CHE CI FA IL NIPOTE DEL BOSS CON I “FORCONI”?
Scoop di reportime per il Corriere della Sera! Analizzando i filmati delle manifestazioni siciliane reportime ha scovato un padrino d’eccezione: Enzo Ercolano, figlio dello “Zio Pippo” e nipote di Nitto Santapaola, entrambi storici capi di Cosa Nostra a Catania.
IL PROFESSORE, LA LEGA E L’ART. 18
“Per decenni in Italia si è pensato a difendere solo agli interessi dei singoli gruppi“. L’ha detto Mario Monti durante un intervista con Lucia Annunziata. Un paio d’ore prima Umberto Bossi aveva inveito all’indirizzo del presidente del Consiglio e chiesto al suo alleato di sempre di “staccare la spina”. Non è certo una novità! Le volgarità del leader della Lega è divenuta proverbiale e non meravigliano più nessuno. Un po’ come le battute ironiche di Monti sono divenute un must del dibattito politico. A Bossi il “professore” ha risposto richiamandosi ai principi fondativi del movimento leghista. Quei principi chiedevano una modernizzazione del Paese e lui pensa di essersi incamminato proprio per quella strada.
Si avverte la distanza abissale tra il pacato ragionare del presidente del Consiglio e la politica degenerata e inconcludente. Sulla Lega, sullo scontro interno tra il “cerchio magico” e l’armata branconiana, sulla necessità di alzare i toni senza tuttavia spezzare il “legame” ombelicale con B. e la sua masnada di filibustieri, si potrebbe disquisire a lungo. Resta da capire se il farsesco tentativo di prendere le distanze dal PdL e la faida nei confronti di Maroni lasceranno qualche segno nell’elettorato leghista, o se – a parte il fisiologico ridimensionamento di un partito che ha a lungo governato – tutto resterà come prima. La disperazione negli occhi del senatur, malamente mascherata dalle sue rauche volgarità, fa presagire tempi duri per i sogni indipendentisti padani, ma anche per il “cerchio” di ossequiosi buffoni stretti come sanguisughe sulla pelle del “capo”. E le trote, per fortuna, sono tornate a nuotare nei rigagnoli casalinghi!
Resta il fatto che Bossi e Maroni, oggi di nuovo “insieme”, hanno riempito piazza Duomo a Milano. Pur se supportati da pullman noleggiati, da biglietti ferroviari gratuiti e da buoni benzina, i padani sotto la “madunina” erano tanti! A dire il vero l’intenso sventolio di bandiere non mi ha meravigliato più di tanto. La Lega può ancora contare su una base diffusa, le cui fila vengono tirate ogni giorno da migliaia di amministratori e dirigenti locali. Tra sei mesi si ricompatteranno e, insieme, torneranno ad allearsi con il partito di B.. Solo allora sapremo se l’egoismo padano avrà ancora la capacità di irretire il nord, o se resterà relegato in qualche enclave di nostalgici.
“Io sono contrario ai tabù, l’apertura mentale deve essere completa“, ha precisato il presidente del Consiglio a proposito dell’art. 18. Lasciando però intendere che al momento nessuna decisione è stata presa, anche se il Governo non ha rinunciato ad affrontare la questione. “Il costo del lavoro, troppo alto, penalizza le nostre esportazioni manifatturiere“, ha aggiunto Monti. Ma anche in questo caso non sembra avere soluzioni capaci di unire il Paese. Domani ci sarà un lungo incontro con il ministro Fornero! Ma dubito che, a parte il solito coniglio pronto ad eclissarsi al primo acquazzone politico, possa uscire altro dal cappello del Governo. Tuttavia il problema è reale e il nostro capitalismo un po’ d’antan, difficilmente riuscirà a rimettersi in carreggiata senza assistenza. Che fare? Più lavoro per i giovani, senza però penalizzare chi un lavoro ce l’ha! Un fondo salva aziende finalizzato alla conversione e all’innovazione dei processi produttivi. Una maggiore facilità per chi vuole intraprendere, o ristrutturare, ad ottenere credito agevolato da parte delle banche. Un accordo “vero” con i sindacati per avviare – là dove necessario – contratti di solidarietà. Insomma, occorrono provvedimenti capaci di unire il mondo del lavoro e, al contempo, di motivare gli imprenditori a svecchiare il loro modo di produrre.
“Non vogliamo creare situazioni nelle quali la foga a privatizzare non solo danneggia i consumatori, ma favorisce gli interessi stranieri“. Mario Monti ha voluto precisare di non essere un “liberalizzatore” a tutti i costi. Meglio così, perché il rischio vero è quello di un banchetto dove i “nostri” gioielli finiscono chissà dove.
BERSANI, LA CAMPAGNA TESSERAMENTO E I GAY
Dopo Il Fatto quotidiano, che sulla campagna tesseramento del PD “Ti presento i miei“, aveva calcato la mano pubblicando un manifesto taroccato con la foto di “capitan Schettino”, dopo le svariate rielaborazioni negative del layout originale con la comparsa di personaggi come Penati, o con l’inserimento di Veltroni e D’Alema al posto dei vari Faruk & c., ora è la volta dei gay del PD. “Segretario se la fa una foto con noi?” gli chiedono nel corso dell’Assemblea Nazionale del PD. Bersani abbocca ed ecco pronto un “manifesto” apocrifo! Da sinistra Rosaria Iardino, Aurelio Mancuso, Fabio Astrobello, Pieluigi Bersani, Anna Paola Concia e Andrea Benedino! E la storia continua…
BERSANI DA SOLO COMUNICA!
La foto l’ha pubblicata il bravo Dino Amenduni di Proforma sulla sua pagina Facebook annotando: “Questa foto è molto meglio di tutte le campagne di comunicazione politica. Ed è la prova che la gente come me non serve”. Ed ha ragione! E’ una bella foto e comunica una normalità autentica. Il segretario del PD è seduto un po’ in disparte, immerso nei suoi appunti, ma al contempo è “raggiungibile”, insomma uno di noi! E che si tratti di uno scatto riuscito lo dimostra l’attenzione mediatica ottenuta. In mattinata tutte le principali testate online italiane l’avevano pubblicata. Non solo! La foto è stata rilanciata con una altissima viralità in tutti i social network.
Dino Amenduni ha ragione anche sul fatto che la foto è meglio di tutte le campagne di comunicazione politica dell’era Bersani. Il segretario in maniche di camicia e l’ultima, a sostegno del tesseramento 2012, sono state due flop, con effetti più che altro deleteri per il segretario e per il partito. Campagne che non hanno emozionato, ne tanto meno coinvolto e comunicato. Due veri e propri boomerang con effetti disorientanti.
Insomma, Obama – pur con tutti i suoi problemi – riesce ancora a fare “scuola” nella comunicazione politica. Sì perché l’ispirazione dell’autore della foto è “evidente”. Certo il segretario del PD non è il presidente degli Stati Uniti e la “situazione” fotografata è molto diversa. Tuttavia entrambe le immagini riescono a coinvolgere, ad emozionare, insomma… a comunicare.

CHIACCHIERANDO CON VALARIE, SCOTT, BILL, E KATHIE C'è da "imparare" dallo staff del "presidente" in fatto di comunicazione social. E' tutto studiato nei minimi particolari, ma sembra tutto naturale. L'inquadratura con Obama da solo su un lato dell'immagine, l'atteggiamento amichevole, gli ospiti ripresi di spalle, ma riconoscibili. Un vero gioiello di comunicazione ai tempi dell'iPhone.
LA BIONDA E IL CAPITANO
“Ho lavorato sulle navi da crociera per cinque anni come hostess e, dopo un lavoro di più di un anno, la Costa mi aveva offerto una vacanza a bordo della nave, un soggiorno che sarebbe dovuto durare una settimana“. In mattinata la Costa Crociere non aveva ne smentito, ne confermato che Domnica Cemortan, la moldava apparsa in alcune foto al tavolo del comandante della Concordia risultasse essere una ospite della nave. Poi nel pomeriggio è arrivata la conferma. Anche se la ragazza risulta senza cabina. Ma perché Domnica Cemortan è divenuta così importante? Intanto ha rilasciato numerose dichiarazioni su presunti atti di eroismo del comandante, poi perché sembra essere lei la donna vista in compagnia di Schettino, poco prima dell’impatto con lo scoglio. La magistratura vuole interrogarla,ma al momento la ragazza è in Moldavia, dove è tornata e dove sembra vivere molto bene il ruolo di “eroina”. Sì perché nei suoi racconti anche lei avrebbe salvato molte vite.
IL PASSAGGIO DELLA “GEMELLA”
La Costa Serena è passata questa notte al largo dell’Isola del Giglio, dove ancora è incagliato il relitto della “sorella” Concordia. Strane sensazioni dalle immagini video che hanno filmato il passaggio…
LA COSTA CROCIERE CONOSCEVA, TOLLERAVA E ANZI INCORAGGIAVA GLI “INCHINI” DEL COMANDANTE SCHETTINO?
“La manovra del comandante Schettino non è approvata e autorizzata dalla Costa“, questo ha affermato la compagnia dopo l’incidente! Più o meno contemporaneamente dal blog di Costa crociere, scompariva un post datato 26 settembre 2010. Vi si leggeva: “La Costa Concordia che per la stagione estiva sta effettuando la crociera Profumi di Mediterraneo (…) il 30 agosto 2010, prima dell’arrivo a Napoli previsto per le 13.00, ha omaggiato con il suo saluto e con la sua breve sosta nella rada della Corricella, l’isola di Procida, tutto ciò grazie al comandante Francesco Schettino, di Meta di Sorrento”. Alcuni blogger però hanno ripescato il post nella memoria di Google e lo hanno rilanciato sul web. La Costa, forse per evitare polemiche, lo ha immediatamente ripubblicato. Certamente si tratta di uno strano comportamento che fa nascere sospetti. La compagnia conosceva, tollerava e anzi incoraggiava gli “inchini” del comandante Schettino? Sarebbe interessante avere una risposta.












