politica & altro

IL PROFESSORE, LA LEGA E L’ART. 18

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Per decenni in Italia si è pensato a difendere solo agli interessi dei singoli gruppi“. L’ha detto Mario Monti durante un intervista con Lucia Annunziata. Un paio d’ore prima Umberto Bossi aveva inveito all’indirizzo del presidente del Consiglio e chiesto al suo alleato di sempre di “staccare la spina”. Non è certo una novità! Le volgarità del leader della Lega è divenuta proverbiale e non meravigliano più nessuno. Un po’ come le battute ironiche di Monti sono divenute un must del dibattito politico. A Bossi il “professore” ha risposto richiamandosi ai principi fondativi del movimento leghista. Quei principi chiedevano una modernizzazione del Paese e lui pensa di essersi incamminato proprio per quella strada.

Si avverte la distanza abissale tra il pacato ragionare del presidente del Consiglio e la politica degenerata e inconcludente. Sulla Lega, sullo scontro interno tra il “cerchio magico” e l’armata branconiana, sulla necessità di alzare i toni senza tuttavia spezzare il “legame” ombelicale con B. e la sua masnada di filibustieri, si potrebbe disquisire a lungo. Resta da capire se il farsesco tentativo di prendere le distanze dal PdL e la faida nei confronti di Maroni lasceranno qualche segno nell’elettorato leghista, o se – a parte il fisiologico ridimensionamento di un partito che ha a lungo governato – tutto resterà come prima. La disperazione negli occhi del senatur, malamente mascherata dalle sue rauche volgarità, fa presagire tempi duri per i sogni indipendentisti padani, ma anche per il “cerchio” di ossequiosi buffoni stretti come sanguisughe sulla pelle del “capo”. E le trote, per fortuna, sono tornate a nuotare nei rigagnoli casalinghi!

Resta il fatto che Bossi e Maroni, oggi di nuovo “insieme”, hanno riempito piazza Duomo a Milano. Pur se supportati da pullman noleggiati, da biglietti ferroviari gratuiti e da buoni benzina, i padani sotto la “madunina” erano tanti! A dire il vero l’intenso sventolio di bandiere non mi ha meravigliato più di tanto. La Lega può ancora contare su una base diffusa, le cui fila vengono tirate ogni giorno da migliaia di amministratori e dirigenti locali. Tra sei mesi si ricompatteranno e, insieme, torneranno ad allearsi con il partito di B.. Solo allora sapremo se l’egoismo padano avrà ancora la capacità di irretire il nord, o se resterà relegato in qualche enclave di nostalgici.

Io sono contrario ai tabù, l’apertura mentale deve essere completa“, ha precisato il presidente del Consiglio a proposito dell’art. 18. Lasciando però intendere che al momento nessuna decisione è stata presa, anche se il Governo non ha rinunciato ad affrontare la questione. “Il costo del lavoro, troppo alto, penalizza le nostre esportazioni manifatturiere“, ha aggiunto Monti. Ma anche in questo caso non sembra avere soluzioni capaci di unire il Paese. Domani ci sarà un lungo incontro con il ministro Fornero! Ma dubito che, a parte il solito coniglio pronto ad eclissarsi al primo acquazzone politico, possa uscire altro dal cappello del Governo. Tuttavia il problema è reale e il nostro capitalismo un po’ d’antan, difficilmente riuscirà a rimettersi in carreggiata senza assistenza. Che fare? Più lavoro per i giovani, senza però penalizzare chi un lavoro ce l’ha! Un fondo salva aziende finalizzato alla conversione e all’innovazione dei processi produttivi. Una maggiore facilità per chi vuole intraprendere, o ristrutturare, ad ottenere credito agevolato da parte delle banche. Un accordo “vero” con i sindacati per avviare – là dove necessario – contratti di solidarietà. Insomma, occorrono provvedimenti capaci di unire il mondo del lavoro e, al contempo, di motivare gli imprenditori a svecchiare il loro modo di produrre.

Non vogliamo creare situazioni nelle quali la foga a privatizzare non solo danneggia i consumatori, ma favorisce gli interessi stranieri“. Mario Monti ha voluto precisare di non essere un “liberalizzatore” a tutti i costi. Meglio così, perché il rischio vero è quello di un banchetto dove i “nostri” gioielli finiscono chissà dove.

Scritto da colas

22 gennaio 2012 a 15:12

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