vitaliquida

Appunti brevi (ma anche meno brevi) di politica & altro

GHEDDAFI DINASTY. NELLE MANI DEI FIGLI IMPORTANTI PARTECIPAZIONI NEI SETTORI DEL PETROLIO E DEL GAS, NELLE TELECOMUNICAZIONI, NELLE INFRASTRUTTURE, NEGLI ALBERGHI, NEI MEDIA E NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE…

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SEIF AL ARAB GHEDDAFI

Cachet milionari per serate d’autore, miliardi in fondi pubblici usati per assoldare milizie private, fiumi di denaro incassati da ogni parte dell’economia, e sullo sfondo una lotta fratricida per il controllo del potere. È questa la dinastia dei Gheddafi, secondo quanto emerge da cablogrammi di Wikileaks che offrono un ritratto nitido e drammatico delle abitudini dei rampolli del raiss, tra spese folli, nepotismo rampante e rivalità spregiudicate per la successione.

Nei primi giorni del 2009, alcuni giornali occidentali pubblicarono la notizia secondo cui Seif al-Islam, uno dei figli del leader di Tripoli, lo «spendaccione», come viene definito dai fratelli, aveva staccato un assegno da un milione di dollari per assicurarsi la presenza della cantante Mariah Carey a una festa di Capodanno nell’isola caraibica di St. Barts: quattro brani della pop star americana in mezz’ora. Seif non solo ha sempre negato ogni addebito dalle pagine del giornale di famiglia, ma si è spinto oltre accusando il fratello Muatassim, il responsabile designato dal padre per la sicurezza nazionale.

SAADI GHEDDAFI

Nulla di più facile, del resto i cablogrammi della diplomazia americana spiegano che anche Muatassim non era certo noto per essere uno attento alle spese. Era stato lui due anni prima a chiedere al presidente dell’azienda petrolifera nazionale fondi per 1,2 miliardi di dollari con i quali avrebbe creato una propria milizia di fedelissimi che vigilasse sulla sua incolumità. Ma da chi si doveva difendere Muatassim? Secondo alcune fonti diplomatiche il capriccio della milizia nasce dalla sfida tutta personale con un altro fratello, Khamis, comandante delle forze speciali libiche – i pretoriani di Gheddafi.

MUTASSIM GHEDDAFI

Ma per altri, Muatassim qualche pericolo lo correva e proprio all’interno delle mura domestiche. Secondo Wikileaks i figli del colonnello ad un certo punto sono arrivati ai coltelli. Un dispaccio del marzo 2009 spiega che ci sarebbero «guerre intestine» tra i rampolli Gheddafi, maschi e femmine, provocate soprattutto dall’attivismo sulla scena pubblica del secondogenito Seif. «Una serie di eventi suggerisce che la tensione tra i vari figli di Gheddafi è aumentata a partire dalla scorsa estate», riporta un cablo datato marzo 2009.

KHAMIS GHEDDAFI

Ma cosa si contendono i figli di Gheddafi? Potere e fiumi di denaro provenienti da ogni settore dell’economia. Con il titolo «Gheddafi Incorporated», diplomatici dell’ambasciata degli Stati Uniti a Tripoli affermano che il colonnello e la sua famiglia controllano una parte considerevole dell’economia nazionale e posseggono importanti partecipazioni nei settori del petrolio e del gas, nelle telecomunicazioni, nelle infrastrutture, negli alberghi, nei media e nella grande distribuzione.

HANNIBAL GHEDDAFI

In un dispaccio del 2006, i diplomatici americani in Libia spiegano che i figli di Gheddafi ricevono regolarmente redditi dalla società petrolifera nazionale, le cui esportazioni annuali ammontano a decine di miliardi di dollari. Ma non è tutto perché è in corso una battaglia a tre fra Mohammed, Muatassim e Saadi per il controllo della produzione locale della Coca-Cola, una vicenda oscura e intricata su cui neppure diplomatici e uomini d’affari locali sono riusciti a fare chiarezza.

Francesco Semprini per “La Stampa

Scritto da colas

24 febbraio 2011 a 14:08

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