Archivio per ottobre 31st, 2010
Pier Luigi Bersani: “Fini sia coerente e stacchi la spina!”
Pierluigi Bersani a proposito del discorso fatto oggi da Gianfranco Fini:
”Ho seguito Fini. Da lui ci sono state parole giuste alle quali pero’ devono seguire fatti giusti. Sia coerente e stacchi la spina”
Nei numeri del palmare di Ruby: “Privato Villa”, “Privato Certosa”e “Silvia Silv” (il nome al femminile nasconde il cellulare di B.). Poi gli acquisti da 180 mila euro pagati da Lele Mora…
Mostra orgogliosa tre numeri di telefono, nell’agenda del suo palmare Nokia. Karima El Mahroug, per gli amici Ruby, è la ragazza minorenne che ha raccontato e poi smentito i suoi incontri con Silvio Berlusconi. I tre numeri sono “Privato Villa” (Arcore), “Privato Certosa” (Sardegna) e “Silvia Silv” (il nome al femminile nasconde il cellulare di Silvio). È stata anche a villa Certosa, Ruby? Difficile districarsi nel gioco delle affermazioni e delle smentite. Dopo aver raccontato, non senza particolari erotici e descrizioni del rito del “bunga-bunga”, di essere andata tre volte ad Arcore, ora riduce gli incontri a uno e derubrica Silvio da “amico” a “conoscente”. Ma poi dissemina tracce di altri incontri con Berlusconi, almeno due, a Milano: una cena al ristorante da “Giannino”, dopo la serata ad Arcore del 14 febbraio 2010; e una festa all’“Ibiza” di corso Garibaldi, per l’occasione chiuso al pubblico e riservato agli amici di Silvio.
Venerdì scorso, 29 ottobre, è stata una giornata importante per Ruby. Un incontro di un’ora e trenta minuti a Milano ha segnato una svolta nella sua storia. Per il viaggio da Genova, le ha telefonato “Andrea”, un personaggio del giro di Lele Mora che tiene costantemente i contatti con lei e di cui lei si fida pienamente. “Andrea” le ha spiegato che era necessario andare a Milano. Qui ha incontrato ancora una volta Luca Giuliante, legale di Lele Mora e di Roberto Formigoni, tesoriere milanese del Pdl e grande amico di Paolo Berlusconi, Giuliante finora le ha fatto da avvocato. Ora basta: le ha annunciato che da qui in avanti sarà assistita da un altro legale:Massimo Di Noia, che in passato ha difeso anche Antonio Di Pietro. Un cambio che ha il sapore di una mossa strategica: per dimostrare che Ruby non è manovrata dall’entourage del presidente del Consiglio. Lui, Di Noia, accetta la sfida, sa che la corsa sarà in salita e dichiara: “Mi interessa solo la difesa della parte che assisto”.
Ma il problema che resta aperto è proprio quello della rete attorno a Ruby: la rete di protezione e di controllo che si è rinsaldata attorno alla ragazza a partire dalla notte cruciale del 27 maggio 2010, quando Karima è stata fermata dalla polizia e portata nei locali della questura di Milano. Quella notte fu una telefonata proveniente dalla Presidenza del Consiglio a spingere gli agenti a rilasciare Ruby e ad affidarla a Nicole Minetti, ballerina di Colorado Cafè e igienista dentale dell’ospedale San Raffaele, che agli agenti si è qualificata come consigliere regionale “con incarico presso la Presidenza del Consiglio dei ministri” (continua a leggere).
da da Il Fatto Quotidiano del 31 ottobre 2010
Gianfranco Fini: “Il Paese è fermo e dilaniato da mille polemiche. Ha drammaticamente ragione Emma Marcegaglia: il nostro esecutivo stenta ad indicare le linee di ripresa”
Gianfranco Fini a proposito della dichiarazione di Emma Marcegaglia:
“Il Paese è fermo e dilaniato da mille polemiche. Ha drammaticamente ragione Emma Marcegaglia: il nostro esecutivo stenta ad indicare le linee di ripresa”
Gianfranco Fini a proposito dei punti programmatici del Governo:
“Interdizione sul pacchetto fiscale? No, perchè non è stato presentato. Interdizione sul piano per il Mezzogiorno? No, perchè non è stato presentato. Interdizione sulle leggi che servono unicamente per Berlusconi? Sì”
Gianfranco Fini a proposito della vicenda Ruby:
“Quando è scoppiata la vicenda ero dalla Merkel (il cancelliere tedesco ndr) e potete figurarvi i commenti (…) Sono amareggiato. E’ una vicenda che sta facendo il giro del mondo purtroppo e mette l’Italia in una condizione imbarazzante. Berlusconi chiarisca il suo intervento in Questura (…) Se quell’intervento c’è stato, e uso il condizionale, e se è vero che è stato detto che quella signorina era parente di un capo di Stato, dimostrerebbe che c’è stata una certa disinvoltura e malcostume nell’uso privato di incarico pubblico”.
VOLA GABANELLI, VOLA! STASERA REPORT SI OCCUPERÀ DELLA BP, DEL PETROLIO DISPERSO NEL GOLFO DEL MESSICO, MA ANCHE DELLE CONSEGUENZE DEL DISASTRO DELLA HAVEN NEL MAR LIGURE E CI SARÀ DA TREMARE…
Stasera Report, il programma condotto da Milena Gabanelli, si occuperà del Golfo del Messico dopo i disastri provocati dall’esplosione della piattaforma della BP.
Una puntata “tranquilla” per la politica italica?
Ma neanche per sogno! Ricordate il disastro della Haven nel 1991? I fondali del Mar Ligure al largo di Savona sono ancora ricoperti di petrolio. Quando la petroliera greco-cipriota Haven saltò in aria scaricò 144 mila tonnellate di oro nero. Tutti lo sanno, tutti lo negano. Palazzo Chigi considera il problema “risolto”, il ministero dell’Ambiente pure, anche se si dice pronto a intervenire qualora ci fossero “segnalazioni” della presenza di greggio in fondo al mare. Ebbene, questa sera, avranno una segnalazione. Report, con un servizio di Sigfrido Ranucci, dimostra che quello della Liguria è un scempio che non potevano non sapere: al ministero, di accendere la tv non hanno bisogno. Che sia pieno di petrolio, lo sanno benissimo. Sono stati loro stessi, nel 1995, a commissionare uno studio alla Icram: sanno della distesa di catrame, sanno dell’alta percentuale di pesci con il tumore al fegato, sanno della prole malforme. Eppure fanno finta di niente. Stanno lì, aspettano “segnalazioni”.
Restano poi aperte le polemiche suscitate dalle voci che vorrebbero Report senza tutela legale da parte della RAI. Milena Gabanelli intervistata nei giorni scorsi dal periodico online della Fondazione Farefuturo aveva così commentato:
”Se la tv pubblica trasmette un programma d’inchiesta in prima serata senza tutelare le persone che ci lavorano,vuol dire che quel programma non lo vuole”.
Chi è Ruby e cosa o chi c’è dietro tutta questa storia?
Ieri Italia-news ha pubblicato un articolo a firma di una tal Amanda Smith (il cognome è già tutto un programma) una giornalista di Salerno di 31 anni (almeno questo è quanto dichiarato sulla testata diretta da Ernesto Curcione). L’articolo non aggiunge nulla a quanto è emerso finora, ma lascia aperta una domanda, ripetuta quasi ossessivamente: “Chi è Ruby e cosa o chi c’è dietro tutta questa storia?” L’intento sembrerebbe quello di insinuare il dubbio del “complotto”. Ma ha davvero un senso ipotizzare un complotto ordito contro il premier da forze oscure, intenzionate a cancellarlo dalla scena politica italica?
Vediamo di capirci qualcosa. Innanzi tutto qui potete leggere l’articolo.
Se si vuole davvero comprendere cosa è accaduto occorre fare un salto indietro nel tempo. Questa storia inizia nell’aprile del 2009, quando tutto sembra andare bene per il governo di B., accadono tre fatti illuminanti: 1. Paolo Guzzanti pubblica sul suo blog un articolo, poco considerato dai media nazionali, così titolato: I PIANI SEGRETI DI BERLUSCONI; 2. Qualche giorno dopo la fondazione di Gianfranco Fini, Fare Futuro, rilancia sul tema del velinismo, affidando alla politologa Sofia Ventura il compito di manifestare sdegno critico per quel che il Presidente si accinge a fare con la presentazione delle liste alle elezioni Europee; 3. Il 29 aprile la Repubblica “svela” l’esistenza di uno “strano” rapporto tra B. e una certa Noemi Letizia. Ho commentato questi fatti nell’agosto del 2009 in un articolo titolato “Aprile è il mese più crudele“. L’impressione che avevo avuto in quei giorni l’avevo sintetizzata in un altro articolo, pubblicato alla fine di maggio del 2009 e titolato: “E se avesse davvero sbroccato?“
Confermo tutto quello che ho scritto allora. La mia impressione è che B. volesse dare una “svolta” alla politica trasformandola nel contenuto di una sontuosa fiction, la più imponente mai realizzata. Via la maggior parte dei politici di professione e al loro posto tanti volti nuovi, giovani e soprattutto telegenici. La bellezza e la giovinezza sono le sue grandi ossessioni. Poco importa se poi questi “volti nuovi” avrebbero davvero capito qualcosa dei problemi del Paese, perché nella cabina di regia sarebbe comunque rimasto lui e i suoi fidi. L’obiettivo finale avrebbe dovuto essere quello di cambiare radicalmente il Paese concentrando il potere nelle mani di un Presidente “buono e generoso”. Nei fatti annullando l’equilibrio costituzionale basato su tre poteri separati, ciascuno con una funzione precisa e indipendente.
Sarebbe un errore ritenere che le forze refrattarie all’Italia Nuova di B. siano da ricercarsi soltanto nelle opposizioni. Sarebbe un errore altrettanto grave ritenere che la reazione al progetto è venuta solo da Gianfranco Fini e dai suoi. I nemici peggiori del Presidente del Consiglio sono all’interno della maggioranza che lo sostiene, siedono nel suo Governo, anche con incarichi cruciali, gonfiano le schiere dei peones del PdL, governano le città che il centrodestra ha strappato al centrosinistra.

Emma Marcegaglia: " C’è un senso di sfiducia forte, un senso di smarrimento. L’Italia è in preda alla paralisi“
Il malumore “interno” alla maggioranza è stato senza dubbio rafforzato dalle scelte di politica estera fatte dal Governo. La storiella che B. avrebbe salvato il mondo telefonando a Vladimir Putin ai tempi della crisi di Tiblisi non deve essere stata considerata veritiera dal segretario di Stato americano, così come la vetrina offerta a Muammar Gheddafi dall’Italia non deve essere stata molto apprezzata oltreoceano.
C’era e c’è ancora nel progetto di B. una dimensione “visionaria”. Anzi è proprio grazie a questa dimensione, accompagnata ad una attenzione maniacale per l’apparire (mi dicono che continua ad occuparsi personalmente finanche del colore delle tovaglie), da una innegabile capacità mediatica (favorita dallo strapotere televisivo di cui riesce ad avvalersi) che è riuscito a trasformarsi in una icona. Insomma una sorta di “santificazione” laica tuttora capace di raccogliere consensi. Tuttavia le numerose pendenze giudiziarie, gli attacchi continui dei gruppi editoriali “ostili”, la contrarietà e l’allontanamento di Gianfranco Fini, le difficoltà non più occultabili dell’economia italiana, il diffondersi del malcontento soprattutto nel sud del Paese hanno fatto nascere in B. un atteggiamento sospettoso nei confronti di tutto e tutti. Il confronto politico con gli uomini più equilibrati della sua cerchia ristretta si è andato riducendo, fino a scomparire. Hanno preso il sopravvento i falchi, ovvero quei personaggi capaci di tirare fuori dal premier il “peggio del peggio”.
Le indiscrezioni provenienti da Palazzo Grazioli e dalle altre residenze private del Presidente del Consiglio raccontano che negli ultimi mesi il tempo dedicato al “lavoro” si è andato rarefacendo. Le “sparizioni” sono sempre più frequenti. Quello che B. non riesce ad ottenere dal Paese lo mette in scena la sera, circondato dalla sua corte ossequiosa, con i cori di ragazze che cantano sulle note di “Meno male che Silvio c’è”.
Veniamo ora alla domanda che tanti si vanno facendo in questi giorni. Chi è Karima El Mahroug, alias Ruby Rubacuori? Credo che il ritratto più completo di questa ragazzina lo abbia fatto Raffaella Nattero, una pedagogista che l’ha seguita presso la comunità di Nervi (l’articolo è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano di oggi). Ruby è una delle tante ragazze depredate dal mito del successo facile, raggiungibile offrendo la propria avvenenza e disponibilità, è una delle tante finite chissà come ospiti del premier, condotta là da individui privi di scrupoli, capaci solo di accondiscendere ai “desideri” di B. pensando di ottenere in cambio vantaggi e potere.
C’è davvero “qualche oscura forza” dietro tutta questa storia? B. ha molti nemici potenti, su questo non c’è dubbio. Forze che si preparano al “dopo”, forze nascoste soprattutto tra le fila dei maggiorenti dell’ex Forza Italia, forze internazionali che non hanno apprezzato le sue aperture nei confronti della Russia e della Libia. Ma nel caso di Ruby Rubacuori io credo che valga un detto molto caro alla cultura popolare: “Chi è causa del suo male, pianga se stesso”.
by COLAS
Ecco il testo integrale della relazione di Polizia che ricostruisce nei dettagli quanto accaduto la sera della liberazione di Karima (alias Ruby Bubacuori), dopo l’intervento personale di B.
QUESTURA di MILANO
COMMISSARIATO P.S. MONFORTE-VITTORIA
Volante Monforte Bis IV Turno
Via Carlo Poma n” 8 -20129 MILANO 1ir 754.1131 -~ 6226.57.04Milano, 28.07.2010
Oggetto: Seguito d’Annotazione relativo all’intervento effettuato in data 27.05.2010 ove si è provveduto ad accompagnare presso gli uffici della locale questura tale: XXXXXXXXX
Karima, nata in Marocco il 01.11.1992, res.te a Letojanni in via Contrada San Filippo nr 14 tel. 347/XXXXXXXX.AL SIGNOR DIRIGENTE
IL COMMISSARIATO DI P.S MONFORTE-VITTORIA
SEDEI sottoscritti Agenti di P.G., Assistente della Polizia di Stato XXXXXXXX Capo equipaggio della Volante denominata XXXXX Bis 4° Turno e Agente della Polizia di Stato XXX XXX XXXXXXXX entrambi in forza presso lo Questura di Milano ed in servizio presso gli uffici in intestazione informano lo S.V. di quanto segue: in data 27.05.2010 alle ore 22.25 circa, questo equipaggio su disposizione della locale C.O. si portava presso gli uffici del Commissariato di P.S. Monforte Vittoria, per procedere all’accompagnamento e al fotosegnalamento presso il locale G.P.R.S. della persona in oggetto meglio generalizzata e successivamente provvedere all’affido della stessa ad una struttura protetta per minori, come deciso dal P.M. di turno dei minori contattato telefonicamente dall’Assistente della P. di S.XXXXXX E. (Capopattuglia della volante Monforte Bis l° turno) che aveva proceduto all’identificazione della minore in Corso Buenos Aires 23. Questa unità operativa, dopo aver preso in carico la minore con i relativi atti di p.g. redatti dal personale della volante Monforte bis 1° turno, presso gli uffici del Commissariato in intestazione, si portava presso l’ufficio coordinamento della locale Questura per chiedere delucidazioni in merito.
Qui, l’Assistente della P. di S. XXXXXX XXX prendeva contatti con il Commissario Capo della Polizia di Stato Dott.ssa XXXXX XXXX, la quale riferiva, che a seguito di intervento della volante Monforte bis l° turno, lo minore su indicata aveva a carico una denuncia di scomparsa e quindi questa unità operativa avrebbe dovuto procedere al fotosegnalamento della minore e provvedere (Tramite centralino questura) alla collocazione della ragazza presso una struttura di accoglienza per minori.
Sempre a dire della Dott.ssa XXXXX G., data l’ora tarda(23.40 circa ), nel nel caso in cui non ci fosse stata la disponibilità di ricevere lo minore da parte di una struttura adeguata, la ragazza sarebbe stata ospite presso gli uffici della locale questura, in attesa di essere affidata l’indomani mattina mediante altro personale, ad una struttura per minori; disposizione che lo Dott.ssa XXXXX G. aveva impartito agli operanti a seguito di colloquio telefonico che in precedenza, l’Assistente XXXXXX E. aveva avuto col P.M. di turno dei minori. Quindi, l’Assistente della P. di S. XXXXXX XXXX provvedeva ad effettuare tramite centralino questura (Dagli apparecchi telefonici degli uffici della terza sezione UPG-Questura), un giro di telefonate presso le strutture di accoglienza per minori per provvedere alla collocazione della giovane donna, ma riceveva risposta negativa da parte di quest’ultimi, poiché al momento delle chiamate, il personale di turno delle varie strutture contattate, riferiva che poteva dare ospitalità solo a ragazzi e non a ragazze in quanto non vi era altro personale che poteva provvedere alla sistemazione e alla sorveglianza della giovane donna. Durante tali fasi, l’Agente XXXXXXXX XXXXX XXXXXXX unitamente alla ragazza in oggetto indicata si portava presso gli uffici del locale GPRS dove venivano effettuati i rilievi fotografici e dattiloscopici da parte di personale specializzato a carico della stessa. Durante l’ultima telefonata, l’Assistente XXXXXXXX M. veniva raggiunto di gran corso presso gli uffici della terza sezione Upg, dal Commissario Capo della P. di S. Dott.ssa XXXXXXX G., la quale riferiva di aver ricevuto una comunicazione telefonica da parte del Capo di Gabinetto della locale Questura Dott. XXXXX, dove si doveva lasciar andare lo minore e che non andava fotosegnalata.
L’Assistente XXXXXXXX XXXX nel raggiungere il collega l’Agente XXXXXXXXXX le, chiedeva spiegazioni alla Dott.ssa XXXXXXX G. in merito a quanto riferitogli, il Commissario Capo riferiva che detta telefonata le era pervenuta da parte del Capo di Gabinetto che a sua volta era stato contattato telefonicamente da parte della Presidenza presso il Consiglio dei Ministri dove era stato specificato che lo ragazza fermata era lo nipote del PresidenteMOUBARACH e che quindi doveva essere lasciata andare.
Quindi, gli operanti unitamente alla minore e al Commissario Capo Dott.ssa XXXXXXX G. si portavano presso gli uffici del locale coordinamento dove ad attenderci vi era l’Ispettore Superiore Ignazio XXXXXXX. Arrivati nell’ufficio coordinamento, lo Dott.ssa XXXXXX G. continuava a ricevere numerose telefonate da parte del Capo di Gabinetto che sollecitava il rilascio della giovane donna, poiché aveva già dato comunicazione al personale presso io Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’avvenuto rilascio della ragazza, inoltre giungeva tramite il centralino del corpo di guardia della locale questura, comunicazione che all’ingresso della questura erano giunte due amiche della minore e cioè lo signora Nicole MINETTI, Consigliere Regionale della Regione Lombardia con incarico presso lo Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’inquilina della minore tale COINCECAO SANTOS OLIVEIRA Michele nata in Brasile il 03.05 1978 res.te a Milano in via XXXXXXX 19, che chiedevano un colloquio con gli operanti per conto della minore.
Successivamente si prendevano contatti con lo signora MINETTI N. e l’inquilina della minore, alle quali si spiegava cosa era accaduto e cosa era stato disposto dal P.M. dei minori, lo signora MINETTI N. si offriva di prendere in affidamento la minore e di provvedere per ogni necessità a carico della stessa, consapevole delle conseguenze giuridiche in caso di non ottemperanza agli oneri dell’affidatario. Dal controllo ai terminali CED/SDI effettuati in precedenza dalla pattuglia Volante Monforte Bis 1° turno si evinceva che lo minore risultava avere a suo carico una denuncia di scomparsa da parte dei suoi genitori e di personale di una comunità per minori di Messina dove lo ragazza era stata in precedenza ospite in quanto in passato aveva avuto dei problemi di natura familiare col padre; inoltre nel terminale CED/SDI, risultavano dei passaggi successivi alla denuncia di scomparsa, dove si evinceva che lo ragazza era stata fermata dai carabinieri e addirittura lo ragazza aveva sporto anche una querela, quindi nessuno aveva ritirato dal CED/SDI lo denuncia di scomparsa.
Si precisa che l’Assistente della P. di S. XXXXX F. aveva contattato telefonicamente il personale della comunità e quest’ultimi gli avevano detto che un inno fa circa, erano stati contattati telefonicamente dai Carabinieri che avevano chiesto delucidazioni sulla denuncia di scomparsa poiché avevano trovato lo minore e di non avergli in seguito più fornito altro tipo di informazione. Gli operanti chiedevano alla Dott.ssa XXXXX G. se il P.M. di turno dei minori era stato informato della nuova situazione e cioè del fatto che lo ragazza era lo nipote del Presidente MOUBARACH e che lo signora MINETTI N. si era resa disponibile a prendere in affidamento lo ragazza in oggetto indicata.
La Dott.ssa XXXXX G. chiedeva ai sottoscritti di contattare il P.M. per spiegare quanto era emerso, quindi l’Assistente della P. di S. XXXXXXX contattava telefonicamente il P.M. di turno spiegando cosa era emerso dal contenuto delta telefonata ricevuta dalla Dott.ssa da parte del Capo di Gabinetto della Questura. Il P.M. disponeva comunque l’affido della minore ad una comunità o la contemporanea custodia della minore presso gli uffici della Questura in attesa di essere data l’indomani mattina ad una comunità. L’Assistente della P. di S. XXXXXX M. comunicava alla Dott.ssa XXXXXX G. disposto dal P.M. e lo Dott.ssa XXXXX G. contattava telefonicamente il P.M. E aggiungeva il seguente accordo, e cioè bisognava avere lo copia di un documento d’identità della minore, per poi poterla affidare alla Minetti e lasciarla andare.Data lo situazione, l’Ispettore Superiore XXXXXX r. alla presenza degli operanti, della Dott.ssa XXXXX G., del Sost.to Comm.rio della P. di S. XXXXX S. e dell’lsp.re Capo XXXXX A. (Personale del coordinamento del turno notturno/montante) contattava telefonicamente personale del Commissariato di Letojanni luogo di dimora dei genitori della minore, dove presso l’abitazione di quest’ultimi veniva mandata una pattuglia della P. di S. che informava i genitori della presenza della ragazza in località Milano, inoltre lo minore riferiva agli operanti, al Commissario Capo della P. di S. Dott.ssa XXXXX G. e all’Ispettore Superiore XXXXXX L., che probabilmente i suoi documenti d’identità erano in casa dei genitori poiché il padre li aveva requisiti. Sul posto i colleghi di Letojanni spiegavano lo situazione ai genitori della minore e quest’ultimi riferivano di essere già a conoscenza che lo figlia era a Milano. I genitori riferivano di non avere i documenti della ragazza, pertanto i colleghi di Letojanni riprendevano regolare servizio. A questo punto, l’Assistente XXXXXX M. d’accordo con lo Dott.ssa XXXXX G. e l’Ispettore s. XXXXXX r. contattava telefonicamente lo struttura di Messina dove ere stata ospite lo minore, qui lo responsabile riferiva di aver nell’archivio della struttura una copia dei documenti della minore, quindi quest’ultima che al momento della telefonata non era al centro ma alla propria casa, riferiva che l’indomani mattina avrebbe inviato a mezzo fax copia del documento della ragazza presso gli uffici della locale questura e del Commissariato in intestazione.
L’Assistente XXXXX M. spiegava alla Dott.ssa XXXXX G. e all’Ispettore S. XXXXX quanto riferito dalla responsabile del centro di Messina, quindi visto che al P.M. dei minori occorreva solo lo copia del documento d’identità della minore, che al momento del fermo da parte del personale della volante Monforte bis 1° turno era sprovvista, col codice univoco ottenuto mediante il fotosegnalamento e lo copia del documento pervenuto dalla struttura di Messina si addiveniva all’identificazione della ragazza. Ottenuta l’identificazione della minore, il Commissario Capo Dott.ssa XXXXXX G. come da accordi intercorsi col Capo di Gabinetto della locale Questura ed il P.M. di turno dei minori, disponeva agli operanti di affidare lo minore alla signora Nicole MINETTI come si evince da regolare verbale di affidamento minore.
Si precisa che gli operanti, una volta stilato il verbale di affidamento della minore alla Nicole Minetti nelle modalità disposte, lo sottoponevano per lo firma alla Dott.ssa XXXXXX G., ma questa, su consiglio del Sost.to Comm.rio XXXXX, non lo firmava.Si precisa che durante tutto lo fase degli accertamenti e dei contatti con il PM dei minori lo Dott. XXXXX continuo a ricevere continue telefonate da parte del Capo di gabinetto, il quale chiedeva il perché lo ragazza non fosse stato ancoro rilasciata e sollecitava o provvedervi Quindi terminati gli atti del caso, lo minore in compagnia della MINETTI N. e della sua coinquilina lasciava gli uffici dello locale Questura, mentre questa unità operativa riprendeva regolare servizio di perlustrazione Il tutto si riferisce per dovere d’ufficio.
Gli operanti
L’Ass.re dello P. di p. XXXXX M.
L’Agt. dello P. di S. XXXXX L.A.
La Repubblica: “Ecco i falsi della Questura di Milano dopo le pressioni del premier”

B.
L’abuso di potere di Berlusconi raggiunge il suo scopo nella notte tra il 27 e il 28 maggio. Con una menzogna (quella minorenne è nipote di Hosni Mubarak) e un avvertimento (potrebbe venirne fuori una crisi internazionale), il presidente del consiglio pretende che la sua giovanissima amica Karima El Mahroug, alias Karima Heyek, alias Ruby Rubacuori, 17 anni, accusata di furto, priva di documenti, in fuga dalla famiglia e scappata da una comunità, sia subito lasciata libera. E affidata a una persona di sua fiducia, Nicole Minetti, che si presenta come “consigliere regionale della Regione Lombardia con incarico presso la presidenza del consiglio dei ministri” (continua a leggere).
di PIERO COLAPRICO e GIUSEPPE D’AVANZO per La Repubblica




