Archivio per gennaio 2011
PERCHÈ B. E I “SUOI” RIPETONO SEMPRE LE STESSE COSE?
In questi giorni coloro che difendono Berlusconi sui media si ripetono più del solito. C’è un piccolo elenco di argomenti a favore del premier che vengono ripetuti ossessivamente:
- Berlusconi è vittima di una persecuzione da parte della magistratura;
- i media mentono e fanno solo gossip (su di lui come su tutti: non a caso si sollevano scandali anche su Gianfranco Fini e Ilda Boccassini);
- lo stile di vita privato di Berlusconi non c’entra con le sue capacità politiche;
- le intercettazioni sono una violazione della privacy che «potrebbe capitare anche a voi»;
- la presunzione di innocenza va rispettata, per lui come per tutti, fino a che non ci sarà una sentenza in tribunale.
Non occorre entrare nel merito dei vari punti (né completare l’elenco se ho dimenticato qualcosa): è il semplice fatto di ripeterli a renderli sempre più forti. Sempre più veri.
Che ripetere un argomento serva ad aumentarne la credibilità può sembrare banale, ma molti studi psicologici lo dicono da anni: le persone credono di più a ciò che hanno già sentito ripetere più volte (vedi per esempio questo articolo del 1992 su «The Journal of Experimental Psycology»).
Alcuni studi hanno addirittura verificato quante volte un messaggio debba essere ripetuto per ottenere la massima credibilità: non troppe – pare fra le 3 e le 5 – perché altrimenti si corre il rischio di ottenere l’effetto contrario (vedi The Illusion of Truth, ringrazio Paolo Leonardi per avermelo segnalato).
Dopo un po’, insomma, occorre fare variazioni sul tema. Nel nostro caso, ad esempio, basta mandare nei talk show persone diverse (oggi Gelmini, domani Santanché o Bernini, vedi Donne che difendono Berlusconi), o far scrivere su testate diverse da giornalisti diversi la stessa cosa.
Ecco perché – fra l’altro – non è furbo che i leader dell’opposizioneripetano gli stessi argomenti che vogliono combattere: non fanno che rinforzarli.
Nello stesso talk show, poi, vince – ancora! – la persona che ripete: secondo questo studio pubblicato nel 2007 sul «Journal of Personality and Social Psychology», le persone credono di più a chi, in un gruppo, ripete più volte la sua opinione, rispetto a chi la dice una sola volta. Il ripetitore sembra più sicuro di sé e perciò più convincente; inoltre, alla fine, molti penseranno che la sua opinione rappresenti l’intero gruppo.
Tutto ciò per fortuna è vero solo per destinatari distratti e frettolosi: se un interlocutore è attento e si prende tempo per ragionare, un argomento debole non riesce a convincerlo neppure se ripetuto. Il che è abbastanza intuitivo, oltre che dimostrato sperimentalmente (vedi Moons et al. 2009).
Ma quanti guardano la tv in modo attento? E quanti argomenti in difesa di Berlusconi sono davvero deboli? La presunzione di innocenza, per esempio, è un argomento forte. E come non essere d’accordo sul fatto che anche i giornali più seri puntino ogni giorno sul gossip per aumentare le vendite?
di Giovanna Cosenza per DISAMBIGUANDO
“PAPI VIENE SABATO”
Alcuni paesi del Mediterraneo sono attraversati in questi giorni da rivolte tragiche e violente e dai risvolti imprevedibili, che potrebbero innescare una situazione di alta tensione in un’area dove tutto è precario, dove la tregua tra i contendenti è appesa ad un esile filo, eppure il nostro Ministro degli Esteri ha sentito la necessità di andare a riferire al Parlamento sui contenuti di una lettera ricevuta dal primo ministro di un’isoletta caraibica nota soprattutto agli evasori fiscali.
Allo stesso modo qualche ora prima che la vicenda di Ruby&co. divenisse di dominio pubblico la consigliere regionale Nicole Minetti, la brasiliana Marystelle Polanco (ex fidanzata del dominicano arrestato e condannato a 8 anni per 12 chili di cocaina) e l’amica Floriana Marincea (starlette in tv de «La Pupa e il Secchione») stavano organizzando per la sera del sabato successivo, 15 gennaio, un nuovo raduno di ragazze per il premier.
MINETTI a POLANCO: Chi non c’è? Spin o Papi? (SPIN è il diminutivo con il quale le ragazze chiamano Giuseppe Spinelli)
POLANCO a MINETTI: Papi viene sabato
MINETTI a MARINCEA: Lui c’è sabato! Dobbiamo andare assolutamente. Tu hai qualche amica carina che possiamo portare?
MARINCEA a MINETTI: Sì, trovo qualcuna (…) Fatto! La mia amica molto affidabile bella figa la conosco da quando aveva 14 anni, lei ne ha 25. Lei studia a Riccione e fa la modella, è una affidabile, sai che io sono molto attenta a queste cose…».
La conversazione – si tratta di sms scambiati tra Polanco, Minetti e Marincea – è del 13 gennaio. Se il giorno dopo non ci fosse stata l’incriminazione del presidente del Consiglio, l’ultima delle molte feste al centro dell’inchiesta della Procura di Milano non sarebbe stata quella del 6 gennaio, descritta fin nei particolari dalla teste T.N., ma quella di sabato 15.
Colpisce l’oscena assiduità con cui tutta questa gente si prodigava a cercare “ragazze per le feste di papi”, incurante di ciò che accadeva nel mondo. Colpisce e indigna che un ministro della Repubblica nel bel mezzo di una crisi dai contorni ancora tutti da capire si affanni a portare una letterina insignificante in Parlamento per colpire un “nemico” del premier. Colpisce dover prendere atto che – come è accaduto per l’assenza di B., causa affaticamento da festa, ai funerali del parà della Folgore morto in Afghanistan – le “feste” del Presidente del Consiglio avessero la priorità assoluta sugli eventi piccoli o grandi che accadono al di fuori delle mura di Arcore.
Gli ultimi giorni di Pompei? No! Purtroppo solo una lenta agonia…
by COLAS
Per la Procura di Roma le carte di Santa Lucia sulla casa di Montecarlo non servono a nulla! Temo che B. non nominerà più Franco Frattini Ministro della Giustizia per meriti sul “campo”…
Si era impegnato in prima persona Franco Frattini. Dovrebbe fare il Ministro degli Esteri, seguire gli sviluppi della profonda crisi che sta investendo alcuni paesi del Mediterraneo e invece si è occupa di Santa Lucia, intrecciando corpose corrispondenze con lo staterello caraibico per andare infine a riferire alle Camere.
Si era impegnato Valter Lavitola, accusato da Italo Bocchino di essere un pataccaro, ma indefesso ricercatore di proprietari monegaschi in giro per il mondo.
Ma ora doccia fredda, anzi freddissima. Per la Procura di Roma le carte di Santa Lucia sulla casa di Montecarlo non servono a nulla. Ovvero trattasi di “fuffa”, OVVERO DI DOCUMENTI CHE NON HANNO ALCUN VALORE PROBATORIO. Tutta la mobilitazione pro-Berlusconi e anti-Fini si è inceppata. E tanti saluti!
by COLAS
ECCO IL MEGLIO DEL BUNGA-GATE
Denaro per ottenere il silenzio di chi minaccia di parlare troppo. Accade a Ruby. Cosmesi dei fatti, testimonianze e ricordi falsificati per eclissare i reati. Accade alle ospiti fisse del «relax» del presidente del Consiglio acquartierate nella Dimora Olgettina, Milano Due. Reati per proteggere le riprovevoli ossessioni di Berlusconi, le assai discusse «scene hard» del presidente, gli «strusciamenti», i toccamenti che decidono chi dovrà restare per la notte e per quanto sarà ricompensata.

RAISSA SKORKINA
Sono assilli, tormenti, manie da kamasutra chimico, che ad Arcore diventano la legge per tutte le partecipanti. È il codice che accetta anche N. T.. Ha appena 21 anni e nemmeno il becco di un quattrino. Va ad Arcore perché Aris, l´amica di un tempo, le ha detto che può tirar su «cinquemila euro in una notte se fa sesso con il presidente». N. entra a Villa san Martino pronta a tutto, ma si smarrisce per timidezza, quando viene travolta dal triste spettacolo del «bunga bunga» («Non sai che cos´è? Ma da dove vieni, tu?») e ritrova se stessa per dignità quando guarda da vicino quel «vecchio».

MIRIAM LODDO
N. è un´eccezione, la mosca bianca perché tutti, tutti, le ragazze certo, ma non solo loro, vogliono arraffare quel che si può: denaro, gioielli, magari una casa, un «prestito infruttifero» o incarichi politici o un seggio in Parlamento, qualcuna con il sorriso e una deliberata sottomissione, qualcun´altra con il piagnisteo, tutte pronte al ricatto. Con il ricatto, soprattutto. Lo covano freddamente, con lucidità. Sono giovani e «Papi è vecchio», dicono, «e se il governo cade e se gli succede qualcosa? Che cosa mi ritrovo io che in qualche mese non ho nemmeno i soldi per fare il pieno di benzina?».
Le carte che il Paese sta leggendo lasciano «il re nudo». Lo spettacolo inquieta. Berlusconi è come sorpreso in piena luce nella sua sbalorditiva vulnerabilità, dimentica di ogni responsabilità pubblica; colto in una sexual compulsivity che nessuno dei suoi prossimi o complici ha né la voglia né la convenienza di contenere. Si scorge il capo del governo muoversi come prigioniero di una coazione all´illegalità.
Frequenta e fa sesso con una prostituta minorenne; manipola le indagini quando scopre che Ruby ha parlato con i pubblici ministeri di Milano; corrompe i testimoni, trucca le testimonianze; si ingegna per liberare una sua amica (Maristella Polanco) da un affare di droga e, spensierato, la consegna poi al prefetto di Milano per farle ottenere la cittadinanza italiana, come se quella giovane donna (30 anni) non avesse per compagno un trafficante di cocaina (ora in galera).

IRIS BERARDI
Il giorno dopo le perquisizioni (14 gennaio) convoca tutte le ragazze, le accoglie ad Arcore con i suoi avvocati. Nelle loro case si troveranno poi alcuni verbali d´indagini difensive che non sono stati presentati. Quasi fossero delle bozze che le ragazze dovevano mandare a memoria. Tutte le ragazze sanno che Ruby ha parlato. Nei loro conciliaboli «quella stronza» ritorna ossessivamente e, incaute, confermano dettagli delle sue rivelazioni: «Lo sai che ha parlato anche di Aida (Yespica)?». Berlusconi sa dai primi giorni di ottobre che Ruby se l´è cantata con i pubblici ministeri in un paio d´interrogatori tra luglio e agosto. Nicole Minetti ne parla con Emilio Fede e il direttore del Tg4 sembra saperla lunga: «C´è da mettersi le mani nei capelli… tre telefoni dell´entourage sono sotto controllo, ma meno male che ho trovato io una strada….»
Lo stato delle cose dovrebbe consigliare al capo del governo prudenza, misura, oculatezza. Se non per custodire il decoro e l´onore del suo incarico, per proteggere se stesso, per tenersi lontano dal gorgo che lo annienterà. Non se ne cura. Gli accadimenti, che – raccontano le carte – vive con apprensione, non lo dissuadono da una esaltazione oppressiva. Corre sempre la stessa corsa, come il criceto sulla sua ruota.
Una telefonata dell´11 gennaio di quest´anno sarebbe sconcertante, se il premier avesse amici attenti al suo destino e non solo yes man e saprofiti. Accade questo. Lo “scandalo Ruby” è esploso da due mesi, il premier è in affanno, i cortigiani gli stanno inventando una fidanzata per rendere credibile la fiction apparecchiata da Alfonso Signorini, e lui che cosa fa? L´uomo che governa il Paese è «presissimo da una nuova». Chi è la new entry? Non si deve immaginare una maschera presentabile. Niente di questo. È un´altra «scappata di casa», proprio come Ruby-Karima: è una replica della pericolosa minorenne “esfiltrata” dalla questura con la concussione dei funzionari di polizia, con la «balla» della «nipote di Mubarak».
«È presissimo». Sono parole di Nicole Minetti, indagata con il premier per induzione alla prostituzione. Dice Nicole alla sua assistente, Clotilde: «Lui è presissimo da quella, è una montenegrina. Sì vabbé, ma è una scappata di casa, io l´ho vista è una zingara, cioè hai presente una zingara?».
Clotilde: «Eh appunto, è il suo tipo no? Non è il suo tipo?».
Nicole: «Sì, sì ma infatti, più è disperata meglio è, per lui».
Clotilde: «Finché non lo metterà nei casini, questa sarà il suo tipo».
Lasciamo perdere i toni razzisti, la rivelazione di Nicole ci dice quanto Silvio Berlusconi menta senza pudore. Le sue parole palesano quanto egli sia ormai un uomo che ha perso il controllo di se stesso. Lo ricordate quando affronta le tv con piglio padronale? «Su quanto avviene a casa mia non devo chiarire niente perché da me entrano solo persone che si comportano bene». Viene da chiedersi: quale gorgo psichico o incivile spudoratezza nasconde quella sua frase?
Ascoltiamo l´ultima testimone, N. T.: «Quella sera eravamo una ventina di ragazze a cena, molte straniere, e c´era il presidente, c´era Emilio Fede e c´era il cantante napoletano Apicella…. Dopo la cena il presidente ha detto «Ora andiamo tutti a ballare in discoteca», ha usato anche il termine Bunga Bunga, ma io non so cosa significhi. (…) Mentre noi ballavamo, il presidente e Emilio Fede erano seduti e guardavano (…) alcune delle ragazze che facevano lo spogliarello e che erano poi nude si avvicinavano al presidente, che gli toccava il seno o le parti intime o il sedere (…) Io non ho avuto il coraggio di fare una cosa del genere perché sono timida e quindi non mi sono spogliata, né mi sono fatta toccare dal presidente. Avevo saputo da Aris che alle ragazze venivano date dal presidente delle buste contenenti denaro. Aris mi ha confidato di avere ricevuto molte volte delle buste contenenti denaro dal presidente, perché Aris mi aveva detto di essere andata a letto col presidente in più occasioni… mi diceva però che andare a letto col presidente era stressante. Stressante, sì, perché mi diceva che durava un bel po´ perché il presidente aveva rapporti sessuali non solo con Aris, ma contestualmente anche con altre donne. Io sapevo che cosa mi sarebbe potuto capitare, cioè di fare sesso col Cavaliere anche in presenza di altre donne, ero preparata psicologicamente, ma quando sono arrivata lì è prevalsa la mia timidezza. E poi, vedendolo di persona sinceramente, nonostante il denaro che avrei potuto ricevere, io sinceramente non me la sono sentita».
Quando accade tutto questo? Il 6 gennaio di quest´anno, la notte della Befana, la notte che chiude il Natale, una delle notti in cui gli avvocati trattano con Ruby la sua buonuscita miliardaria. Sempre negata, ma confermata dalle carte. Da un appunto a casa di Ruby. Che ha già ha intascato centinaia di migliaia di euro e si attende «nei prossimi mesi, quattro milioni e mezzo». Le carte mostrano Ruby che pretende dall´avvocato di Lele Mora (Luca Giuliante) e dall´avvocato che le è stato assegnato (Massimo Dinoia) che si muovano, in fretta, e le facciano avere quel che lei si aspetta. Tutti in questa storia si attendono qualche cosa e non soltanto «le buste». Gli appartamenti della Dimora Olgettina sono gonfi di buste, ce ne sono dappertutto.
Le ragazze non si prendono neanche la briga di aprirle. Il contenuto è segnato sopra con un numero: 5 (cinquemila), 10 (diecimila), tutte banconote viola da 500. Barbara Faggioli nasconde il suo “tesoretto” dentro la fodera del cuscino, chi lo sa perché. Le buste sono l´ordinarietà. Quel che pretendono dal Drago al quale si sono concesse è ben altro. È la straordinarietà di un finanziamento a fondo perduto per una speculazione immobiliare; un attico in centro; un ingaggio in Mediaset; un lavoro per il papà. E poi, chi ha tenuto un libro in mano pensa di aver diritto ad ottenere da «papi» un incarico pubblico, una responsabilità nel Pdl, un seggio parlamentare. Perché no, un ministero. In fondo, discutono tra loro Barbara Faggioli e Nicole Minetti, «non è stato così anche per Mara (Carfagna)?».
Parlano sul serio, non per burla. Ammesso che ci fosse ancora bisogno di una conferma dello scambio tra sesso e incarico pubblico, queste carte ce la mostrano in tutto il suo realismo. Le ragazze lo ritengono un atto dovuto, il seggio in Parlamento. Berlusconi non le smentisce, lascia che coltivino quest´ambizione e d´altronde, dice Nicole, non sono già consigliere regionale? In questo groviglio, che fa della vita privata un affare pubblico e degli obblighi pubblici una convenienza privata, la dignità della responsabilità dell´uomo di governo è sfidata ad ogni passo. Non è storia passata o dimenticata, è cronaca di queste settimane l´arrivo a Villa San Martino di decine di ragazze, «moltissime straniere» (ma da dove vengono? chi le ingaggia? a chi davvero rendono conto?), che allietano il Sultano.
Senza che ci sia chi sappia davvero chi sono. Addirittura, quale sia il loro nome. Possono scendere di sotto, nel sotterraneo del «bunga bunga», ma anche rimanere per la notte, per più notti, testimoni senza volto e nome del tragico decadimento dell´uomo che governa il Paese. Quasi arrogante nel pretendere che le sue dimore siano residenze di Stato, Berlusconi ha in odio il rigore che un edificio con la bandiera tricolore solitamente osserva. Uno dei responsabili dei tre turni della sua sicurezza – è un dirigente dei servizi segreti – dice: «Oggi l´ingresso compete al servizio di vigilanza privato e non alla sicurezza del presidente… Non c´è controllo di documenti, ma una lista di invitati che viene comunicata dalla segreteria».
È un tableau che sarà difficile da rimuovere. L´uomo che governa il Paese è nudo. Come nella favola di Hans Christian Andersen, tutti i «sudditi» possono vedere, se responsabilmente lo vogliono, quanti azzardi e emergenze ci siano in questa «nudità». Berlusconi non è ricattabile: Berlusconi è già ricattato. È sotto ricatto anche in queste ore, da parte di Ruby, cui ha promesso milioni di euro. È schiacciato dalla pressione coercitiva di decine di “falene”, che temono, con il declino del Sultano, il disastro di una giovinezza venduta inutilmente a una servitù volontaria («stressante»).
Quel tempo perduto lo trasformano in ira, in risentimento, in alcuni giorni in odio assoluto: «Quel vecchio ci ha rovinato la vita»; «Se penso che stasera devo andare ad Arcore mi viene da vomitare». Tutto è cominciato con una telefonata in questura, che annuncia un primo reato (concussione), dimostrato per tabulas. Un reato necessario per nasconderne un altro (l´abuso di una minorenne che si prostituisce) e per impedire il disvelamento di condotte che svergognano il Paese e l´uomo che lo governa. Sarà difficile rivestire il re e le sue vergogne.
Piero Colaprico e Giuseppe D´Avanzo per “la Repubblica“
IL DIARIO DI RUBY
Un tempo le ragazzine nei loro diari scrivevano frasi romantiche sui primi amori… Oggi le ragazzine (per fortuna non tutte) nei diari fanno i conti di quanto hanno incassato o incasseranno proprio grazie al fatto che sono ragazzine. Direte: “Ma Ruby non è una ragazzina! Quella è una che ne sa più di una quarantenne scafata…” Probabilmente è vero… ma lasciatemi dire che è una grande tristezza!
by Colas
T.N., UNA VENTENNE PORTATA PER LA PRIMA VOLTA AD ARCORE, LA NOTTE DELL’EPIFANIA, DA UN’EX COMPAGNA DI SCUOLA SUDAMERICANA ASSIDUA DEI FESTINI, RACCONTA…
“SOLO IO NON SAPEVO DEL BUNGA BUNGA. IL PREMIER TOCCAVA LE RAGAZZE”
«Dopo la cena il Presidente ha detto “Ora andiamo tutti a ballare in discoteca”, ha usato anche il termine Bunga Bunga, ma io era la prima volta che sentivo tale terminologia». Le altre ragazze prendono in giro la neofita T.N. al grido di «ma dove vivi? Ma come, tu non sai cos’è il Bunga Bunga?». Lo impara «al piano inferiore» in un «locale adibito a discoteca, nel centro c’era un palo da lapdance, luci soffuse, un dj, varie poltroncine». Si balla. Ma «mentre noi ballavamo, il Presidente e Fede erano seduti e guardavano. Alcune delle ragazze che ballavano si avvicinavano al Presidente, che le toccava e loro toccavano lui; stessa cosa con Fede. Le ragazze baciavano il Presidente, lo accarezzavano; alcune delle ragazze hanno fatto che facevano lo spogliarello e che erano poi nude si avvicinavano al Presidente, che gli toccava il seno o le parti intime o il sedere. Insomma l’atmosfera era quella di un night club, con ragazze che si spogliavano, che mostravano le loro parti intime e che si avvicinavano al Presidente o a Fede, lo toccavano nelle parti intime o si facevano toccare. Io non ho avuto il coraggio di fare una cosa del genere perché sono timida e quindi non mi sono spogliata, né mi sono fatta toccare dal Presidente. Ero preparata psicologicamente, ma poi, vedendolo di persona, nonostante il denaro che avrei potuto ricevere dal Presidente, io sinceramente non me la sono sentita».
“LA MIA AMICA MI PARLAVA DI RAPPORTI CON PIÙ RAGAZZE”
Alla fine, alle due e mezza di notte, «metà delle ragazze sono rimaste, le altre (me compresa) sono andate via con autovetture guidate da autisti del Presidente del Consiglio». La sua amica, aggiunge la ragazza, «mi confidò di avere ricevuto molte volte delle buste contenenti denaro dal Presidente, perché mi aveva detto di essere andata a letto col Presidente in più occasioni. Non mi ha raccontato nel dettaglio che tipo di rapporto sessuale, mi diceva però che andare a letto col Presidente era stressante perché il Presidente aveva rapporti sessuali non solo con lei ma contestualmente anche con altre donne».
SANTORO INCASSA IL SUO PIÙ GRANDE SUCCESSO: 27,84% DI SHARE, 7 MILIONI 415 MILA SPETTATORI (SE PENSATE CHE C’ERA JUVENTUS ROMA IN CHIARO È QUASI MIRACOLOSO)

Masi al telefono in diretta
MASI COMUNICATO:
Ribadisco che i processi si fanno in tribunale e non in tv è questo è un innegabile dato di civiltà prima che giuridico.
E’ indegna l’attivita’ istruttoria parallela che svolgono taluni sulla televisione del Servizio Pubblico come se avessero ricevuto chissà quale delega dall’autorita’ giudiziaria che ancora una volta dovra’ verificare l’attendibilita’ di un teste di accusa che anche questa sera ha rivelato in diretta televisiva fatti e circostanze oggetto di un procedimento penale ancora in fase di indagine preliminare. Resto convinto che la missione del Servizio Pubblico deve essere ed è tale solo se realmente pluralista e rispettosa di tutte le parti e di tutte le regole. Questa è una battaglia che porterò avanti fini in fondo e se ne faccia una ragione la solita inutile e scomposta compagnia di giro.
ECCO LA TRADUZIONE DELLA LETTERA DEL PRIMO MINISTRO DI SAINT LUCIA A FRANCO FRATTINI
Strettamente privata e confidenziale
10 Dicembre 2010
Sig. Franco Frattini
Ministro Affari Esteri,
Piazzale della Farnesina.
Caro ministro Frattini,
facendo seguito alla sua richiesta riguardante Ia questione delle indagini relative alle compagnie Printemps ltd, Tima ra ltd, e Jaman Diretctors ltd.
Abbiamo accluso una copia del memorandum ufficiale rilasciato dal procuratore generale ed a me indirizzato 1 che e stato pubblicato su diversi giornali internazionali e che ha concluso che il sig. Giancarlo Tulliani era l’utilizzatore beneficiario di dette compagnie.
II contenuto della stesso memorandum e stato rilasciato sui presupposto di essere privata e confidenziale ed e stato rilasciato esclusivamente per usa interno ed informazione. La citata lettera non avrebbe dovuto essere resa pubblica.
Le nostre indagini e il nostro interesse dovuto ai lanci di stampa internazionale riguardavano determinate compagnie registrate sotto Ia giurisdizione di Santa Lucia ed era di interesse peri giornalisti italiani che ne facevano ricerche investigative.
II nostro primario interesse era di assicurare che le predette compagnie ed i predetti agenti fossero in regola con le leggi esistenti e le regale disciplinanti Ia materia de lle compagnie off-shore a Santa Lucia. E’ stata sempre nostra intenzione che l’unico scopo delle indagini fosse di accertare che le compagnie ed i loro rispettivi agenti fossero in regola con le nostre leggi e che si proteggesse Ia reputazione della nostra giurisdizione in materia di società off-shore.
Una volta che questa fosse stato accertato veniva meno Ia nostra intenzione di occuparci ulteriormente delle problematica.
Le indagini e tutte le informazioni ottenute erano autentiche. Gli attua li agenti e i fruitori beneficiari delle Compagnie esistevano in conformità con le nostre leggi ed i regolamenti; di conseguenza il Governo di Santa Lucia ha ufficialmente chiuso le indagini riguardanti le società Printemps ltd, Timara Ltd, e Jaman Directors.ltd e quindi non c’e più alcun ulteriore interesse da parte della nostra giurisdizione su tale materia .
Noi vi ringraziamo per la Vostra collaborazione in tale materia e non esitate a contattarci se possiamo ulteriormente fornirVi assistenza.
Vostro rispettoso
Stephensson King Primo Ministro
da “ilFattoQuotidiano.it“
LA CASA DI MONTECARLO È DI GIANCARLO TULLIANI! LO SOSTIENE FRANCO FRATTINI IN PARLAMENTO SVENTOLANDO DOCUMENTI PROVENIENTI DA SANTA LUCIA! B. DOVREBBE NOMINARLO MINISTRO DELLA GIUSTIZIA…
L’umore non è dei migliori se, giura un fedelissimo di Gianfranco Fini, martedì pomeriggio il presidente della Camera non tratteneva l’irritazione nei confronti del «cognato». «Stasera facciamo i conti», è la parafrasi di molto edulcorata con cui il leader del Fli si è congedato da Montecitorio dopo che l’affaire Montecarlo è tornato alla ribalta. Ed è stato di parola se poco dopo le nove di sera pare che il redde rationem sia davvero andato in scena. Teatro del coloritissimo «chiarimento», proprio l’abitazione del presidente della Camera in quel di Valcannuta. Con urla e strepiti che hanno allietato per una ventina di minuti buoni tutto il vicinato. Tra le quattro mura, Fini, la compagna Elisabetta Tulliani e il «cognato» Giancarlo. Che dopo il diverbio si è allontanato dalla casa – non è dato sapere se sulla ormai celebre Ferrari – piuttosto scosso. Questo raccontano i vicini, certi che il motivo del contendere, con reciproche recriminazioni e parole grosse, fosse proprio la casa di Montecarlo. Un episodio di cui ieri si è pure vociato in Transatlantico visto che dello scontro familiare parla apertamente il deputato del Pdl Lucio Barani che ne avrebbe avuto conferma da un collega del Fli. «Un diverbio che sarebbe stato molto acceso – racconta – a conferma di un certo nervosismo. D’altra parte, se le carte di Saint Lucia metteranno fine a questa farsa Fini dovrà finalmente dimettersi. Purtroppo non senza aver prima portato le istituzioni al ridicolo…».
E che serpeggi una certa agitazione nelle file del Fli lo certifica la rissa quasi sfiorata ieri alla Camera tra Granata e Lo Presti e alcuni leghisti. Per non dire delle accuse lanciate dal Terzo Polo, che in una nota congiunta dei capigruppo al Senato di Fli, Udc, Api e Mpa, ieri hanno attaccato Renato Schifani per l’«immediata calendarizzazione» dell’interrogazione sulle carte di Saint Lucia presentata dal senatore del Pdl Luigi Compagna, ritenuto un segno «del ruolo politico del presidente del Senato, funzionale alle esigenze di maggioranza e governo» e dunque «un’indecenza istituzionale». La replica arriva da Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliarello, che ricordano «agli amici del Terzo Polo» come la procedura per la calendarizzazione dell’atto ispettivo «non coinvolge né i capigruppo né in alcun modo la presidenza del Senato». Insomma, la tensione sale in attesa che il ministro degli Esteri Franco Frattini, stamattina alle 10, arrivi a Palazzo Madama per rispondere all’interrogazione di Compagna, che chiede «di sapere se e quali atti il presidente del consiglio dei ministri e il ministro in indirizzo abbiano compiuto al fine di verificare la veridicità degli elementi riportati dalla stampa» sull’affaire monegasco, e «se tali elementi siano sufficienti a chiarire definitivamente e in modo rispondente alla verità dei fatti l’intera vicenda». Il tutto mentre le carte di Saint Lucia sono arrivate, ieri, al procuratore capo di Roma Giovanni Ferrara, che ha immediatamente girato il documento, scritto in inglese, ai traduttori.
L’esito dell’inchiesta interna, avviata a settembre scorso dalle autorità di Saint Lucia, è riassunto in un documento di poche pagine, che ricostruiscono le acrobazie societarie compiute da chi si celava dietro alle off-shore Printemps e Timara per acquistare la casa svenduta da An nel 2008 senza «dare nell’occhio». Il nome individuato dagli ispettori dell’isola caraibica è, dunque, quello del reale proprietario della casa, che An ereditò nel ’99 per la «buona battaglia» e che è invece uscita dal suo patrimonio (per una frazione del suo reale valore) solo per ospitare un «inquilino» eccellente, ossia il «cognato» di Fini Giancarlo Tulliani. Che, come il leader di Fli, continua a negare che la casa sia sua. Fino a oggi.
GIANCARLO TULLIANI: NON E’ VERO CHE HO LITIGATO CON FINI! COMPLETAMENTE ESTRANEO ALLA VICENDA DELL’ACQUISTO A MONTECARLO…
(ANSA) – ” E’ falsa e destituita di ogni fondamento la notizia riportata in data odierna da alcuni organi di stampa e relativa alla presunta lite tra il Signor Gian Carlo Tulliani ed il Presidente della Camera Onorevole Gianfranco Fini in merito alla nota vicenda dell’appartamento monegasco.”. E’ quanto precisano, con una nota, gli avvocati di Gian Carlo Tulliani, Carlo e Adriano Izzo. ”Il Sig. Gian Carlo Tulliani, che peraltro trovasi da tempo all’estero, si riserva di adire le competenti autorita’ civili e penali per far sanzionare l’ennesimo tentativo di coinvolgere la sua persona in una vicenda rispetto alla quale e’ completamente estraneo”, affermano gli avvocati di Tulliani.





