Archivio per settembre 2010
“Per me si vota a marzo!” L’ha detto Roberto Maroni… e c’è da credergli!
Roberto Maroni parlando ieri con Nichi Vendola e Franco Giordano si è lasciato scappare cosa pensa davvero della situazione politica italiana. Ad un certo punto si è messo la mano sulla bocca per non far riprendere dalle telecamere delle televisioni presenti il movimento labiale e ha sussurrato qualcosa. Ma i potenti microfoni direzionali de La7 hanno registrato comunque la frase: “Per me si vota a marzo!” Mi sento di rassicurare il ministro. Che era tutta una farsa questo voto di “fiducia” lo avevamo capito senza il bisogno della sua rivelazione.
Oggi B. si è addormentato in aula. Evidentemente gli interventi dei senatori gli conciliano il sonno. Bondi si è preoccupato di ridestarlo con delicatezza. Poi c’è stato l’episodio della rivista “nascosta”. Ad un certo punto arriva un commesso che gli porta una voluminosa busta bianca. Lui la apre e dall’involucro esce una pubblicazione con foto di case di campagna. B. inizia a sfogliarla con interesse. Dopo qualche minuto si accorge di aver suscitato l’attenzione dei fotografi e la fa sparire sotto i fogli che sono sul suo tavolo. Insomma clima da aula scolastica con tanto di occultamento dell’oggetto “proibito”.
La notizia più divertente riguarda l’abuso edilizio sul rustico alle Cinque Terre di Renato Brunetta. Sembrerebbe che il ministro sia stato davvero all’oscuro. I magistrati nell’ordinanza sottolineano che Renato Brunetta forse non ne sapeva davvero nulla, che si è trattato di una strategia messa in atto dall’ennesima cricca di affaristi per conquistare la sua gratitudine.
Non stento a crederci! Ormai questo sta diventando il paese delle “cricche” che per ingraziarsi il politico di turno fanno qualsiasi cosa, dal reperimento di escort più o meno professioniste, al confezionamento di regali costosi e voluminosi, fino all’affare finto o presunto. Tuttavia pensando alla casa con vista sul Colosseo pagata a Claudio Scajola a sua insaputa, alla casa di Montecarlo che Gianfranco Fini non sa dire a chi è stata venduta, occorre annotare che questi nostri “politici” sono davvero molto distratti…
by COLAS
In diretta da Palazzo Grazioli! Clamoroso la deputata PdL Nunzia di Girolamo non è stata invitata alla cena delle preferite…
B dopo il voto si è recato a Palazzo Grazioli dove ha invitato le parlamentari preferite alla cena di compleanno. Grandi chiacchiere tra i cronisti sull’assenza di Nunzia di Girolamo, data in disgrazia. Il Paese col fiato sospeso si interroga sull’esclusione della deputata…
OGGI ALLA CAMERA: ANNA LA ROSA SI È LANCIATA VERSO LA TERZA CARICA DELLO STATO E PROVANDO AD ABBRACCIARLO GLI HA DETTO: “PRESIDENTE POSSO DARLE UN BACIO”. FINI L’HA GELATA: “LA PREGO, STIA AL SUO POSTO…”
Scena tra il drammatico e il raggelante in Transatlantico durante il voto di fiducia. Gianfranco Fini solca il corridoio seguito dai cronisti pronti a prendere una sua dichiarazione. Anna La Rosa lo segue pure. Prova a chiamarlo da qualche metro ma lui non se la fila. Allora chiama “Fabrizio, Fabrizio…”, rivolta al portavoce del presidente della Camera, Fabrizio Alfano. Finalmente Fini si ferma a parlare con Silvano Moffa e Anna La Rosa riesce a raggiungerlo. Si lancia verso la terza carica dello Stato e provando ad abbracciarlo dice: “Presidente posso darle un bacio”. Fini la gela: “La prego, stia al suo posto…”
Le frasi chiave del discorso di B. alla Camera
Ascoltando il discorso del Presidente del Consiglio ho annotato brevi frasi e parole e le ho riportate in corsivo. Accanto qualche rapido appunto.
“C’è troppo odio“. Per fortuna che c’è il Partito dell’Amore guidato dall’Uomo della Provvidenza. Rivoltare le frittate è un’arte!
“Attitudine al confronto con opinioni diverse“. Una straordinaria battuta da avanspettacolo. D’altra parte lui lavora senza risate registrate e se vuole far ridere deve scegliere bene nel repertorio. Certo resta il dubbio sul perché l’abbia usata durante il discorso alla Camera…
“Volontà Popolare“. Ovvero chi se ne frega della Costituzione della Repubblica Italiana. Fondamentale per giustificare anche le scelte “sofferte” (ovviamente non dal Presidente del Consiglio, ma da chi le subisce).
“Mafia“. Tanti latitanti arrestati, “qualcuno” ancora a piede libero…
“Salerno – Reggio Calabria“. La strada infinita sarà completata nel 2013. Le promesse non muoiono mai.
“Nucleare“. Grandi appalti in arrivo.
“Ponte sullo stretto“. Tanti soldi da “investire” per un progetto faraonico in un Paese dove le frane cancellano ogni anno strade e insediamenti urbani, dove crollano i palazzi, dove la vita di centinaia di migliaia di italiani è continuamente minacciata. Spero solo che se dovessero davvero farlo non risparmino sul cemento!
“Immigrazione“. Il respingimento dei rifugiati che chiedono asilo politico è un crimine contro l’umanità.
“Non c’è sviluppo senza rigore“. Ho visto la faccia sorridente di Giulio Tremonti. Mentre B. parlava lui scambiava battute con Umberto Bossi. Forse parlavano di Unicredit, la banca che la Lega sogna di conquistare. O forse ridevano dei tanti precari espulsi dal sistema scolastico italiano. Difficile poterlo stabilire. Al termine della seduta in Parlamento loro torneranno a godere dei tanti privilegi che la “casta” continua ad avere. Milioni di italiani dovranno affrontare la lunga crisi economica da soli. Questo è certo!
“Federalismo fiscale“. Umberto Bossi sogna una Padania indipendente dall’Italia. Il fantasma del Profesùr Gianfranco Miglio, defunto da quasi un decennio, e della secessione aleggia sempre più nei discorsi del leader del carroccio. Sono Porci Questi Romani (sic!)
“CSM e Riforma della Giustizia“. Che dire? Il Primus super pares è già abbondantemente protetto dalle continue persecuzione della magistratura. Ora però occorre occuparsi dei tanti amici in difficoltà!
“Appello ai moderati per il bene del Paese“. I siciliani Saverio Romano, Calogero Mannino, Giuseppe Drago, Giuseppe Ruvolo e il campano Michele Pisacane, hanno molto a cuore il bene del Paese! Massimo Calearo poi il bene dell’Italia lo ha talmente a cuore che dopo essere stato eletto nel Partito Democratico, dopo aver smollato pure Francesco Rutelli, ora si dichiara pronto a fare il ministro nel governo di B. (però sempre come indipendente sia chiaro!)
“La crisi interna al PdL non esiste“. Ma certo che non esiste! Chi esprime critiche viene espulso e in ogni caso c’è sempre l’ormai sperimentato “trattamento Boffo”.
“Le Grandi Riforme“. Quello dedicato alle “Grandi Riforme” è stato un passaggio del discorso che mi è suonato quasi minaccioso! Chissà cosa ha in serbo B. per continuare la sua ”modernizzazione” dell’Italia!
by COLAS
Il fotografo e l’impresario: una storia di ordinario squallore
Tre frasi di Nina Moric a proposito della relazione – rivelata da Lele Mora – tra il suo ex marito Fabrizio Corona e l’impresario:
“Ho sempre avuto il sospetto, dubbi su dubbi e se lui aveva una doppia vita, doveva dirmelo. Sono cattolica e credente. Abbiamo siglato il nostro matrimonio dinanzi a Dio. Non ci volevo e non ci voglio credere. Mi viene il vomito“.
“Avrei preferito che Fabrizio fosse veramente gay. Un gay dichiarato senza problemi interiori, problemi irrisolti. Avrà sicuramente usato Lele, altrimenti mica glieli dava 2 milioni di euro! Mora non è stupido, ma è stato ingannato, raggirato, anzi illuso. Proprio come me. Ora Lele sta bene. Si è tolto un peso. Ripeto non è uno stupido e adesso può camminare a testa alta“.
“Se avessi Corona davanti a me gli direi: “Fabri, sei un uomo perso, ritrova te stesso”. Io ringrazio Dio per avermi tolto da tutto questo. Ora sono una spettatrice. I problemi spettano a lui, alla sua compagna e alla sua coscienza“.
Auto di lusso, un appartamento e soldi in nero… in tutto circa due milioni di euro! Tanto è costata a Lele Mora la relazione segreta con Fabrizio Corona
Ecco cosa ha raccontato Lele Mora al PM di Milano Fusco:
“Ebbi una relazione con Fabrizio Corona, spesi per lui circa 2 milioni di euro nel periodo 2004-2006 (…). Nel 2005 sono iniziati i grandi litigi tra Corona e la Moric, avendo lei scoperto l’esistenza della relazione del marito con me, cosa che io avevo sempre negato e che poi è emersa durante l’indagine di Vallettopoli. In quel periodo capitava spesso che Corona veniva buttato fuori di casa e mi chiedeva ospitalità. Io gli avevo consigliato di prendersi una casa per suo conto. Gli avevo anche detto che l’avrei aiutato sul piano economico. Come in effetti è stato (…) A Fabrizio ho comprato 8 autovetture a partire da una Audi Cabriolet per arrivare alla Bentley Continental. Anche l’appartamento di via de Cristoforis a Milano gliel’ho comprato io, o meglio ho rifornito Corona di circa 1 milione 500 mila euro in contanti“.
“ALTO, BELLISSIMO CON LA CHIOMA FOLTA E SCOMPIGLIATA, MARCO PANNELLA È UN’ICONA, UN DIO. FU UN VERO, TRAVOLGENTE INNAMORAMENTO, ANCHE FISICO. ERA IN ATTESA DI UN TAXI CHE AVREBBE DOVUTO PORTARLO ALL’AEROPORTO PER PRENDERE UN AEREO PER PARIGI. LO RIMANDA INDIETRO. IL VOLO PUÒ ASPETTARE”
Lui si chiama Marcello Baraghini e di professione fa l’editore. La sua creatura più famosa è la celebre collana Millelire di cui ha venduto più di 20 milioni di copie. Ha festeggiato i primi 40 anni di “Stampa alternativa” al Castello di Belgioioso, durante la mostra mercato “Parole nel tempo” (25 e 26 settembre 2010). Ha esposto gli originali dei sui libri più noti come il “Manuale per la coltivazione della marijuana” ciclostilato del 1970, per cui venne denunciato e poi assolto, oppure “Maremma avvelenata” nel quale si accusava l’Eni di strage ambientale. Ecco cosa ha detto a Mirella Serri de La Stampa:
“La non lettura, e la voglia di avere libri, visto che nel mio tinello di volumi non ce n’erano. Nella campagna di Ranchio, nel Cesenate si pregava molto e si leggeva niente. Mia madre era religiosissima e mio padre era un ex fascista che era andato volontario nella guerra di Spagna. Il clima era irrespirabile. Scappai che ero ancora minorenne, con la mamma che gridava: ‘mi farai morire’. Avrei dovuto denunciarla per falso in atto pubblico… è vissuta benissimo fino a 90 anni”.
“Mi faccio crescere i capelli, approdo alla scalinata di piazza di Spagna, con gli altri fricchettoni o figli dei fiori, come ci chiamavano, e non mi nego niente: sbronze, lsd, hashish e la marijuana, da cui nasce il manuale che ho editato.Viaggio in autostop e nello zaino c’è “On the road” di Jack Kerouac e “Lo straniero” di Albert Camus, “Le anime morte” di Gogol e le opere di Dostoevskij: nelle loro pagine mi pare di incontrare un pezzo della mia vita, il mio inferno“Un giorno del 1963 Marcello Baraghini si reca presso la sede storica dei radicali nei pressi di L.go Argentina. Vuole informare Marco Pannella delle dure critiche del PSIUP nei confronti del leader radicale. Ecco come andò a finire:
”Mi apre Pannella in persona, alto, bellissimo con la chioma folta e scompigliata, la luce che entra dalle finestre lo illumina, è un’icona, un dio. Fu un vero, travolgente innamoramento, anche fisico. Lui era in attesa di un taxi che avrebbe dovuto portarlo all’aeroporto per prendere un aereo per Parigi. Lo rimanda indietro. Il volo può aspettare“.
by COLAS
“La risposta di Fini è comunque tardiva, poteva e doveva arrivare molto prima, subito dopo le notizie pubblicate dal Giornale di Feltri”. Eugenio Scalfari a proposito del discorso di Gianfranco Fini
“La risposta di Fini è comunque tardiva, poteva e doveva arrivare molto prima, subito dopo le notizie pubblicate dal “Giornale” di Feltri. Il presidente della Camera disse allora con una pubblica dichiarazione (e l´ha ribadito nel video di ieri) che nulla aveva mai saputo fino a quel momento della vicenda concernente l´abitazione di Montecarlo a suo tempo venduta ad equo prezzo (secondo le valutazioni di allora) da Alleanza nazionale che ne era proprietaria”.
“Aggiunse che il coinvolgimento di suo cognato in quella vicenda gli aveva causato un forte disagio. Alle parole avrebbero dovuto seguire i fatti e cioè la netta separazione tra lui e la famiglia Tulliani. Comprendiamo benissimo che un comportamento del genere implicava non solo interessi ma soprattutto sentimenti, ma la responsabilità istituzionale avrebbe dovuto far premio su ogni altra considerazione anche a costo di mettere in gioco un assetto privato molto delicato (…)”.
“Le conclusioni di questa avvilente vicenda mi sembrano le seguenti: le elezioni si allontanano di qualche mese ma non di più. La legge elettorale resterà quella che è, strumento formidabile di pressione e corruzione. Le ipotesi di un terzo polo si fanno evanescenti perché anche Casini è nel mirino della macchina da guerra berlusconiana che alterna nei suoi confronti lusinghe e minacce. Berlusconi imporrà al Parlamento la legge sul processo breve e ritirerà fuori quella sulle intercettazioni.
Intanto l´economia è ansimante, la coesione sociale è a pezzi e nessuno se ne dà carico. Un bilancio che dire sconfortante è dir poco”.
Lindsay e l’eroina
Appena uscita di prigione, sotto una cauzione di 300.000 dollari, per aver fatto uso di stupefacenti, Lindsay Lohan è di nuovo al centro dell’attenzione di giornali scandalistici inglesi. Il Daily Mail e il News of the world hanno pubblicato alcune immagini, tratte da un sito di gossip X17Online.com, in cui l’attrice sembrerebbe iniettarsi in vena eroina. Secondo una fonte del sito le foto sarebbero state scattate durante un party nel 2007 a cui partecipava anche Paris Hilton (ritratta abbracciata a lei in alcuni scatti). Se davvero quelle foto non sono uno “scherzo di cattivo gusto di LiLo”, o di chi le ha vendute al sito inglese, si tratterebbe davvero di foto drammatiche. L’immagine cruda e squallida del “buttarsi via”.












